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"Gnam gnam, pancakes! Qualcuno è di buonumore stamattina?" chiese Lucia entrando in cucina.

"Sì, ho scoperto che il mio futuro marito ha una passione per il filo interdentale" rispose Vera con naturalezza.

"Se non mi lasci fare la damigella ti sgozzo."

"Uhm..."

In quel momento entrò Telemaco. "Buongiorno" esordì.

Vera s'irrigidì ma continuò a sfornare pancakes facendo finta di niente.

"Giorno!" rispose Lucia. "Siediti tesoro e mangia, perché poi viene il momento delle domande imbarazzanti sul tuo passato e su come sei finito in ammollo nel fiume" disse Lucia scostando una sedia per farlo accomodare.

Vera si voltò giusto in tempo per vedere Telemaco che sgranava gli occhi e diceva: "Va bene."

"Bisognerebbe metterci sopra lo sciroppo d'acero" spiegò Vera servendo le frittelle, decisa a ignorare la sua coinquilina guastafeste. "Però vanno bene anche il miele e la marmellata."

Depositò il vassoio fumante in tavola e sedette anche lei a mangiare. Due minuti dopo avevano tutti la bocca piena e masticavano in silenzio, lanciandosi delle occhiate furtive. Vera si chiedeva se i pancakes fossero buoni, se per caso Telemaco ci stesse provando con lei e perché il suo sguardo sembrasse attratto dal suo tatuaggio molto più che dal seno o dagli occhi. Forse era omosessuale. O forse era un tatuatore.

Quella mattina, Vera aveva indossato il completo da casa invernale più carino del suo intero guardaroba, eppure lui sembrava interessato solo al polso sinistro. Colta da un'ispirazione improvvisa mollò la frittella, corse in camera e ne emerse con due manicotti verde militare. Quando tornò a sedersi entrambi i polsi erano completamente coperti. Si concesse un gran sorriso mentre tornava soddisfatta ad addentare la colazione.

Telemaco la guardò con aria interrogativa, Lucia invece non staccava gli occhi dal piatto, se non per agguantare la marmellata biologica di mirtilli rossi.

Quando il vassoio fu vuoto, erano tutti pieni fino a scoppiare. Lucia si alzò stancamente per deporre i piatti sporchi nel lavandino e accendere Spotify. Scelse un vecchissimo album di Loreena McKennitt.

"Chi prende il caffè?" chiese, e senza aspettare la risposta mise sul fuoco la moka più grande che avevano.

Quando ebbero tutti e tre in mano una tazza bollente, Vera decise di rompere il ghiaccio, prima che lo facesse Lucia senza il minimo tatto.

"Allora" disse, "ieri sera ti abbiamo raccontato un sacco di cose su di noi, magari anche troppe" ridacchiò, "dicci qualcosa di te" propose cercando di stemperare la tensione che si era subito creata.

Telemaco spostava lo sguardo dall'una all'altra, come se le stesse valutando, decidendo quanto e cosa dire. Vera si rese conto che il cuore batteva più forte del normale e la pelle formicolava attorno al tatuaggio.

"Il mio nome lo conoscete e in un certo senso siamo vicini di casa. Vivevo dall'altra parte del fiume" disse fissando Lucia.

Vera era contrariata, cosa voleva dire? E perché guardava Lucia a quel modo, in ogni caso?

La sua coinquilina sobbalzò. "Dall'altra parte del fiume?"

Lucia tacque un attimo, la fronte corrugata come se cercasse di ricordare con precisione un episodio lontano nel tempo. "Mia nonna diceva la stessa cosa quando mi raccontava le fiabe del Mondo Specchio. I personaggi abitavano dall'altra parte del fiume" disse infine, le rughe di concentrazione che si stendevano. "Sei un personaggio delle fiabe, tesoro?"

Vera avrebbe voluto fermare il tempo. Le sembrava di essere finita all'improvviso in una lezione della facoltà di ingegneria, oppure di dover recitare una parte teatrale che non aveva mai studiato, una sensazione del genere. Decise di rimanere zitta e perfettamente immobile, aspettando che la conversazione le fornisse qualche appiglio razionale. Se questo non fosse accaduto avrebbe sempre potuto fuggire urlando.

"Tua nonna? Era la proprietaria di questa casa?"

Lucia si accigliò. "Mia nonna è ancora la proprietaria di questa casa, solo che non ci vive più."

Telemaco si allungò sul tavolo e guardò Lucia dritta negli occhi. "Posso farti una domanda strana?"

Lucia sollevò un sopracciglio. "Ok".

"Tua nonna è una strega?"

Vera scoppiò a ridere. Non poté trattenersi, fu uno sfogo leggermente isterico. Iniziò a ridere e non riusciva a smettere.

"Tesoro, stai bene?" chiese Lucia dopo un minuto.

A quel punto, Vera aveva le lacrime agli occhi. Riuscì a calmarsi quel tanto che bastava per dire: "La vostra conversazione è assurda e il tatuaggio mi fa il solletico."

Fece un respiro profondo, si asciugò le lacrime e tornò a concentrarsi su Lucia.

"Sì, mia nonna è una strega" disse, rivolta a Telemaco.

"Ieri sera l'ho chiamata" continuò. Si allungò sul tavolo per stringere la mano di Vera. "Ha detto che dobbiamo tenere Telemaco al sicuro. E che dobbiamo andare da lei al prossimo plenilunio, cioè domani. Nel frattempo cercherà di scoprire qualcosa, ma non mi ha detto cosa."

"Tua nonna sembra essere una persona saggia" commentò Telemaco.

"Lo è."

Vera pensò di sentirsi male, si liberò dalla presa di Lucia e andò a prendere un bicchiere d'acqua. Tornò al tavolo rannicchiandosi sulla sedia con i piedi raccolti sotto le gambe e fissò prima Lucia, poi Telemaco. "Ragazzi, che cosa succede?"

"Non lo so" disse Lucia, e sembrava sincera.

Telemaco si portò le mani al viso, premette le dita sugli occhi e fece un respiro profondo. "Vi sono infinitamente grato di avermi offerto rifugio" disse. Sembrava combattuto. "Temo di mettervi in pericolo restando, ma presto sarete in pericolo comunque."

Vera incrociò le braccia e arricciò le labbra. In pericolo?

"Sputa il rospo" sentenziò.


🖤 Parte Autrice 🖤

Pancakes e segreti: un mix vincente o una ricetta per il disastro? 🥞✨
Tra streghe, fiumi e misteri, il confine tra realtà e fiaba diventa sempre più sottile. Cosa nasconde Telemaco? E cosa scopriremo il prossimo plenilunio? 🌕

Lasciatemi nei commenti le vostre teorie (e ditemi se anche voi avete un tatuaggio che fa il solletico nei momenti più assurdi 🤭)

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