Lara trovò i lupi nella radura, in forma umana e intenti a danzare seguendo il ritmo frenetico del tamburello di Orma della Canzone. Quando la video avvicinarsi si fermarono e l'accolsero con sorrisi aguzzi.
"Salute a te, Madre del Mondo" disse Deye-Dar. "Sei in collera con noi?"
Lara scosse il capo. "No, affatto. Sono sicura che abbiate agito nel modo migliore. Inoltre" disse raddrizzando la schiena, "la vostra iniziativa ha portato alla luce alcuni problemi che stavano proliferando nell'ombra. Problemi che ora sono pronta a risolvere."
Il branco la fissò in silenzio.
"Continuate a danzare, amici carissimi, sicuri dell'amore che nutro per voi."
Orma della canzone gettò indietro il capo e lanciò un grido che sembrava un ululato di gioia, poi riprese a battere sul tamburello un ritmo sincopato e i lupi si lanciarono in una danza vorticante.
Quando lasciò la radura, Lara si sentiva rinvigorita, come se stesse rapidamente emergendo da una nebbia, un torpore che le aveva impedito di agire fino a quel momento. Da quando aveva originato l'Ibrido si era sentita sempre stanca e non aveva provato il minimo interesse per le vicende del mondo. Ora era diverso, sentiva di dover riprendere in mano le redini della situazione. Il senso di responsabilità, anziché schiacciarla, la spronava a riflettere. La prima cosa da fare era trovare un consigliere del quale fidarsi, di certo non poteva più fare affidamento sullo zio, né su Nero.
***
Trovò Marta sotto la quercia della meditazione, poco distante dalla villa. Era seduta a terra e non mostrava alcun disagio né per il freddo né per la posizione scomoda. Il suo corpo magro si piegava completamente al volere della sua mente.
"Marta" esordì.
La strega sorrise, sciolse le gambe dalla rigida posizione del loto nella quale soleva meditare e l'invitò con un gesto gentile a sedersi accanto a lei.
"Allora, piccola Lara, gliel'hai fatta vedere a quel saccente di Nero" commentò compiaciuta. Per un attimo sembrò che stesse per aggiungere qualcos'altro, ma si trattenne.
"Sì, ma devo ammettere che le cose forse mi sono sfuggite di mano. Ora per prendere il controllo devo fare la voce grossa" rispose Lara, le labbra arricciate.
Marta la guardava con attenzione. "Sei in una posizione molto difficile, è vero. Prima dell'Ibrido eri un'apprendista, dopo il rito sei diventata la Madre del mondo. Ti è piombato sulle spalle questo peso enorme nel momento in cui eri più debole e avevi bisogno di riposare. Se ora ti senti pronta a rimettere tutti in carreggiata hai il mio appoggio" disse annuendo, "soprattutto dopo che ho sentito come la pensi sull'Ibrido, perciò dimmi che cosa vuoi che faccia per te, bambina mia."
Lara non si commuoveva facilmente, non ricordava l'ultima volta che aveva pianto ma era stato certamente molti anni prima. Eppure sentendo nelle parole della sua vecchia maestra l'eco di un affetto incondizionato le salirono le lacrime agli occhi. Provò subito un tremendo imbarazzo e s'impedì di sbattere le palpebre sperando che gli occhi si seccassero più in fretta, ma mentre si sforzava disperatamente di non scoppiare a piangere e cercava qualcosa di sensato da rispondere, riusciva a pensare solo che, in fondo, poteva ancora piangere pur se con i suoi nuovi occhi bianchi, e ne fu felice.
Dopo un attimo d'incertezza tirò su col naso. "Marta, il tuo affetto mi rincuora" disse. "So di non essere stata molto presente e di non averti trattato con il riguardo che avrei dovuto. Eppure adesso ho bisogno di te, desidero che tu sia il mio consigliere presso la corte, che prendiamo insieme le decisioni che riguardano la politica, l'Ibrido, tutto. Vuoi?"
La vecchia strega annuì solennemente. "Mi onori, Lara, con questa richiesta" disse sorridendo, poi si fece seria, la fronte corrugata e gli occhi fissi in un'espressione risoluta. "Accetto."
Le fronde dell'antica quercia stormivano al vento tagliente della primavera imminente. La neve era ormai un ricordo e le nubi si addensavano in cielo promettendo un violento temporale.
