I piccoli artigli di Dolore trapassavano la stoffa del vestito graffiandole la spalla, ma a Lara non dava fastidio. L'attaccamento morboso della piccola fata la gratificava. Forse la faceva sentire meno sola. In fondo la vita era per tutti l'eterno tentativo di sfuggire alla solitudine.
Persino quando si trovava di fronte a una persona amica, come Marta, la capo congrega, che sedeva vicino a lei e la guardava con affetto, Lara aveva la sensazione che ci fosse un muro a separarla dal resto del mondo. In un certo senso era ovvio, perché era colei che aveva generato l'Ibrido, eppure le sembrava di ricordare, nella nebbia indistinta in cui si confondeva la sua vita umana, di essersi sempre sentita sola. Anche quando era una bambina e non aveva mai visto il Mondo Specchio, quando i suoi genitori l'amavano, anche allora si era sentita un'estranea.
Presto, però, sarebbe arrivata Vera. Forse era sciocco, da parte sua, ma riponeva in quella ragazza una grande speranza e fantasticava immaginando i dettagli della loro nuova amicizia.
"Cosa c'è, piccola Lara" disse la Capo congrega interrompendo i suoi pensieri. "Posso ancora chiamarti così?"
"Sei l'unica che ci chiama così, ormai. Per sentire pronunciare il nostro nome siamo disposti a tollerare il piccola, Marta."
Il chiostro invaso dai rampicanti era in ombra, anche se il sole non era ancora tramontato, e faceva freddo. Erano sole sulla panchina di pietra intagliata con un motivo di rose. La polla d'acqua rifletteva le nubi che correvano veloci sopra di loro.
"Lara, dimmi la verità, perché usi questo plurale? Tutte le tue parole sono pronunciate anche dal tuo doppio?"
"Oh, no. Sono io che ti parlo. Posso ancora usare il singolare, vedi? Solo che in qualche modo mi sembra una mancanza di rispetto nei suoi confronti. Lui spesso non ascolta neanche. Dorme, o pensa."
La sua vecchia maestra si fece silenziosa, concentrandosi come quando cercava il modo più semplice per spiegare un concetto complesso. "Questa tua condizione è inesplicabile, questo coabitare nella tua mente con un'altra essenza" disse infine.
Lara dischiuse le labbra in un sorriso. "Per ottenere questa condizione ho generato un mondo, Marta. La creazione dell'Ibrido è stato un atto d'amore nei confronti del mio doppio. Non te l'ho mai detto, ma durante gli ultimi mesi provavo un dolore fisico a stargli lontana, come una pressione sul petto, che diventava più forte quanto più mi allontanavo dallo specchio nel salone. Officiare il rito è stato un sollievo immenso."
Sul volto della strega comparve per un attimo un'espressione allarmata. "Avresti dovuto dirmelo, Lara, piccola mia. Avresti dovuto dirmelo" ripeté, torcendosi in grembo le mani ossute. "Ma dimmi, ora stai bene?" esitò un attimo. "Sei felice?"
In quel momento, Nero irruppe nel chiostro, sgretolando l'intimità appena creata.
Quando le vide, si rilassò. "Siete qui, vi ho cercate dappertutto."
Lara si alzò infastidita. "Siamo qui, Nero, cosa vuoi?"
Marta rimase seduta, in silenzio.
"Regina, i vostri lupi hanno attaccato una pattuglia della resistenza e pare che abbiano ucciso uno di loro. Le spie dicono che Telemaco è furioso e prepara un contrattacco, vostro zio ha indetto un concilio e vi chiede di partecipare."
Lara sorrise. "Dunque è così, molto bene. Vieni anche tu, Marta, avremo bisogno del tuo consiglio."
Suo zio amava i concili, che presiedeva godendo di ogni piccola formalità che riusciva a imporre alla corte. Lara li odiava, naturalmente, ma vi partecipava aspettando il momento in cui avrebbe potuto liberarsi di tutte quelle sciocchezze. Per ora desiderava solo porre un freno alla smania di potere dello zio e di Nero, che a suo avviso esercitavano troppa influenza su quella piccola cerchia di persone raccolte attorno a loro, ansiose di racimolare ogni briciola d'importanza che potesse dare significato alle loro piccole inutili vite.
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Ibrido
Fantasy🌕 Due ragazze, un rituale, una profezia. Cosa può andare storto nella vita di Vera, che si è appena trasferita a Torino per iniziare l'università? La città è magica, si sa, ma fino a che punto? ✨ Vera pensava che trasferirsi a Torino per l'universi...
