PUNTO DI VISTA DI GRACE
Ero immersa nel silenzio del bagno, quando ad un tratto sentii bussare alla porta.
" Cara, sono la mamma di Davis, mi apri per favore? "
Udii la voce di Lizzie.
Guardai inerme la porta del bagno, senza fiatare.
Sentii i rimproveri di Davis e ad un tratto, sentii il rumore di calci e pugni sulla porta.
" Esci! Esci stupida sgualdrina! Fatti vedere che ti spacco la faccia! "
Mi allontanai dalla porta impaurita.
Ma è impazzita per caso?
Dopo pochi secondi udii anche la voce di John, e le urla di Lizzie si allontanarono.
Dopo diversi minuti, udii la voce di Davis.
" Se ne andata "
Disse con tono dispiaciuto.
Io aprii la porta e lo trovai con la testa abbassata.
Senza pensarci due volte, gli andai all'incontro e lo abbracciai.
Lui, ricambiò l'abbraccio dopo qualche secondo, allacciando le braccia sulla mia vita, stringendomi a lui.
Feci un respiro profondo e chiusi gli occhi godendomi il momento.
" Io sono mortificato per quello che ti ha detto mia madre "
" Shh non ti preoccupare "
Dissi alzando il viso verso il suo, incrociando lo sguardo con quei magnifici occhi color argento.
" Non sa chi sono, se lo sapesse non lo direbbe "
Lui fece un sospiro profondo.
" Già "
Siamo evidentemente stanchi di questa situazione.
Siamo costretti a nasconderci.
E questa è tutta colpa mia, della mia paura.
All'improvviso mi prese per mano e mi portò sul divano.
" Siediti, devo dirti una cosa "
Io lo guardai preoccupata.
Voleva lasciarmi per caso?
All'improvviso fui scossa da brividi di paura.
" Dimmi "
Dissi cercando di assumere un tono deciso.
Mi prese la mano destra e osservai i suoi movimenti.
Intrecciò le dita con le mie.
" Ho detto ai miei, che domani sera ti presenterò a loro. "
Mi si bloccò il respiro e spalancai gli occhi impaurita.
Da una parte ero sollevata per il fatto che non mi volesse lasciare, ma dall'altro ero impaurita per le sue parole.
All'improvviso, mi si piazzò davanti.
Si mise in ginocchio e prese entrambe le mie mani e le accarezzò.
" Grace, non posso più inventarmi scuse. È arrivato il momento di uscire allo scoperto. Dobbiamo toglierci questo peso che ci portiamo da troppo tempo ormai. Non possiamo più permettere, che questa situazione ci distrugga e che ci faccia arrivare a farci lasciare di nuovo "
Socchiusi la bocca.
Non sapevo cosa dire.
La paura mi stava paralizzando.
" Mi è venuta un'idea. Sarebbe meglio che portassimo i nostri genitori nello stesso ristorante, nello stesso tavolo e poi ci facciamo vedere insieme.
In questa maniera, c'è meno rischio che tuo padre faccia qualche scenata "
Annuii.
" È vero hai ragione "
Mi vennero immediatamente gli occhi lucidi.
" Vieni qui "
Disse Davis abbracciandomi.
Ci ritrovammo per terra abbracciati.
Io lo strinsi forte a me e chiusi gli occhi.
" Io non voglio perderti di nuovo "
Sussurrai sul suo petto.
Lui mi baciò la fronte e mi strinse a lui.
" Nemmeno io tesoro"
Il cuore mi batteva a mille.
Mi aveva chiamata tesoro.
Mi sentivo così bene tra le sue braccia.
Non lo volevo lasciare.
Ci siamo appena messi insieme, lui mi ha confessato i suoi sentimenti, non voglio lasciarlo proprio adesso che vanno bene tutte cose.
" Ti amo Davis, davvero tanto "
Sussurrai, nascondendo il mio viso nell'incavo del suo collo.
" Anche io piccola "
Disse stringendomi.
Restammo così per molto.
Lanciai un'occhiata all'orologio e vidi che erano le 6:10.
