Vera si alzò come una furia, prese la caffettiera dal fornello, l'aprì, svuotò il caffè nel lavandino e sperò che non lo intasasse. Poi lavò la caffettiera, la riempì d'acqua, pressò il caffè, la richiuse stringendo bene e la mise sul fuoco. Più caffeina l'avrebbe aiutata a digerire i pancakes, e il resto.
Dopo un paio di minuti la caffettiera iniziò a borbottare e nell'aria si spanse il profumo del caffè fresco, ma Vera non spense il fuoco. Era distratta, intenta a inseguire un pensiero che si era affacciato alla sua mente.
"Tesoro, spegnila, si brucia!"
"Cosa? Certo!" esclamò Vera e tolse la caffettiera dal fornello. Aveva rovinato il caffè, ma era nulla rispetto al pensiero che aveva messo a fuoco mentre il caffé si bruciava: il ricordo dell'ombra che aveva visto nello specchio del bagno. Provò una fitta di gelo in mezzo alle scapole.
"Oh" disse.
"Oh?" fece Lucia.
"Pensavo di dovermi far controllare la vista, non pensavo che potesse essere una cosa seria" disse.
"Spiegato, Vera" incalzò Lucia.
"Mi è sembrato di vedere delle ombre, nello specchio del bagno, niente di esplicito, ma inquietante."
Lucia si alzò sospirando. "Bene" disse, "dobbiamo fuggire, in ogni caso."
"Avrei dovuto dirtelo prima ma non credevo che fosse vero, insomma, quante probabilità c'erano?"
Telemaco le osservava attentamente, come per vedere che cosa sarebbe successo di lì a poco.
"Tesoro" l'interruppe Lucia, "smetti di preoccuparti e vai a fare i bagagli."
*
Vera era profondamente scossa ma si sentiva lucida. Probabilmente la sua vita era in pericolo, così come quella della sua amica e anche di Telemaco. Quindi era necessario agire in fretta. Qualunque cosa stesse accadendo le era arrivata addosso senza preavviso, quindi la prima cosa da fare era mettersi al sicuro. Avrebbe potuto pensare in seguito a come svignarsela. Iniziò a considerare l'università La Sapienza di Roma, ma rimandò tutto a dopo mentre apriva le ante dell'armadio. Cosa doveva portare con sé?
Beauty-case, ovviamente. Biancheria intima, un grosso asciugamano, carica batterie del cellulare, il suo micro computer. Poi. Un paio di jeans, una felpa e un maglione di lana, magliette, che all'occorrenza avrebbe potuto usare come pigiama. Altro? Non possedeva un sacco a pelo.
"Lucia? Hai un sacco a pelo in più?" gridò.
L'amica la raggiunse reggendo un fagotto che sembrava un grosso salame. "Certo, tieni" disse. "Ma non vorrai portarti dietro quella valigia gigante, vero?" aggiunse guardando il trolley con aria schifata.
"È l'unica che ho."
"Ti porto uno zaino, aspetta" disse, e tornò con un mostro verde militare che sembrava uscito dalla seconda guerra mondiale.
"Grazie" fece Vera, represse una smorfia e iniziò a riempirlo con foga.
Quando il bagaglio fu pronto indossò pantaloni militari e anfibi, maglietta a collo alto e felpa col cappuccio. Un outfit che conservava per le occasioni speciali tipo i concerti semi ilelegali nei centro sociali occupati. Per completare il quadro aggiunse il vecchio piumino nero e il suo cappello di velluto a coste.
Quando caricò lo zaino in spalla si chiese come avrebbe fatto a camminare, ma scoprì di essere più forte di quanto pensasse. Arrivò in salotto e trovò Telemaco pronto a partire, mentre Lucia infilava nello zaino una bottiglia di San Simone.
"Che la Dea ce la mandi buona" borbottò tra sé e sé la sua coinquilina.
"Andiamo" disse Telemaco.
Quando sentì la porta richiudersi alle loro spalle, Vera ebbe un tuffo al cuore. Sarebbero mai tornate? Aveva abitato in quella casa solo per pochi mesi, ma le piaceva. Aveva trovato una sua dimensione, un senso di libertà che non aveva mai trovato altrove, e adesso la doveva lasciare.
Scesero le scale in silenzio e uscirono. La neve continuava a cadere e la temperatura era ai minimi storici, ma nonostante il freddo Vera si godette la vista del fiume, che scorreva sonnacchioso un'ansa dopo l'altra, inghiottendo i fiocchi bianchi nel suo ventre insaziabile.
Segui il flusso, le avrebbe detto sua cugina Nicoletta. Inutile cercare di nuotare contro corrente. Segui il flusso, sii percettiva, cerca di intuire dove ti sta portando e muoviti nell'acqua come un pesce d'argento. Segui il flusso, ma non dimenticare che hai pinne e coda per influenzare il tuo moto dentro la potenza dell'acqua.
🖤 Parte Autrice 🖤
🦇 In questo capitolo, Vera affronta una fuga improvvisa, lasciandosi alle spalle una casa che era diventata rifugio e normalità.
Cosa avreste fatto al suo posto? ❄️
✨Tra neve e tensione, inizia per lei un viaggio pieno di incognite. Nel prossimo capitolo, nuove scoperte e forse... nuovi pericoli!
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Ibrido
Fantasy🌕 Non esistono più il Mondo Umano e il Mondo Specchio: esiste solo l'Ibrido 🌑 Due ragazze, un rituale, una profezia. Cosa può andare storto nella vita di Vera, che si è appena trasferita a Torino per iniziare l'università? La città è magica, si sa...
