🌕 Non esistono più il Mondo Umano e il Mondo Specchio: esiste solo l'Ibrido 🌑
Due ragazze, un rituale, una profezia. Cosa può andare storto nella vita di Vera, che si è appena trasferita a Torino per iniziare l'università? La città è magica, si sa...
Il cielo era scuro di tempesta e i tuoni scuotevano l'atmosfera elettrica. Lara le aveva chiesto di seguirla in biblioteca, di fronte al grande specchio da cui tutto aveva avuto inizio. Si tenevano per mano, nella grande stanza scura, mentre fuori la pioggia iniziava a scrosciare e i lampi illuminavano a tratti gli antichi scaffali.
"Mio zio sapeva che il mio potere era abbastanza forte da generare l'Ibrido, anche senza il mio doppio, l'hai detto tu. Aveva ragione, sai, ce l'avrei fatta anche da sola."
Vera annuì, sentendo uno strano brivido che le scendeva lungo la schiena. I loro riflessi nello specchio erano giovani, ma i lineamenti tirati e pallidi suggerivano stanchezza.
"Ho riflettuto a lungo, sai" disse Lara con una voce placida che fino a pochi giorni prima non le apparteneva.
Il cuore di Vera iniziò a battere forte e le mani presero a sudare. La sua amica era strana, molto più del solito, e poteva sentirla tremare.
"Ho riflettuto a lungo" ripeté Lara, "e ho compreso che un simile potere è troppo forte. Non rimpiango ciò che ho fatto, l'Ibrido è per me come un figlio."
Dicendo questo sciolse la mano dalla presa di Vera e si abbracciò il petto. "Da quando ho memoria non ho provato altro che infelicità e paura. Il mio doppio, il mio amore, mi ha tradita e non tollero più il suo brusio perenne. Non pensare che sia un'ingrata, amica mia. Il tuo arrivo al mio fianco mi ha fatto conoscere la gioia ed è per questo che la mia decisione, infine, mi riesce tanto amara."
Vera avrebbe voluto abbracciarla, ma Lara la scostò con fermezza gentile.
"Il mio potere non è di questo mondo. Ho compiuto ciò che dovevo ed è tempo per me di andare. Vera, carissima" la voce le si ruppe e una lacrima d'argento le rigò il volto pallido. "Ricordati di me quando ballerai sotto la luna" disse.
In lontananza si sentì un ululato straziante.
"Lara..." disse Vera travolta da un'onda di angoscia. La sua amica, pallida e fragile, tremava come un fuscello. Gli occhi neri erravano inquieti posandosi qui e là nel salone. Vera la vide contorcere il volto in una smorfia e inghiottire. Quando tornò a parlare le sue labbra erano sporche di sangue.
"Così lo porterò con me, capisci? L'Ibrido sarà libero, potrete istituire scuole e monasteri, scrivere nuove leggi" disse. Aveva un sorriso da spezzare il cuore.
In quel momento i lupi irruppero nel salone e Vera tirò un sospiro di sollievo.
"Siamo qui per proteggerti, Madre" disse Deye-Dar.
"Amici, siate benedetti, ma non potete proteggermi. Dovete lasciarmi andare" disse. Da sotto la veste candida estrasse un coltello rituale dalla lama lucente e lo impugnò con la mano esile.
"Lara, no!" gridò Vera. Era congelata, Lara la fissava negli occhi. Si accorse di Deye-Dar che balzava avanti per fermarla, ma senza esitare, con un sorriso tirato, Lara si passò la lama in profondità sulla gola candida.
Vera sentì un urlo montarle dentro e uscirle strozzato dalle labbra. Lara era crollata a terra e una pozza di sangue scuro le impregnava rapidamente la veste spargendosi sul pavimento. I lupi la circondarono ma non la toccarono. Vera cadde in ginocchio, al fianco della sua amica dal volto pallido e iniziò a tamponare freneticamente la ferita ma sentiva che il corpo diventava freddo mentre il sangue rovente le inzuppava i pantaloni e le maniche della felpa. Allora rimase immobile abbracciando la sua amica fragile, morta accanto a lei.
Ritornò in sé quando i brividi la scossero troppo forte. Era vero? Le mani fradice di sangue le offrirono un verdetto amaro.
Alzò lo sguardo sugli occhi scuri della sua amica, ancora aperti. Con i muscoli che sembravano di marmo, il braccio tremante, allungò una mano a chiuderli. Rimase per un istante a fissarla, pallida e coperta di sangue. Allora riuscì a gridare e piangere e implorare, finché Marta non accorse. Indugiò un attimo sulla porta, senza capire, poi si precipitò accanto a lei.
"Marta" chiamò Vera. La strega però non stava guardando nella sua direzione. Aveva gli occhi sbarrati e fissava un punto alle sue spalle.
"Oh, Dea, no" la sentì bisbigliare.
Vera si voltò lentamente, seguendo lo sguardo della strega.
Lo specchio la sovrastava, imponente. Sentì il sangue ghiacciarsi nelle vene, si portò le mani al volto e cercò di gridare ma emise solo un verso strozzato.
Il suo riflesso invece rideva, gli occhi ciechi che si spostavano frenetici, la bocca grondante sangue.
🖤 Parte autrice... e grazie infinite! 🌒
Scrivere questa storia è stato come attraversare uno specchio oscuro: l'ho fatto insieme a Lara, a Vera, a tutti i personaggi che hanno preso vita e cuore in questo viaggio. Ho scritto dell'amore e del tradimento, del potere e della solitudine, della scelta di sacrificarsi...
A voi che avete letto fino qui: grazie. Ogni lettor3, ogni commento, ogni reazione è stato per me un faro nella notte. Se vi siete emozionatɜ, se vi siete arrabbiatɜ, se avete amato o odiato questi personaggi, sappiate che ne sono felice. Vuol dire che vi sono arrivati.
🌕✨ Se vi va di condividere un pensiero, un'emozione, una scena che vi è rimasta dentro, vi leggerò con gioia.
E chissà... forse, da uno specchio oscuro, possono ancora nascere nuove storie.
Con amore e oscurità, 🌒 Isa T. (o, se preferite, la voce che parla dall'Ibrido) 🖤
ps... la copertina cambierà, per diventare... così!
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