"Questo posto brulica di folletti" sbuffò Talia cercando di concentrarsi sulla sua tazza di caffè. Vera ridacchiò e rispose alla linguaccia dell'esserino che si affacciava alla finestra.
"Non capisco perché te la prendi tanto, sono così carini!"
Margherita, che spentolava con l'aria di non avere un problema al mondo, a volte si girava a guardarle e scuoteva divertita la testa.
"Non me la prendo, è solo che mi dispiace. Presto ci sarà una specie di guerra e per questi piccoletti si metterà male."
Era passata forse una settimana da quando la Resistenza aveva catturato un emissario di Lara, e di sicuro aveva parlato.
Lara aveva reso noto alla Corte che le creature fatate accorse alla villa avrebbero combattuto per lei, contro la resistenza e contro chiunque avesse cercato di ostacolarla. Gli sguardi di suo zio e di Nero erano stati impagabili. I folletti erano i più curiosi e si avvicinavano spesso alla casa, ma la maggior parte dei fatati rimanevano nel bosco o nella radura, attendendo con pazienza di poter combattere per la loro nuova regina, come la chiamavano quelli di loro che conoscevano il linguaggio umano. Lara era eccitatissima e da quando si era ripresa dall'attacco non faceva che correre da una parte all'altra. Passava sempre più tempo con i lupi, tanto che la si vedeva di rado nella villa, il che lasciava a Vera una buona libertà di manovra. Doveva parlare con Nero e scoprire cosa stesse tramando. Talia, dal canto suo, si era ambientata benissimo e passava quasi tutto il suo tempo con la congrega di Marta.
Vera bevve l'ultimo sorso di caffè americano, curandosi di lasciare il pulviscolo sul fondo, e si alzò.
"Io vado" disse.
"Dove?" chiese Talia.
"In missione" rispose Vera, facendole l'occhiolino.
*
"La resistenza ha catturato il mio collaboratore più stretto, capisci? Sanno tutto ormai" sibilò Nero.
"Peccato che io non sia arrivata prima a salvarti. Che razza di collaboratore ti eri scelto, che si è fatto catturare da quegli idioti della resistenza, eh?" chiese Vera, ignorando il rimorso e il senso di colpa.
Sapeva, certo, che Telemaco aveva messo a segno un punto, ed era stata sinceramente felice per lui, ma nemmeno nelle sue più rosee fantasie aveva pensato che si potesse trattare di un alleato di Nero.
Gli regalò il più smagliante dei sorrisi.
"Non era lì per conto mio, era una missione di Alfonso" disse Nero.
Vera iniziò a rosicchiarsi il mignolo. "Allora cosa ti fa pensare che il tuo collaboratore non sia stato deliberatamente eliminato?"
"Eliminato?" chiese Nero voltandosi di scatto nella sua direzione. I capelli gli ricaddero sugli occhi e lui se li portò dietro le orecchie con un movimento brusco, che non aveva niente del suo solito languore.
"Sì, eliminato, tradito, lasciato a morire. Sei certo che Alfonso non sappia niente di te e dei piccoli complotti che ordisci alle sue spalle?" chiese Vera sorridendo. Stava giocando una partita pericolosa, ma sentiva che ormai Nero si fidava di lei, la trattava come un'alleata tanto da far cadere la maschera dell'adulazione. Aveva sul viso un'espressione costernata.
"Oh, poverino, non fare così, vedrai che non è niente. In ogni caso non ha senso occuparci di Alfonso se Lara è ancora in circolazione, dico bene?"
Adesso dimmi tutto, ti prego, ti prego, ti prego...
"Sì, dici bene" sospirò Nero, e tacque, gli occhi puntati sul pavimento.
Vera non l'aveva mai visto così sconvolto.
"Vera" disse lui. Era strano sentigli pronunciare il suo nome, suonava innaturale.
"Sì?"
"Con la cattura di Ragno i piani devono cambiare."
La voce con cui parlava era sicura, ora. L'incertezza e lo sguardo sperduto avevano lasciato spazio a una nuova determinazione, come se avesse finalmente preso una decisione sulla quale tentennava da molto tempo. "Ho bisogno della tua collaborazione" disse, senza aggiungere altro.
"Nero, mio caro, io capisco il tuo bisogno di segretezza. Capisco anche che sia difficile abbandonare il fascino del mistero, ma se vuoi la mia collaborazione devi parlare chiaro. Tu non sei nella migliore delle posizioni, mi rendo conto, soprattutto da quando il tuo collaboratore è stato catturato, ma nemmeno la mia vita è troppo rosea, sai? Fare da balia a una semidea lunatica non giova ai miei nervi, quindi non ti ci mettere anche tu. Ho bisogno di sapere cosa, dove e quando. Il perché lo immagino già."
Con un'esca del genere o vuotava il sacco o scappava, pensò Vera sforzandosi di non mangiarsi le unghie.
Nero chinò il capo. Sicuramente stava facendo ragionamenti circolari. Fidarsi e rischiare, non fidarsi e fallire.
"Hai ragione" disse infine Nero.
Vera sentì un brivido freddo che le scendeva lungo la schiena.
"Bene" disse, "spiegami."
🕸️ Nota dell'autrice 🕸️
☕ Chiacchiere e caffè... poi boom, spionaggio, minacce velate e Nero in crisi.
Vera sta facendo la doppia, tripla o quadrupla agente? Chi lo sa. Una cosa è certa: ormai si diverte troppo a manipolare tutti e giocare a scacchi con la mente delle persone. Ma secondo voi... quanto manca prima che qualcuno la sgami? 🫣🕵️♀️
E poi, rivelazione: Ragno, il prigioniero della resistenza, era il collaboratore di Nero?! 🕷️ Vi aspettavate una connessione così?
👉🏼 Domanda per voi: Chi tra Nero, Lara e Alfonso vi intriga di più e perché? E soprattutto, chi pensate che farà la prima mossa per tradire l'altro? 💀⚔️
P.S. Talia, che vive tra folletti e congreghe, vi sembra innocua o potrebbe diventare molto più importante per la storia? 👀✨
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Ibrido
Fantasy🌕 Non esistono più il Mondo Umano e il Mondo Specchio: esiste solo l'Ibrido 🌑 Due ragazze, un rituale, una profezia. Cosa può andare storto nella vita di Vera, che si è appena trasferita a Torino per iniziare l'università? La città è magica, si sa...