" Davis, dobbiamo fare le valigie. Fra 20 minuti abbiamo appuntamento con Logan "
Ci alzammo di scatto e andammo a prepararci.
Una volta fatto il Check Out, uscimmo dell'hotel e c'era Chuck che ci aspettava con una Maybach nera.
Ci rivolse un sorriso caloroso.
" Buona sera Mr. Kyle, Miss Bennet "
Disse facendoci due cenni con il capo.
Ci aprì la portiera ed entrammo.
Le nostre valigie erano già nel cofano.
Davis picchiettò le sue gambe ed io mi ci sedetti sopra.
Avvolse le braccia alla mia vita e mi strinse a lui.
Chiusi gli occhi e inspirai il suo meraviglioso profumo.
Ad un certo punto, la macchina si fermò nello stesso punto dove mi aveva lasciata Logan.
Mi voltai verso Davis e gli accarezzai il viso.
" Ci vediamo domani a lavoro "
Dissi per poi baciarlo.
Lui mi strinse la mano prima che uscissi dalla macchina.
Presi la mia valigia e mi diressi verso Logan.
PUNTO DI VISTA DI DAVIS
La vidi dirigersi verso la macchina di suo fratello.
Non appena la vidi salire in macchina, feci cenno a Chuck di poter andare.
Una volta tornato a casa il caos più totale.
Sembrava di essere in una rissa di gruppo, invece le persone che stavano litigando erano solamente due.
C'era la villa sotto sopra.
Le urla provenivano dalla camera da letto, al piano di sopra.
Mentre salivo le scale, cercai di evitare tutti gli oggetti che vi erano sparsi.
Dal nulla sbucò Rosita con una scopa in mano, pronta a pulire il casino che avevano fatto i miei.
La guardai mortificato per il comportamento dei miei.
" Da quanto tempo è che vanno avanti così? "
Chiesi dispiaciuto.
" Da circa due ore, signorino Kyle "
Disse tutto d'un fiato, con il suo accento spagnolo.
Alzai gli occhi al cielo.
" Ci penso io "
Dissi dirigendomi verso la camera da letto.
La porta era chiusa.
All'improvviso si spalancò, e vidi mia madre che spingeva mio padre fuori.
" Non ti sopporto più! "
Urlò mio padre a mia madre.
" Sei stato tu a chiedermi di sposarti! "
Controbatte mia madre.
" Che coincidenza che quel giorno ero fatto! "
Mia madre fece una smorfia.
" Anche io ero fatta! Per questo ho accettato! "
Urlò strattonandolo.
" Ma la volete finire voi due? "
Urlai le farmi sentire.
Loro si voltarono di scatto dalla mia parte.
" È stato lui a continuare! "
Mio padre la guardò come se le fosse spuntata una seconda testa.
" Cosa? Sei assurda! Non ci sarebbe stato tutto questo casino, se non ti fossi comportata così! "
" Adesso dovete piantarla! Io avrei sperato che la discussione tra voi si fosse chiusa in Hotel, invece avete continuato a casa. Ma adesso basta! State superando il limite! "
In un colpo solo, le loro urla cessarono.
Mio padre assunse un'espressione mortificata, mentre mia madre corrugò la fronte e si mise a braccia conserte.
Mia madre ha una faccia tosta.
Come me d'altronde.
" Potete cercare di fare le persone civili? "
Chiesi esasperato.
Mia madre guardò mio padre malissimo.
" Certo che possiamo "
Disse per poi sparire nella camera da letto.
Mio padre si voltò dalla mia parte e alzò le mani esasperato.
Poi mia madre ritornò in scena, e buttò un cuscino addosso a mio padre.
" Per fare ciò, tuo padre deve dormire nel divano "
Mio padre la guardò confuso.
" Cosa? È assurdo! Dovresti essere tu ad andare a dormire nel divano! Questa volta non ho fatto nulla io! Sei stata tu a causare questo casino, che diavolo! "
Urlò arrabbiato mio padre.
Mia madre in tutta risposta, gli rivolse il dito medio prima di sbattergli la porta della camera da letto in faccia.
Mio padre rimase a fissare scioccato la porta, per qualche secondo di troppo.
