"Ah, siete qui!" esclamò Vera, che finalmente aveva trovato Lucia e Telemaco.
Entrò reggendo con scarsa perizia un vassoio con tre tazze fumanti.
"Stavamo proprio parlando di te" disse Lucia. "Dimmi che in quelle tazze c'è del caffè, ti prego."
"Certo, ne avremo bisogno."
Telemaco gemette, aveva gli occhi stanchi.
Vera andò a sedersi con loro, poggiando il vassoio su uno sgabello.
"Devo dirvi una cosa, anzi due. Ci ho riflettuto molto bene prima di parlarvene e ho già preso una decisione, quindi sappiate che sono qui solo per informarvi di un fatto compiuto e che niente mi farà cambiare idea, intesi?"
"Tesoro, così mi spaventi" replicò Lucia.
Telemaco si muoveva sulla sedia come se non riuscisse a trovare una posizione confortevole. "Prima però ascoltami" disse, con gli occhi che tornavano a rilucere. "So che non hai capito perché mi sono comportato in quel modo con Talia e mi dispiace, probabilmente hai ragione tu e io ho sbagliato, non cerco giustificazioni. Voglio solo che tu sappia che qui c'è sempre un posto per te, qualunque siano le tue opinioni, e che avrai sempre la mia stima e il mio affetto."
Vera scacciò quelle parole con un gesto frivolo. "No, non si tratta di questo, non ho intenzione di lasciare la resistenza, niente di simile, anzi. Spero invece di poter supportare la causa molto meglio di quanto non abbia fatto sinora."
"Cioè?" chiese Lucia, che aveva un'espressione allarmata.
"La sera in cui c'è stata la riunione non ho detto tutto al direttivo, chiedo scusa, ma dovevo ancora metabolizzare la cosa. Ora l'ho fatto e sono pronta a parlarne."
Distribuì le tazze di caffè bollente, bevve un sorso abbondante e li guardò di sottecchi.
***
Dopo che Lara le aveva mostrato la fata, Vera si era lasciata scappare di essere a conoscenza dell'Ibrido. Era stato il momento più spaventoso della sua vita, si era resa conto in un istante che si trovava di fronte alla persona dalla quale doveva fuggire. Riuscendo in qualche modo a far lavorare il cervello aveva detto di provenire da una lunga genia di veggenti, motivo per cui la sua famiglia si era accorta del cambiamento. Lara le aveva creduto e si era mostrata molto amichevole con lei, come se avesse bisogno di qualcuno con cui confidarsi. Così aveva iniziato a parlarle di una villa in collina, di una congrega di streghe, di un potente alchimista e strani rituali. In conclusione, l'aveva invitata a unirsi a lei.
"Ho aspettato a parlarvene perché dovevo capire se avrei avuto il coraggio di farlo oppure no. Ecco, la risposta è sì. Ho deciso di accettare, in questo modo potrò infiltrarmi nell'organizzazione dell'abominio e fornire alla resistenza ogni sorta d'informazione" disse, e mentre parlava s'infervorava. "Se, come credo, Lara ha bisogno di una confidente probabilmente mi metterà a parte di tutto. Magari non subito, ma è possibile che questa occasione risulti determinante ai fini della guerra, non è vero? Insomma, sarà molto più facile eliminarla" concluse sentendosi all'improvviso un po' a disagio.
Telemaco aveva sgranato gli occhi sempre di più, ma prima che riuscisse a esprimere il proprio rifiuto per quell'idea suicida, Vera continuò. "La decisione è già presa, ve l'ho detto, accetterò. Le ho già scritto, così se non andrò io da lei, verrà a cercarmi."
"Che cosa?" gridò Telemaco. "Devi essere impazzita. Lucia, ti prego, dì qualcosa."
"Beh" disse Lucia. "La verità è che ormai ho imparato che se Vera si mette in testa qualcosa è impossibile farle cambiare idea. E poi, ammettiamolo, questo piano potrebbe anche funzionare. Se posso essere sincera, fino a questo momento non ho mai pensato che la resistenza ce la potesse fare, non davvero. Siamo un branco di ragazzini contro un demone che ha poteri fantascientifici. Non sapevamo chi fosse, dove si nascondesse, che cosa tramasse. Il piano di Vera è la prima idea logica che sento da molto, molto tempo."
Vera ci mise un attimo a capire che la sua amica le stava dando ragione. Quando metabolizzò le informazioni, si mostrò stupita e raggiante. Telemaco, invece, era stupito ma affatto raggiante, anzi.
"Telemaco" continuò Lucia, "non solo penso che quella di Vera sia una buona idea, e una buona opportunità. Penso che sia l'unica possibilità di vittoria che abbiamo. Proprio per questo penso che sia giusto rischiare l'incolumità e forse anche la vita della persona più preziosa per noi, perché credo che cogliendo questa opportunità si compia il suo destino."