"Il primo consiglio che ti do è questo" disse la strega. "Fornisci alla corte una dimostrazione del tuo potere, ne hanno tutti bisogno per rispettarti come capo e avere fiducia nella tua capacità di guidarli."
Lara era contrariata. "Ho creato il mondo in cui vivono, non basta forse come dimostrazione del mio potere?"
"Se sono il tuo consigliere devo essere onesta con te, dunque ti rispondo di no, non è sufficiente. L'Ibrido è stato generato con un rito che ha coinvolto anche Alfonso, me e la congrega. Non è la stessa cosa."
"Capisco" rispose Lara, meditabonda. "Hai ragione."
***
L'acquazzone arrivò dopo pochi minuti. Gocce gradi e pesanti crollavano al suolo affogando il terreno, ma Lara non rientrò nella villa. Marta aveva ragione, la corte aveva bisogno di una dimostrazione di potere, inoltre lei stessa era curiosa di scoprire cosa sarebbe stata in grado di fare. Così rimase in piedi sotto l'acqua finché non fu completamente fradicia, poi estese la sua mente al terreno circostante, alla villa e al bosco. Man mano che incontrava la presenza di una mente pensante l'invitava con garbo a raggiungerla nella radura del rito, il luogo che preferiva. In alcuni casi non trovò resistenza, le creature fatate seguirono subito le sue istruzioni. Alcune menti umane invece erano reticenti, non volevano bagnarsi sotto la pioggia torrenziale, così Lara le costrinse a muoversi. Non ebbe bisogno di impadronirsi dei loro corpi, le bastò esercitare una leggera pressione sulla mente perché le obbedissero senza riserve.
In breve tempo erano tutti nella radura, disposti in circolo attorno a lei. Suo zio, Nero, gli alchimisti e le streghe, i lupi e le creature fatate, erano tutti lì e la fissavano.
Lara era una statua di marmo dall'espressione grave. "Abbiamo avuto l'impressione che alcuni di voi non comprendessero quale sia il nostro potere. Ebbene, guardate."
Alzò il volto al cielo mentre le braccia le ricadevano lungo i fianchi, pesanti come se fossero trascinate a terra da un peso di piombo, mentre squarciava la coltre di nubi. Smise di piovere e un sole vivido e caldo iniziò a risplendere sulle sue membra, mentre Lara continuava a sfilacciare le nubi fino a che non scomparvero all'orizzonte. Dalla sua corte si levarono mormorii ammirati.
Lara spostò lentamente lo sguardo sulla luna piena, che sorgeva pallida in lontananza. Le labbra tirate si aprirono in un sorriso mentre, lentamente, strappava le braccia al giogo della terra. Il volto alla luna, sollevò le braccia tendendo i muscoli allo spasimo, e allo stesso tempo sentiva che l'universo intero rispondeva al suo sforzo.
Lara chiuse gli occhi e portò le braccia sopra la testa, tese verso il firmamento. Quando li riaprì, era buio. La luna aveva nascosto il sole gettando la radura nell'oscurità della notte.
In bocca sentiva un gusto metallico. Schiuse le labbra e un fiotto di sangue si riversò al suolo, dove le fate mosche si affollarono fameliche.
"Io sono la Madre del Mondo e l'Ibrido mi obbedisce come un figlio" gridò, la voce limpida nell'aria tersa.
🌑✨ L'autrice ✨🌑
Lara si fa strada nel mondo, ora con una nuova consapevolezza del suo potere. Ma è davvero pronta ad affrontare le conseguenze della sua nuova posizione? 🖤 A chi si affiderà per riprendere il controllo? Marta, la sua vecchia maestra, sembra pronta a seguirla, ma può fidarsi di tutti nella corte?
La dimostrazione del suo potere è solo l'inizio. Il sangue e la luna, la pioggia e il sole: Lara è più forte che mai. Ma quale sarà il prezzo di tutto questo? 🌑✨
Voi cosa ne pensate? È davvero in grado di regnare come Madre del Mondo? 🔮 Commentate e fatemi sapere la vostra opinione! 👇
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Ibrido
Fantasy🌕 Due ragazze, un rituale, una profezia. Cosa può andare storto nella vita di Vera, che si è appena trasferita a Torino per iniziare l'università? La città è magica, si sa, ma fino a che punto? ✨ Vera pensava che trasferirsi a Torino per l'universi...