" Tua madre un giorno mi farà esaurire! "
Sbraitò dirigendosi verso le scale.
Io andai nella mia stanza, e mi misi a letto.
PUNTO DI VISTA DI LIZZIE
Mi girai e rigirai nel letto.
Non riuscivo a prendere sonno.
I sensi di colpa mi stavano torturando.
Lanciai un'occhiata all'orologio e vidi che erano le 2:30 del mattino.
Dovevo fare le mie scuse a John.
Mi sono comportata davvero male con lui oggi.
Ma a quest' ora dorme.
Non posso svegliarlo, domani dobbiamo svegliarci presto, dobbiamo andare a lavorare.
Guardai il vuoto per svariati minuti.
" Fanculo, non mi importa "
Dissi scendendo di scatto dal letto.
Mi introdussi furtivamente verso il corridoio.
In punta di piedi, raggiunsi tutte le camere da letto che avevamo.
Non era in nessuna di quelle.
Sbattei le palpebre confusa.
E se avesse deciso di andarsene? Pensai.
No impossibile, me ne sarei accorta.
Sarebbe entrato nella camera da letto a prendere le sue cose.
Scesi le scale e mi diressi nel salone principale.
Sul divano, c'era mio marito che dormiva con un braccio penzoloni.
Mi vennero immediatamente gli occhi lucidi.
Quella scena mi commosse.
È andato a dormire veramente nel divano, come gli avevo detto.
Mi avvicinai furtivamente dalla sua parte.
Mi odiavo per averlo ridotto così.
Era in una posizione scomodissima.
Domani si sarebbe svegliato con i dolori alla schiena per colpa mia.
Oh amore mio, perdonami.
Se solo sapessi perché mi comporto così, non mi guarderesti più allo stesso modo.
Gli accarezzai delicatamente il viso, e non appena lo sfiorai lui si svegliò di scatto.
" Lizzie, ma che caz.."
Disse strofinandosi gli occhi.
Iniziai a singhiozzare.
" S-Scusa "
Piagnucolai in un sussurro.
Lui mi guardò male.
" Vattene via "
Disse freddo.
Quel tono mi spezzò il cuore.
" Ti sto chiedendo scusa "
Dissi avvicinando la mia mano al suo viso, ma lui si scansò dal mio tocco.
" Prima fai le cazzate, e poi chiedi scusa "
Mi tremarono le labbra.
Abbassai la testa per la pura mortificazione.
I singhiozzi si fecero più forti.
" Ti prego, non odiarmi "
Piagnucolai.
Lui alzò gli occhi al cielo.
" Dio Lizzie, sono le 2:30 del mattino! Non te ne andrai fino a quando non ti perdonerò vero? "
Io annuii.
Lui sbuffò pesantemente.
" Dio ti odio. Ti odio perché so bene che ti perdonerò. Lo faccio sempre. Non riesco ad essere arrabbiato con te per più di tre giorni, lo sai. "
Disse mettendosi seduto, facendomi cenno di sedermi accanto a lui.
Scoppiai in lacrime come una bambina.
" Si può sapere perché ti comporti così? Non sei mai stata così. Cosa ti sta prendendo? "
" Non posso dirtelo "
Dissi scuotendo la testa.
Lui mi accarezzò i capelli.
" Invece non credi che abbia il diritto di saperlo? "
" Non mi guarderesti più nello stesso modo "
Lui spalancò gli occhi.
" Andiamo, cosa può essere di così orribile. Non dobbiamo avere segreti "
Lui mi guardò in attesa che parlassi.
Dopo qualche minuto che non parlavo, si arrese.
" Va bene, se non vuoi dirmelo, tornatene a letto "
Io scossi la testa e parlai.
" La settimana scorsa mi preoccupai, perché il ciclo mi stava ritardando da mesi ormai. Decisi di andare dalla nostra dottoressa di fiducia. Mi ha detto che sto entrando in menopausa. "
Dissi tutto d'un fiato.
Lo guardai e scrutai la sua reazione.
Rimase perplesso.
" Quindi? "
Disse corrugando la fronte.
