In generale, pensò Vera, quello di Nero era un buon piano. Avrebbe potuto funzionare, se lei l'avesse aiutato. Una volta eliminata Lara sarebbe stato semplice liberarsi dello zio e prendere il potere sulla Corte. Inoltre andava fatto subito, prima che Lara avesse il tempo di organizzarsi completamente. Vera sapeva che se avesse contribuito alla distruzione di Lara avrebbe fatto un enorme favore alla resistenza, eppure provava un grande affetto nei suoi confronti. Era lunatica, certamente, troppo potente e molto pericolosa, ma sotto la superficie si nascondeva una ragazzina fragile e desiderosa di affetto a cui non riusciva a voler male. Il suo animo si stava corrompendo? Era l'abominio ad agire subdolamente sul suo cuore? Non lo credeva possibile. Era probabile, anzi, che anche Lara fosse stata ingannata dal mostro. Che in qualche maniera si fosse convinta di essere sola al mondo e che quell'essere mostruoso fosse davvero l'unico a comprenderla e amarla. Avrebbe voluto conoscerla prima. Prima che si innamorasse dell'abominio e decidesse di originare l'Ibrido, prima che si facesse condizionare dalle mire di potere dello zio.
Persa nei propri pensieri approdò in cucina e sedette sulla poltrona davanti al camino, perdendo lo sguardo tra le lingue di fuoco che si susseguivano in una danza perenne.
Il mostro e l'Ibrido, lo zio alchimista e il potere. Quei concetti stridevano e Vera provava la sensazione fastidiosa che le sfuggisse qualcosa.
Trovò Lara in un angolo della radura, circondata dai lupi che stavano tra lei e una folla di creature fatate. Non fu semplice superare quella barriera di corpi accalcati, ma sgomitando un po' e provocando qualche ringhio infastidito riuscì a raggiungere Lara.
Sembrava più piccola del solito. In cielo splendeva un sole implacabile, per niente adatto alla sua pelle diafana. Probabilmente negli ultimi giorni aveva dimenticato di mangiare, perché l'abito candido le stava addosso come un sacco e i capelli neri erano rovinati.
"Lara" chiamò cercando di attirare la sua attenzione.
Quando si voltò, vide che le pupille erano sottilissime e si muovevano più rapidamente del solito.
"Lara, stai bene?" chiese.
Lei sorrise. "Certo" disse, e stiracchiò le braccia come una ragazzina. "Stiamo facendo grandi progetti, Vera, dobbiamo solo vincere questa scaramuccia contro la resistenza, poi prenderemo il controllo della città, fonderemo scuole e monasteri, ci espanderemo in modo capillare" si portò di scatto una mano alle labbra. "Era la parola giusta, vero? Capillare? Comunque, hai capito, sarà magnifico!"
"Sì" rispose Vera, con un velo di tristezza. "Sarà magnifico."
Come poteva spezzare quella gioia fanciullesca? Eppure doveva, assolutamente. Tradimenti e complotti non erano adatti a una giornata di sole, ma Lara doveva essere avvertita. L'ennesimo dubbio le attraversò la mente gettando un'ombra lunga e insidiosa sui suoi pensieri. Doveva? Davvero? Guardò Lara in mezzo ai lupi. Sembrava che avesse dieci anni di meno rispetto alla sua età, era come una ragazzina circondata da cuccioli di ogni forma e colore, impazziva di gioia. Come avrebbe potuto non amarla?
"Lara" disse, con un tono serio che la fece voltare nella sua direzione, subito attenta. "Ti devo parlare."
*
Vera lasciò Lara in mezzo ai lupi e ai fatati per correre ad avvertire Talia. Se Nero le aveva detto la verità, il tradimento si sarebbe consumato al banchetto di quella sera.
"Visto che la giornata è calda pensavano di farlo all'aperto. Margherita è sconsolata perché teme che tutte le portate si raffreddino nel tragitto, povera" disse Talia vedendola arrivare.
Indossava degli abiti esageratamente colorati.
"Temo che il cibo freddo sarà l'ultimo dei nostri problemi" rispose Vera, la portò in un luogo appartato e le raccontò quanto aveva scoperto. "Devi avvertire Marta, che stia allerta e pronta a intervenire" concluse.
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Ibrido
Fantasy🌕 Non esistono più il Mondo Umano e il Mondo Specchio: esiste solo l'Ibrido 🌑 Due ragazze, un rituale, una profezia. Cosa può andare storto nella vita di Vera, che si è appena trasferita a Torino per iniziare l'università? La città è magica, si sa...
