🌑 Care amiche, cari amici, bentornati nel mondo di Lara!
E' passato un anno da quando ha generato l'Ibrido con un grande rituale, unendo il Mondo Umano e il Mondo Specchio.
Che cos'è successo durante quest'anno? E come è cambiata la nostra piccola Lara? ✨
***
"Ricordo quando eri una bambina. Eri così spaventata" disse il suo doppio.
"Ma già ti amavo, vero?" chiese Lara.
"Certo. Sapevi che eravamo destinati a regnare insieme, tu ed io."
Nella sua poltrona preferita accanto al caminetto, in cucina, Lara stava immobile osservando la neve che cadeva fitta, ricoprendo il parco di uno spesso strato di gelo. Erano le ultime ore del pomeriggio ma non era buio, il cielo emanava una luminescenza violacea.
Presto non avrebbe più potuto cercare la comodità e il calore di quella poltrona. Non si addiceva a una regina, riposarsi nelle stanze dei domestici. Soprattutto a una regina in guerra, pensò.
"Siamo cresciuti insieme, amore mio, nonostante tutto" disse, cogliendo sulla finestra il proprio riflesso sbiadito. Il suo doppio, a volte, sembrava essere il suo unico conforto.
"Ora è tempo di cogliere il frutto maturo delle nostre fatiche, amica mia. Alziamoci e lasciamo che i domestici preparino il banchetto, devi parlare con il tuo insegnante."
Lara si alzò, dispiaciuta di lasciare e il calore e la sicurezza della sua poltrona preferita. Ricordò con un sorriso lieve quando da bambina i domestici le regalavano dolcetti sottobanco, e lei si fermava proprio in quella poltrona a mangiarne uno dopo l'altro. Lasciò la cucina e i ricordi d'infanzia per dirigersi al salone, dove Nero era solito ritirarsi a studiare. Era stato il suo tutore sin da quando aveva quindici anni e per un breve periodo era stata convinta di amarlo, fino a che non aveva compreso che si trattava di un individuo viscido e avido. Lo trovò intento a scorrere i titoli della sezione occulta della biblioteca, quella che lo zio Alfonso le aveva fatto studiare per anni.
Le fate mosche la seguivano come lo strascico di una sposa, scambiandosi commenti inudibili all'orecchio umano. Parlavano della neve, della guerra e della nostalgia per il loro mondo.
"Zitte, adesso" le ammonì Lara, che non sopportava più il loro continuo piagnisteo. "Credevo che foste felici di trovarvi nell'Ibrido, piccole ingrate."
La fata Dolore iniziò a piangere sommessamente.
"Sii comprensiva con loro, amica mia, hanno perduto tutto ciò che conoscevano."
Lara scrollò violentemente le spalle, scacciando Dolore che si allontanò da lei unendosi alle compagne.
"Siamo in guerra e solo gli Dei sanno se la tregua reggerà a lungo" rispose, "ma tu sai solo preoccuparti delle tue stupide fate mosche" sbottò.
Il suo doppio si ritirò in profondità nella sua mente. Tacque.
Nero la vide entrare e le rivolse uno sguardo ammirato. Quando Lara gli rivolse un cenno del capo, lui s'inchinò con fare teatrale, lasciando piovere i capelli in una cascata fangosa.
"Desideriamo conferire con te" gli disse, fredda. "E alzarti. Sei ridicolo in quella posa".
Obbediente, Nero alzò il capo e iniziò a scrutarla, facendola sentire a disagio. Aveva degli occhi scuri che non lasciavano intravedere alcuna variazione, erano piatti.
"Mia signora" disse. "Posso immaginare che cosa vogliate rimproverarmi e avete ragione, lo riconosco. Siamo stati avventati, abbiamo rischiato di compromettere il Segreto, ma catturare il disertore era troppo importante."
Lara alzò un sopracciglio. "E l'hai catturato?"
Nero deglutì.
"Lo immaginavo" disse Lara. "Hai rischiato il Segreto dell'Ibrido, hai messo in pericolo non uno ma due mondi, e hai fallito."
"Mia regina, perdonatemi" disse Nero, inghinocchiandosi davanti a lei. La voce era piena di adulazione.
"Per tua fortuna non è dei tuoi fallimenti che voglio parlare. Altrimenti dovrei punirti e non ne ho voglia" disse Lara, sollevando leggermente l'angolo della bocca. "Ai festeggiamenti di Imbolc, stanotte, si unirà a noi un nuovo gruppo" disse Lara. "Tu farai in modo che venga accettato dalla corte senza controversie, questo è il nostro desiderio."
Era fondamentale che i nuovi membri della sua corte venissero accolti e accettati. Erano i primi che Lara sceglieva di sua iniziativa e non seguendo i consigli (o gli ordini, pensò stringendo le labbra) di suo zio. Niente doveva andare storto.
Nero chinò ancora di più la testa. "Farò come dite" rispose.
Lara trovava odioso ogni suo gesto. Distolse lo sguardo dal suo vecchio precettore e lo fissò sulle fate, che giocavano a rincorrere le volute di fumo di sigaretta.
"Bene, puoi andare" disse, senza guardarlo.
Nero si alzò e si diresse alla porta con passo felpato, ma si fermò.
"Mia signora" disse, "siete magnifica."
Lei si voltò, furiosa, nella sua direzione, ma Nero era già scomparso oltre l'uscio. Si augurava che eseguisse gli ordini senza giocare brutti scherzi, ma con le persone di quel tipo non si poteva mai essere sicuri. Viscido e adulatore, non riusciva a pensare a niente di più disgustoso. O pericoloso.
🌑 Nota dell'autrice 🦇
Scrivere questo capitolo è stato come camminare su un filo sospeso!
Cosa ne pensate del rapporto tra Lara e il suo doppio? E Nero, secondo voi, è solo un viscido leccapiedi o nasconde qualcosa di più pericoloso? Fatemi sapere nei commenti, amo leggere le vostre teorie! ✍️✨
Grazie per aver letto e alla prossima, dove i misteri si infittiranno ancora di più... 🌌
STAI LEGGENDO
Ibrido
Fantasía🌕 Due ragazze, un rituale, una profezia. Cosa può andare storto nella vita di Vera, che si è appena trasferita a Torino per iniziare l'università? La città è magica, si sa, ma fino a che punto? ✨ Vera pensava che trasferirsi a Torino per l'universi...