" Quindi è per questo che sono arrabbiata con il mondo per adesso. Non ho ancora accettato il fatto di non essere più una donna. Senza le mie cose, non mi sento più una donna. Mi sento inutile, non servo più a nulla. "
Dissi scoppiando a piangere.
" Ma cosa stai dicendo? Non puoi sentirti inutile e smettere di sentirti donna, solamente perché non hai più le tue cose "
" Invece si. A breve mi spunteranno pure le rughe, avrò il seno cadente e ingrasserò come una foca. Non ti piacerò più, diventerò inguardabile "
Dissi nascondendo il mio viso tra le mie mani.
" Ma non dire cavolate. Non è detto che diventerai il mostro di Loch Ness come dici tu. Ti sei guardata allo specchio? Sembri una 20enne. Secondo me resterai gnocca. "
Disse facendomi l'occhiolino.
" E poi guarda il lato positivo "
Disse lanciandomi uno sguardo malizioso.
" Possiamo fare l'amore senza il pensiero che tu prenda pillole "
Solo lui sapeva come prendermi.
Era l'unico che riusciva a dire le parole giuste al momento giusto, per farmi calmare.
Era l'unico a riuscire a tirarmi su il morale.
Ricambiai il suo sguardo malizioso e mi mise a cavalcioni su di lui.
" Possiamo iniziare da adesso "
Disse per poi baciarmi.
PUNTO DI VISTA DI DAVIS
Non riuscivo a dormire.
Non riuscivo a smettere di pensare a Grace.
Ero così preoccupato per quello che ci doveva aspettare domani.
Un grande senso di colpa, mi invase.
Se solo non avessi avuto questa brutta reputazione da puttaniere, il padre di Grace mi avrebbe accettato come suo genero.
Mi alzai per andarmi a prendere un bicchiere d'acqua.
Scesi giù in cucina, e mentre versavo dell'acqua nel bicchiere, udii dei rumori strani provenire dal salone principale.
Può darsi che qualcuno si stava sentendo male.
Mi diressi verso il salone principale e sorseggia la mia acqua.
La scena che mi si presentò davanti fu scioccante.
Mia madre si stava letteralmente cavalcando mio madre sul divano.
Sputai l'acqua sorpreso.
Loro si voltarono di scatto dalla mia parte.
" Cristo! Andatevi a chiudere in una fottuta stanza, e che diavolo! "
Loro all'inizio arrossirono ma poi scoppiarono a ridere.
Grandioso, adesso questa orribile scena mi resterà impressa nella testa e mi torturerà per sempre.
Ma chi diavolo li capisce?
Fino a poche ore fa si stavano prendendo a parole, tirandosi oggetti addosso, e adesso si mettevano a scopare come fottuti conigli svergognati.
PUNTO DI VISTA DI GRACE
Eravamo appena arrivati davanti alla nostra azienda.
Fred ci aprì la portiera della macchina e scendemmo.
Era da così tanto tempo che non vedevo la nostra azienda.
Ci dirigemmo in sala riunione, dove c'era già la famiglia Kyle ad attenderci.
Accanto a Davis notai la presenza di una ragazza bellissima.
Mi si bloccò il fiato.
Io l'ho già vista.
Ma certo!
La vidi quando andai a pranzare con i miei.
Mi squadrò dalla testa ai piedi con sguardo truce, esattamente lo stesso di quella volta.
John mi rivolse un sorriso caloroso.
" Bentornata Grace "
Disse dolcemente.
" Siamo contenti che tu abbia deciso di tornare a lavorare nella nostra azienda "
Fece una breve pausa.
" Abbiamo visto il buon lavoro che hai fatto due anni fa, e Davis ci ha parlato molto bene del tuo lavoro "
Davis mi rivolse un occhiolino di nascosto.
Io arrossii.
" Dopo che te ne sei andata, Cassandra Scott ha preso il tuo posto "
Incrociai lo sguardo con quello di Cassandra, che mi rivolgeva un sorriso più falso delle sue tette.
Lanciai un breve sguardo truce a Davis.
