22

33 14 8
                                        

🌑 Dopo il gelo della notte e i misteri di Lara, torniamo a Vera e Lucia, dove i confini tra realtà e incubo continuano a intrecciarsi. Le risposte che cercano si avvicinano... ma saranno pronte ad affrontarle? 🔮

***

Pulito e sbarbato, Telemaco faceva tutta un'altra impressione. La quieta dolcezza della barba scura aveva ceduto il passo a un'espressione spigolosa. Vera aveva strappato a Lucia la promessa di non sottoporlo a un interrogatorio e lasciarlo tranquillo per un po', aspettando che fosse lui a parlare.

"Va bene, ma domani è un altro giorno, giusto? Sarà fresco e riposato e dovrà darci un bel po' di spiegazioni" aveva commentato Lucia. Come darle torto.

Quella sera mangiarono cibo cinese in abbondanza, bevvero tè verde e aprirono una bottiglia di Amaro San Simone, che aveva una bottiglia che ricordava la forma della Mole Antonelliana e infatti, che Vera sapesse, Torino era l'unico posto dove quell'amaro spopolava.

Vera e Lucia parlarono molto, riempiendo la conversazione con una serie inesauribile di aneddoti, mentre Telemaco ascoltava in silenzio, assorto. Vera lo scrutava cercando di capire cosa pensasse, ma lui era indecifrabile.

Quando furono tutti sufficientemente brilli ammassarono le vaschette vuote di cibo cinese nel sacchetto del takeaway e abbandonarono la cucina. Per quella notte l'ospite avrebbe dormito sul divano, che era stato ripulito e fornito di lenzuola, cuscino e coperte. L'indomani avrebbero deciso cosa fare.

Vera si stava lavando i denti col solito accanimento e indossava solo maglietta e pantaloncini del pigiama quando sentì bussare e allo specchio vide la porta che si apriva.

"Sì, Lucy, ho finito" iniziò, poi si accorse che a irrompere nel bagno non era la sua coinquilina ma Telemaco, non troppo saldo sulle gambe, e richiuse la bocca.

"Spero di non disturbarti" si scusò lui con aria colpevole, "solo che ho assoluta necessità di usare il filo interdentale. Ce l'hai?"

Il viso di Vera s'illuminò. "Certo" disse passandogli il nuovo modello super sottile aromatizzato all'eucalipto.

"Grazie infinite" disse lui, fissando lo sguardo sul suo tatuaggio. "È molto carino" disse, con una strana espressione in volto, poi si concentrò sull'igiene dentale.

Vera si sentiva un po' in imbarazzo a spazzolarsi i denti di fronte a un estraneo, ma la perfetta naturalezza con cui Telemaco si passava il filo tra i denti, senza far nulla per evitare i piccoli schiocchi che produceva, la rese audace e con una scrollata di spalle tornò a occuparsi della sua dentatura. Del film "Pretty Woman" la frase che le era rimasta più impressa era "L'igiene dentale è importante". Per essere una studentessa fuori sede era piuttosto quadrata, considerò.

Quando ebbero finito si passarono il collutorio e scoppiarono a ridere. Mentre facevano i gargarismi Vera pensò di chiedergli di sposarla, rischiò di strozzarsi, sputò. Doveva andare a dormire, ma sapeva che prendere sonno sarebbe stato difficile, nonostante la stanchezza terribile.

"Grazie per il filo" disse lui con gli occhi neri che luccicavano.

Lei ridacchiò sentendosi il personaggio di un manga scolastico e si passò una mano tra i capelli. "Figurati, quando vuoi!" trillò.

"Ti piacciono i pancakes?" chiese d'impulso.

"Che cosa?" chiese lui, aggrottando le sopracciglia.

Vera rimase a bocca aperta, come poteva essere ancora più bello, con quell'espressione corrucciata?

"I pancakes, le frittelle americane" spiegò. "Pensavo di farle domattina a colazione."

Telemaco sembrò confuso ma assentì. "Saranno buonissime" disse.

Vera stava facendo il check mentale degli ingredienti quando le sembrò che un'ombra passasse sullo specchio. Provò una fitta di inquietudine che le riverberò dai polsi alla schiena e si voltò per controllare. Non c'era niente. A parte il viso di Telemaco che aveva assunto un'espressione perplessa.

"Tutto bene?" le chiese.

Vera si sentì arrossire e tornò ad accarezzarsi i capelli. "Sì, tutto ok, mi era sembrato di vedere un'ombra ma non era niente, devo farmi controllare la vista" ridacchiò e prese a mordersi l'unghia del mignolo.

I lineamenti di Telemaco si tirarono all'improvviso, ma tornò subito a sorridere.

"Staresti bene con gli occhiali" disse lanciando un'occhiata allo specchio. "Buonanotte" salutò, e sparì nel corridoio.



🖤 Parte Autrice 🖤

Cosa c'è di meglio di un filo interdentale per avvicinare due persone? Forse pancakes, forse no. Ma una cosa è certa: non c'è specchio senza ombre.

Che ne pensate dell'evoluzione tra Vera e Telemaco? E quell'inquietudine, è solo suggestione o qualcosa di più? 👁‍🗨

Fatemi sapere le vostre teorie nei commenti! 📝 Prossimo capitolo venerdì, non mancate! 🖤✨

IbridoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora