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Quando l'Ibrido sarà generato verrà una giovane marchiata dal fato.

Avrà occhi per vedere ma nulla dei mondi potrà sapere.

Eppure è colei che, nell'ombra celata, porterà ordine nella tempesta svelata.


Vera trascrisse con cura le parole, spingendo la penna sul quaderno per fermare il tremito della mano. Lesse e rilesse la profezia, con una sensazione di spaesamento.

"E tu pensi che parli di me?" chiese a Telemaco con una voce stridula che di sicuro non era per niente sexy, ma a quel punto non gliene fregava niente.

Tolse il manicotto sinistro e iniziò a grattarsi il polso.

Sentiva lo sguardo di Telemaco su di lei e s'infuriò. "Perché pensi che parli di me? Non sono fatti tuoi. Ecco perché fissavi il mio tatuaggio, ma sai che c'è? Sono stanca. Essere sempre, e dico sempre, quella diversa, ma sì, quella coi genitori morti e la cicatrice inquietante sul labbro. A Torino ho trovato delle persone tranquille. Qui di stranezze ce ne sono talmente tante che nessuno ci fa caso. Sto bene. E ora tu non te ne puoi saltare fuori con questa storia, no grazie. Certo che anch'io sono un genio. Sì, vai a salvare l'idiota che sta affogando nella Dora e portalo a casa tua. È una buona idea senz'altro."

"Tesoro, ti senti bene?" chiese Lucia.

Telemaco la fissava imbarazzato. "E' vero, sono stato un idiota" disse. "Gli sgherri dell'abominio mi hanno colto di sorpresa. Vi chiedo scusa e vi ringrazio per avermi aiutato."

"Non c'è di che, caro" rispose Lucia. "Ma spiegami bene. Tu pensavi che la profezia parlasse di Vera e sapevi che abitava a casa mia? Come?"

Telemaco contrasse il volto e abbassò lo sguardo. "Stavo sorvegliando questa casa perché è nota per essere la dimora di una Scolta, e ora l'Ibrido è stato originato" disse, poi rimase in silenzio un attimo, per raccogliere i pensieri. "C'era una possibilità che Vera comparisse nella casa di una Scolta. Non abbiamo fatto altro che osservarvi e proteggervi, nella speranza di poter un giorno incontrare la ragazza della profezia e mostrarle la verità."

"Quale verità?" chiese Vera, scettica.

"La mostruosità dell'abominio e della sua alleata umana, che presto regneranno su questo nuovo mondo se non troviamo il modo di fermarli."

Lucia strabuzzò gli occhi. "Fermarli? Ma chi? Io te e Vera? Magnifico."

"No" rispose Telemaco, "non da soli."

"Spiegati" ringhiò Vera sul piede di guerra.

Ne aveva piene le scatole, era spaventata. Voleva comprendere a fondo quella situazione, capire esattamente cosa fosse successo e trovare la via d'uscita più rapida e indolore possibile.

"Ci sono alcuni compagni con me, abbiamo organizzato una resistenza" disse Telemaco. "Qualche umano si è unito alla nostra causa. Abbiamo sorvegliato questa casa perché fossi al sicuro."

Vera sbuffò sdegnata. "Cosa ti fa pensare che sia in pericolo?"

Telemaco strinse il bordo del tavolo e tamburellò le dita. "Il fatto che anche l'abominio conosca la profezia e probabilmente faccia sorvegliare questa casa. Anche lei sa che qui viveva una Scolta."

Vera rimase zitta.

"Ma si può sapere cos'è una Scolta?" chiese Lucia, spezzando il momento di silenzio che si era creato.

Telemaco riprese a tamburellare le dita sul tavolo. "Credo che dovresti parlarne con tua nonna. Lei ha certamente un'idea molto precisa di cosa sia una Scolta."



🖤 Parte Autrice 🖤

Un capitolo intenso, vero? Tra rivelazioni, profezie e tensioni crescenti, le nostre eroine si trovano davanti a un bivio: fidarsi o restare a distanza di sicurezza? 😨

Questa storia delle Scolte... secondo voi, cosa nasconde la nonna di Lucia? 🌕✨

Fatemi sapere nei commenti le vostre teorie! Sarà proprio Vera la ragazza della profezia e come farà a portare "ordine nella tempesta"? 🌪️

Spoiler per il prossimo capitolo? 👀 Lucia scoprirà qualcosa di molto speciale... e no, non sarà per niente rassicurante! 😱 
Non vedo l'ora di leggere le vostre opinioni e... siete pronti a immergervi ancora più a fondo nell'Ibrido? 💫

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