Non mi aveva detto di avere una segretaria così fottutamente bella.
" Dato che ultimamente Davis e Logan sono molto impegnati, abbiamo deciso di assegnare ad entrambi una seconda segretaria. La seconda segretaria di Davis sarai proprio tu "
Sul viso di Davis, si formò un sorriso soddisfatto.
" Dato che in passato ti ci sei trovata bene, abbiamo ritenuto più giusto, metterti a lavorare di nuovo con lui "
Dentro di me, ero sollevata.
Almeno non c'era il rischio che Davis avesse una seconda segretaria/modella tra i piedi.
Dopo aver salutato tutti i miei ex colleghi, Davis e Cassandra mi riportarono nel mio vecchio ufficio.
Cassandra iniziò a spiegarmi cosa avrei dovuto fare.
Si sentiva superiore a me.
Ma non ha ancora capito, che io sono venuta a lavorare qui prima di lei, e so meglio di lei cosa devo fare.
Alzai una mano per farla smettere di parlare.
Odiavo il suono della sua voce squillante.
" So cosa devo fare, sono venuta a lavorare qui prima di te "
Lei mi guardò malissimo per qualche secondo.
Dato che c'era la presenza di Davis, si stampò un sorriso falso.
" Volevo solamente rinfrescarti la memoria "
" Non ce n'è bisogno "
Dissi rivolgendole lo stesso sorriso falso.
" Cassandra, puoi tranquillamente tornare nel tuo ufficio, non ho bisogno della tua presenza adesso "
Disse severamente Davis.
Lei lo guardò con una punta di delusione.
Raccolse quello che rimaneva del suo orgoglio, e girò i tacchi.
Mi sedetti nella mia vecchia sedia e guardai male Davis.
" Non sei felice che lavori di nuovo per me? "
Mi chiese appoggiando un fianco nella mia scrivania.
" Si, ma non sono felice per la tua seconda segretaria "
Dissi arrabbiata.
" Cosa? Parli di Cassandra? Stai tranquilla, non mi interessa "
Disse tranquillo.
Io lo guardai male.
" Come faccio a crederti? Non mi hai mai accennato di lei. Un motivo ci dovrà pure essere "
Lui sbuffò.
" Non ti ho mai accennato di lei, perché non mi importa nulla di lei. Se l'avessi pensata, ti avrei parlato di lei, non credi? "
Mi misi a braccia conserte.
" Dai non essere gelosa di lei "
Mi voltai di scatto dalla sua parte.
" Non essere gelosa? Mi stai seriamente chiedendo di non essere gelosa? Non dovrei essere gelosa di una ragazza bellissima, alta 2 metri, con un seno prosperoso. L'hai guardata? Potrebbe fare la modella. Io invece sono alta appena un metro! "
Lui girò il tavolo e mi raggiunse.
" Non puoi paragonarti con Cassandra. Vinci tu ad occhi chiusi. Nemmeno la vedi a quella là. Tu sei veramente magnifica, non hai proprio nulla da invidiarle, anzi, dovrebbe essere lei ad avere invidia di te "
Sbuffai.
" Si come no "
Dissi arrabbiata.
Lui mi accarezzò il viso.
" Grace, ascoltami. Io amo te, solamente te. Non devi assolutamente temerla solo perché ritieni che sia più bella di te, perché per me non è vero, tu sei molto più bella di lei. Io ho occhi solamente per te "
Lo guardai negli occhi.
" Dici davvero? "
Sussurrai.
Lui annuì.
" Non sono mai stato più serio in vita mia "
Allacciai le braccia al suo collo e lo baciai.
La giornata di lavoro, proseguì tranquillamente.
Alle 6 tornammo tutti a casa.
Iniziammo a prepararci per la serata.
Io ero agitatissima.
Mio padre non sapeva che dovevo presentargli Davis.
Gli avevo semplicemente detto che volevo andare a festeggiare il mio ritorno in azienda, al Masa.
Non sapeva che una volta arrivato, si sarebbe ritrovato nello stesso tavolo dei Kyle.
Avevo avvisato solamente mia madre.
