Pront3 per tornare da Vera?
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Vera avvertì una pressione sulla mente, come se un'emicrania fortissima stesse per farle implodere il cervello, ma non provava dolore. Iniziò a tremare e sentì che il sangue le scorreva più rapidamente in corpo. Subito dopo il tatuaggio sul polso prese a scottare. Era da sola in camerata e temendo di svenire si accasciò sul letto, prese il capo tra le mani e si raggomitolò in posizione fetale. Anche con gli occhi chiusi avvertì un cambiamento nella luminosità dell'ambiente e quando li aprì vide che aveva smesso di piovere ed era spuntato il sole. Si trovò ad ansimare artigliandosi il cuoio capelluto per sfuggire a quella sensazione sconosciuta, ma invano. Se possibile stava peggiorando. Non riusciva a pensare e temeva di perdere il senno quando Lucia irruppe nella stanza e le si avvicinò abbracciandola.
"Tesoro, tutto bene?" le chiese, preoccupata.
Vera non riuscì ad articolare una risposta ma scosse il capo in segno di diniego. Allora la luce cambiò ancora, divenne lentamente più fioca poi sempre più velocemente scemò fino a svanire. Era buio.
"Oh, Dea" esclamò Lucia correndo alla finestra e spalancandola per affacciarsi.
La pressione sul capo di Vera diminuì, consentendole di alzarsi e raggiungere l'amica. Il cielo era livido. Per strada le gente alzava gli occhi confusa a cercare il sole, le macchine si fermavano.
"È un'eclissi totale" balbettò Lucia, "ma non era prevista e non credo che avvenga così rapidamente, in ogni caso."
Sulle loro teste, dove avrebbe dovuto esserci il sole, si vedeva solo un disco nero. Vera si sentiva disorientata come quando da piccola soffriva di vertigini e sentiva che avrebbe vomitato la colazione da un momento all'altro. Poi sul disco nero comparve un abbagliante spicchio di luce e la pressione tornò a schiacciarla, facendola crollare a terra. Lucia si affrettò a soccorrerla adagiandola sul letto, poi corse di nuovo alla finestra.
"Vera, la luna si sta spostando, è velocissima, sta tornando dove dovrebbe essere, vedi che c'è di nuovo luce? Ma cosa diavolo..." le parole si persero in un bisbiglio attonito.
Un attimo dopo Telemaco entrò correndo nella stanza. "State bene?"
La sensazione terribile di vertigine scomparve come era venuta. "Credo di sì" disse Vera, poi sgranò gli occhi, si tappò la bocca con le mani e corse in bagno a vomitare.
Mentre scorrevano, le due settimane che la separavano dall'abominio erano sembrate terribilmente lunghe. Adesso che erano passate, però, sembrava che fossero volate.
Dopo qualche ora dall'eclissi gli animi si erano calmati nel quartier generale della resistenza. Il direttivo sembrava convinto che fosse opera dell'abominio e Telemaco aveva cercato in tutti i modi di dissuadere Vera dal gettarsi tra le sue grinfie, inutilmente. I suoi propositi erano saldi e avrebbe portato avanti quella missione fino in fondo. Per la prima volta in vita sua le sembrava che tutto quadrasse, che nella catena di eventi sconclusionati cui partecipava ci fosse un senso.
In quel momento si trovava con Lucia in una specie di scantinato dove la sua amica stava allestendo una tempio. I lavori erano ancora a uno stadio iniziale e le ragnatele pendevano dal soffitto come festoni natalizi vecchi di decenni, ma l'ambiente era spazioso e una serie di mobili erano accatastati sulle pareti, pronti per essere riempiti. Al centro della stanza si trovava Maddalena, l'ultimo acquisto della resistenza e primo membro della congrega di Lucia, che armata di sabbia viola tracciava un cerchio rituale. Era una ragazza dal viso coperto di lentiggini e i capelli ramati, che sembrava scesa direttamente dalle Highlands. Sosteneva di avere degli antenati scozzesi, ma i suoi genitori erano dei torinesi purosangue.
"Il circolo c'è, voi siete pronte?" chiese Maddalena.
Lucia, che stava rovistando dentro uno scatolone, ne emerse trionfante reggendo due candele. "Aha!" esclamò, depositandole sul piccolo altare. "Dov'è finito lo specchio?" chiese subito dopo, esasperata. Vera sorrise, Lucia le sarebbe mancata.
Quando tutto fu pronto, in tempi quasi ragionevoli, Lucia intonò la supplica. "Dea della notte e della magia, Ecate, Dea meravigliosa, nascondi il segno agli occhi e allo spirito, fa che non sia trovato nemmeno se cercato."
Vera osservava la candela che bruciava, lo sguardo smarrito nella fiammella danzante. Il tatuaggio formicolava irrequieto, forse offeso di doversi nascondere, ma nel giro di dieci minuti si ritirò sotto pelle e divenne invisibile. "Rimani nascosto, mio più caro segreto e non mi tradire, rimani nascosto finché non potremo mostrarci di nuovo" disse.
Le streghe allora aprirono il cerchio e Vera poté uscire. Lucia l'abbracciò rischiando di strangolarla, sotto lo sguardo perplesso di Maddalena.
"Il tatuaggio è nascosto" disse. "Se il mostro non opererà un incantesimo opposto al nostro non lo troverà e non capirà chi sei" continuò con voce rotta dall'emozione.
"Non preoccuparti, l'incantesimo reggerà, andrà tutto bene, non fare così."
Stretta nel suo abbraccio, Vera sentì che l'amica cercava di trattenere i singhiozzi. "Ho fatto male ad appoggiare questa idea. Ti rendi conto che quella è capace di provocare un'eclissi?"
"Proprio perché è così potente devo andare. Non era questa la tua argomentazione con Telemaco? Che se non fossi andata non avremmo avuto la minima possibilità?"
A quelle parole Lucia sembrò calmarsi, si sciolse dall'abbraccio e si stropicciò gli occhi.
"Hai ragione" disse infine, "ora la smetto e mi calmo."
"Ragazze, qui riordino io" disse Maddalena, "voi andate pure."
Vera non sapeva se fosse una strega potente, ma da quel momento aveva la sua stima.
Andarsene era doloroso. Fisicamente doloroso, le sembrava di avere un coltello piantato nel petto. La lotta contro le lacrime era diventata una costante negli ultimi giorni, tanto che non ricordava quasi più cosa significasse non sentirsi sul punto di scoppiare a piangere. Eppure doveva andare, lo sapeva con assoluta certezza. Era come se l'intero universo la spingesse. Così aveva deciso di mostrarsi sicura e irremovibile. Durante l'eclissi aveva avuto una paura del diavolo, certo, ma non aveva intenzione di farsi dissuadere, neanche dalle lacrime di Lucia.
🔮 Nota dell'autrice 🔮
Una eclissi improvvisa, un tatuaggio che brucia come fuoco, un potere inimmaginabile che si manifesta... Vera sta davvero facendo la scelta giusta? O si sta lanciando in un incubo senza via d'uscita? 🌑🔥
Lucia è divisa tra paura e fede, mentre Telemaco non smette di temere il peggio. E voi, al loro posto, cosa fareste? Accettereste il destino o lottereste per cambiarlo? 🕷️✨
Fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate! 💬👇
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Ibrido
Fantasy🌕 Non esistono più il Mondo Umano e il Mondo Specchio: esiste solo l'Ibrido 🌑 Due ragazze, un rituale, una profezia. Cosa può andare storto nella vita di Vera, che si è appena trasferita a Torino per iniziare l'università? La città è magica, si sa...
