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Un attimo dopo sfrecciavano sulle stradine di montagna e la Sacra di San Michele si faceva sempre più vicina, arroccata sul suo cucuzzolo. La loro destinazione però era un'altra, infatti s'inerpicarono alla volta di Colle Braida. Arrivarono al paese e proseguirono sulla strada sterrata coperta di neve.

"Hai le gomme da neve, vero nonna?" chiese Lucia con un filo di apprensione nella voce.

"Certo, cara, altrimenti non saremmo arrivate fino a qui, non ti preoccupare" disse nonna Delia prendendo una curva un po' troppo velocemente.

Vera sudava freddo, ma non sapeva se fosse per la guida sportiva sulla stradina innevata o per tutto quello che stava succedendo. Cercò di rilassarsi guardando il panorama. Gli alberi carichi di neve lasciavano appena intravedere la Sacra di San Michele sul monte gemello e facevano da cornice a una casetta incuneata in un'ampia ansa della strada. Era tutto bianco, con qualche roccia che affiorava dal terreno.

La vecchia Panda sgommò sul vialetto d'accesso, arrestandosi con uno scossone.

"Eccoci arrivate!" esclamò la nonna sorridendo. "Aiutatemi a scaricare la spesa, ragazze, la mia schiena si lamenta un po', ultimamente."

Scese dall'auto e aprì il portabagagli straripante di provviste. Lucia si caricò sulle spalle un grosso sacco di farina e arrancò nella neve fino alla porta d'ingresso, seguita da Vera che prese due sacchetti per mano. Fecero tre giri per trasportare tutto all'ingresso, poi Delia aprì la porta con una vecchia chiave di ferro e le fece accomodare. Tutte e tre si tolsero le scarpe e indossarono delle calde pantofole di lana. I cani le accolsero con una gran festa, ma si concentrarono su Lucia, che si ritrovò a rotolare per terra. "Quanto mi siete mancati". Vera la guardava sorridendo. Ovvio che Lucia fosse una "dog-person". Vera personalmente propendeva per i gatti.

Lucia si ricompose quel tanto che bastava per assumere una posizione eretta, poi tirò Vera per un braccio e seguì la nonna in cucina.

"Vi preparo un bel tè caldo, bambine! Intanto butta un ceppo nel fuoco, Lucia, che se si spegne qui dentro si gela, sai" disse la nonna che aveva già afferrato il bollitore.

"Certo, volentieri" disse Lucia. "Vera, mi dai una mano?"

Vera si sforzò di sorridere, ma avrebbe voluto soltanto accoccolarsi da qualche parte e dormire per un anno o due.

"Allora, che te ne pare? Non è un paradiso?" le chiese Lucia, quando furono sole in salotto.

Vera si riscosse. "Come, scusa?"

"Niente, ti ho chiesto se ti piaceva il posto" ripeté Lucia afferrando un grosso ceppo dalla cassapanca.

"Sì, certo, è bellissimo" rispose Vera. "Non vedo l'ora di provare il divano."

Lucia alzò le spalle. "Oh, certo, tranquilla, posso attizzare il fuoco a occhi chiusi" disse allegra.

Quando poco dopo nonna Delia arrivò con tre tazze fumanti, Vera e Lucia stavano sedute e fissavano il fuoco in silenzio, incantate.

"Ecco, prendete, un bel tè caldo è quello che ci vuole" disse nonna Delia accomodandosi sulla poltrona di fronte a loro.

Vera afferrò la tazza bollente e si sentì un po' meglio. Ora ci volevano una bella doccia e una lunga dormita, peccato che non fosse neanche ora di cena.

"Allora, ragazze, ditemi cosa state combinando" disse la nonna, e iniziò a sorseggiare il tè con aria goduta.

Vera sentì il respiro farsi pesante, difficile. Fece finta di niente e cercò di ascoltare quello che Lucia stava dicendo alla nonna, ma non riusciva quasi a distinguere le parole. Iniziò a tremare violentemente e si versò addosso il liquido bollente, emettendo un grido rauco.

Lucia le fu subito accanto e le tolse la tazza dalle mani, scottandosi a sua volta.

Nonna Delia corse a prendere del ghiaccio dal congelatore. "Ecco, mettilo sulle mani" disse, poi aiutò Vera a togliersi la felpa bagnata e la sostituì con una mantella di lana.

Vera si lasciò abbracciare da nonna Delia, che iniziò a cantilenare una nenia antica e dolce finché, così come aveva iniziato, Vera non smise di tremare.

"Non ti preoccupare, piccola, sei al sicuro".

Le sembrò di riemergere da uno spazio profondo, freddo e senza luce. Sorrise quando vide che Lucia le porgeva una tavoletta di cioccolata al latte.

"Ho una paura del diavolo, Lucia" disse, con voce rotta. "Non ho mai avuto una paura così."



Ciao a tutti, anime erranti 🖤💀! 

Grazie per aver letto questo capitolo. La tensione cresce mentre Vera e Lucia si avvicinano a Colle Braida, ma c'è anche una dolcezza nel rifugio che sembra un po' un angolo di pace... anche se Vera non si sente affatto al sicuro. 🕯️🌙 

Cosa pensate del momento in cui Vera si è sentita sopraffatta?  🖤👁️‍🗨️

Fatevi sentire nei commenti, i vostri pensieri sono sempre un'ombra che mi guida! 💬🖤 E se vi è piaciuto, lasciate una stellina! 🦇

Alla prossima, nel buio della storia. 🌑

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