A quella parole, Telemaco tacque e abbassò lo sguardo furente.
"Grazie" bisbigliò Vera.
"Però ti devi organizzare bene, tesoro. Le hai detto di venire da una lunga genia di veggenti, che probabilmente è anche vero, ma cosa sai di loro? Quanto tempo hai prima di andare?" chiese Lucia, la mentalità pratica che prendeva il sopravvento.
"Le ho scritto che avrei dovuto trovare una sostituta per la mia camera in affitto, circa due settimane."
"Bene, faremo delle ricerche, ti aiuterò. Scucirò a mia nonna tutto quello che sa dei veggenti e inventeremo il resto. Speriamo che il tempo sia sufficiente."
"Voi non capite" le interruppe Telemaco, con una voce da oltretomba. "E con questo non voglio dire che siete due giovani umane che non hanno mai conosciuto la guerra, no. Voglio dire che si tratta di un'impossibilità logica" disse, guardando Lucia dritto negli occhi. "Non potete capire che cosa sia l'abominio. Provare a descrivere la sua crudeltà sarebbe uno spreco di eufemismi, vi prego di ripensarci. Qualunque sia il vantaggio per questa organizzazione, non vale il rischio. Piuttosto, ora che sappiamo dove si nasconde possiamo organizzare un attacco."
Di fronte al suo sguardo affranto, consapevole che non sarebbe potuto uscire vincitore da uno scontro aperto, Vera si commosse, ma non poteva permettersi nessuna debolezza.
"Tra due settimane andrò, è deciso" disse. Poi, alzando gli occhi a guardare Telemaco che aveva l'espressione di un cane bastonato, aggiunse: "Che altro dovrei fare? Stare rintanata qui? Non so esattamente che cosa significhi il mio tatuaggio, e tanto meno so quale sia il mio ruolo in tutta questa faccenda, ma questa è la prima volta che mi capita l'occasione di fare qualcosa di concreto. Davvero pensi che non dovrei coglierla?"
"Non ho detto questo, penso solo che sia troppo rischioso, tutto qui" iniziò Telemaco. Aveva appena iniziato ad argomentare la sua posizione quando dalla porta irruppe un ragazzo armato fino ai denti che sbraitò: "Capo, una pattuglia è stata attaccata, è grave."
Telemaco scattò in piedi e in due passi raggiunse il ragazzo. Aggrappato allo stipite lanciò a Vera e Lucia uno sguardo di fuoco. "Ne riparleremo" disse, e sparì.
Non appena fu uscito, il volto di Vera si rabbuiò. "Non volevo che ci restasse così male" disse.
"Lo so, tesoro, gli passerà" rispose Lucia avvicinandosi e posandole la mano sulla spalla.
"Credi? Io invece temo che mi odierà per sempre."
Lucia sbuffò. "Non c'è bisogno di essere così melodrammatici. Adesso concentrati e ascoltami, per favore. Devo spiegarti perché ho sostenuto il tuo piano suicida."
Vera la guardò storto. "Non è un piano suicida."
"Sì, sì, non importa. Il fatto è che tu sei predestinata. Ovviamente non so bene a che cosa, sarebbe troppo semplice, ma credo che questa occasione sia un segno."
Vera la fissò di sottecchi. "Tu sai qualcosa che io non so. Dimmi subito cos'è."
Lucia abbassò lo sguardo, imbarazzata. "Sì, dunque. Mia nonna potrebbe avermi detto qualcosa sui tuoi genitori."
Vera sgranò gli occhi.
"Sono loro ad averti inciso lo Specchio della Dea sul polso, tesoro" continuò Lucia.
Vera ascoltò in silenzio mentre Lucia le raccontava dei veggenti e di come il tatuaggio fosse servito a condurla al punto in cui si trovava: il punto focale.
"Quindi stai molto, molto attenta, ok?" concluse Lucia.
"Ok" rispose Vera, imbambolata. "Starò molto attenta, promesso."
🔮 Nota dell'autrice 🔮
Vera ha preso una decisione folle... o geniale? 🕷️ Vi fidate del suo istinto o pensate che sia un disastro annunciato?
Lucia crede nel destino. Telemaco teme l'abominio. Voi da che parte state? 🌙
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Ibrido
Fantasi🌕 Non esistono più il Mondo Umano e il Mondo Specchio: esiste solo l'Ibrido 🌑 Due ragazze, un rituale, una profezia. Cosa può andare storto nella vita di Vera, che si è appena trasferita a Torino per iniziare l'università? La città è magica, si sa...
