"Se ricordi tuo zio con tanto affetto, amica mia, perché ora provi solo astio nei suoi confronti?" le chiese il suo doppio con un sussurro penetrante.
Lara si portò alle labbra le dita affusolate prima di rispondere, osservando nello specchio il languore del suo gesto.
"Perché non comprende" rispose, alzandosi in un moto di stizza.
Uscì dalle sue stanze e scese le scale quasi correndo. Improvvisamente nel suo animo era calata un'angoscia primordiale. Di solito, quando si trovava in quello stato, meditava sull'acqua finché la sua mente non era pervasa dalla gioia, ma in quel momento non voleva scacciare il dolore. Voleva viverlo e gridarlo al mondo. Il suo mondo. Uscì nel parco innevato e sentì sul viso un vento caldo. I ghiaccioli che scendevano dal tetto si stavano sciogliendo, gocciolando pigramente sul terreno. Era arrivato il disgelo e la coltre candida che copriva la città si ritirava, rapida com'era venuta.
"Tra poco sarà primavera" bisbigliò al vento. Lei odiava la primavera, preferiva il gelo dell'inverno o il grigiore apatico dell'autunno. Sopportava di buon grado anche il caldo torrido dell'estate, ma la primavera no. "Non lo sopporto!" gridò, attirando gli sguardi incuriositi delle accolite che meditavano sotto una grande quercia poco distante, confondendosi nella neve con le vesti bianche.
Lara sorrise suo malgrado ricordando che anche lei, negli anni passati, aveva patito il freddo stando inginocchiata sul terreno gelido a meditare. Desiderava di ritrovare quella serenità, ma aveva smarrito il suo punto focale e sospettava di essere stata lei stessa a distruggerlo. Aveva riflettuto per molte notti insonni, dopo il rito tremendo con cui aveva unito i mondi, ma invano. Nessuna soluzione possibile si presentava alla sua mente tormentata.
"Amore mio, aiutami, ho fatto tutto questo per te, per amor tuo, e ora mi abbandoni. Persino tu, che abiti i meandri più oscuri della mia mente, non riesci a comprendermi" sussurrò, ma il suo doppio non rispose.
La giovane della profezia si trovava nella dimora della Scolta, ecco cosa la tormentava. Non sapeva molto di quel vecchio ordine destituito, ma era quasi certa che non si sarebbero schierate con lei.
Senza quasi accorgersene iniziò a correre verso il bosco, diretta alla piccola radura. Sperava di trovarvi i lupi. Il solo pensare a quelle magnifiche creature le instillava nell'animo un senso di pace.
I fatati si affacciavano dalle tane negli alberi spogli per seguire la sua corsa, uggiolando.
"Le tue creature ti amano, amica mia, perché corri?"
Dove posava i piedi la neve si scioglieva e nascevano germogli verdi.
"Tu menti" rispose Lara. "Mi odiano, mi odiano tutti."
Si arrestò al limitare della radura e con stupore si accorse che i piedi nudi poggiavano su un soffice tappeto di erba novella.
"Lo vedi? L'Ibrido ti ama come un figlio."
Dagli occhi le sgorgarono lacrime mentre sentiva che un sollievo immenso le percorreva le membra. "Mio figlio mi ama!" avrebbe voluto gridare, ma vide che il branco le si faceva incontro, e tacque.
Le fate mosche, che non la perdevano mai di vista, volarono a salutare la volpe bianca. Dolore invece le rimase accanto.
"Io. Ti amo" le disse con la sua vocina strozzata.
Lara l'accarezzò distrattamente, tutta la sua attenzione rivolta ai lupi che attraversavano la radura per raggiungerla.
"Anche noi ti amiamo, piccolo Dolore" disse.
"Benvenuta, Madre di tutti, nella radura del Bha'mno" disse Deye-dar, Notte nera, in forma umana.
Lara sorrise, era felice che i lupi avessero scelto la radura come nuovo territorio.
"Vi ringraziamo, Padre del Branco" rispose chinando il capo in segno di saluto. "Siamo qui per chiedere il vostro aiuto."
"Siamo qui per compiere la tua volontà, Madre" disse Orma della canzone, anche lei in forma umana, facendo trillare un tamburello.
Lara guardò i due lupi che stavano davanti a lei, e i due che erano rimasti, in forma animale, al limitare della radura. Si chinò sulla terra tiepida e fiorita, e i lupi fecero lo stesso. Qui, con una voce bassa e calda, espose il suo piano.
"Deye-dar" disse infine, rialzandosi, "indossa questo amuleto".
Porse al lupo un ciondolo d'oro a forma di Ouroboros. "In questo modo, potremo seguire ogni vostra mossa."
🌿✨ In questo capitolo, ho cercato di trasmettere il tumulto emotivo di Lara, sospesa tra il peso delle sue azioni passate e la speranza di trovare alleati nel Branco.
La neve che si scioglie al suo passaggio e i germogli che spuntano rappresentano simbolicamente l'Ibrido, una forza di trasformazione che non può essere ignorata. 🌸❄️
L'arrivo nella radura segna un punto di svolta, un momento in cui Lara espone il suo piano ai lupi, ma qual è questo piano? E che ruolo avrà il Branco nel destino di Lara?
E voi, quale segreto immaginate abbia svelato al Branco? Scrivete le vostre teorie nei commenti! 🐺🌌
STAI LEGGENDO
Ibrido
Fantasy🌕 Non esistono più il Mondo Umano e il Mondo Specchio: esiste solo l'Ibrido 🌑 Due ragazze, un rituale, una profezia. Cosa può andare storto nella vita di Vera, che si è appena trasferita a Torino per iniziare l'università? La città è magica, si sa...