Così, nel caso in cui mio padre avesse dovuto avere una brutta reazione, mia madre lo avrebbe calmato.
" Mamma, papà. Io arrivo più tardi al ristorante. Mi faccio accompagnare da Logan, voi iniziate ad andare "
" No tesoro, non andiamo senza di te "
Disse mio padre.
" Papà, la festeggiata si deve fare attendere "
Dissi scherzosamente.
Lui alzò le mani rassegnato.
" Va bene, come vuoi tu "
Disse per poi darmi un bacio sulla fronte.
" Non fare tardi però "
Scossi la testa.
" Tranquillo, non verrò prima di mezzanotte "
Scherzai.
I miei scoppiarono a ridere.
Io sorrisi malinconicamente.
Quella potrebbe essere l'ultima volta che vedo scherzare mio padre.
Ho paura che arriverà ad odiarmi dopo questa sera.
Li vidi scomparire nella nostra limousine.
Finii di prepararmi e aspettai l'arrivo di Davis.
Non appena arrivò.
Feci un grande sospiro, prima di raggiungerlo.
Era bellissimo.
Era avvolto in un completo blu navy.
Mi diede un leggero bacio sulle labbra.
" Sei magnifica "
Disse facendomi l'occhiolino, per poi aprirmi la portiera della sua Lamborghini.
" Anche tu "
Dissi sorridendogli, prima di entrare in macchina.
Ero così tesa, che mi tremavano le mani.
Lui se ne accorse, e prese una mia mano, portandosela alle labbra.
" Rilassati tesoro "
Disse per poi baciarla.
Quel piccolo gesto, mi fece calmare leggermente.
Ma più ci avvicinavamo alla meta, più mi agitavo.
Una volta arrivati, Davis parcheggiò.
Inizia a tremare, e mi stavano venendo pure gli occhi lucidi.
" Grace, ti prego, cerca di calmarti. So che sei agitata, credimi lo sono quanto te. Ma è arrivato il momento che aspettavamo da più di due anni. "
Disse accarezzandomi.
" Lo so, ma ho così tanta paura di perderti, che non puoi immaginarlo. Ti ho già perso una volta ed è stato sufficiente "
Dissi in un sussurro.
" Infatti non mi perderai. Qualsiasi cosa accada questa sera, non mi perderai "
Io lo guardai con un grosso punto interrogativo sulla testa.
" Cosa vuoi dire? "
Lui mi indicò il porta documenti che c'era davanti a me.
" Aprilo "
Io passai lo sguardo al porta documenti e lo aprii.
All'interno, vi trovai due biglietti aerei, solo andata per Los Angeles.
Lo guardai con la fronte corrugata.
" Cosa significa? "
Chiesi
" Significa che se tuo padre, non dovesse accettarmi, ci trasferiremo a Los Angeles e ci rifaremo una vita lì "
Rimasi a bocca aperta.
Era disposto a rinunciare alla sua fantastica vita New Yorkese per me!
" Sei disposta a lasciare tutto per me? "
Mi chiese prendendomi per mano.
" Si! Certo che lo sono. Ti seguirei in capo al mondo se fosse necessario. "
Dissi abbracciandolo e riempiendolo di baci.
Una volta scesa dalla macchina, mi tremarono le gambe.
Prima di entrare nel ristorante, lo bloccai.
" Aspetta Davis, devo dirti una cosa "
Lui corrugò la fronte.
" Dimmi "
Feci un grande sospiro.
" Voglio solo farti sapere che ti amo. Non ho mai provato, un amore così grande per nessun altro fino ad ora. Quindi, qualsiasi cosa accada questa sera, ti prego, promettimi che non ci lasceremo. Promettimi che qualsiasi cosa accada questa sera, non permetteremo a nessuno di impedirci di amarci. "
I suoi magnifici occhi, erano di un argento luccicante.
Mi rivolse un sorriso sincero.
" Te lo prometto Grace "
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Quegli occhi color argento 2
RomanceQuesto è il sequel del primo libro: Quegli occhi color argento. Se vi aspettavate un sequel scontato e banale avete proprio sbagliato libro. Se il primo libro vi è piaciuto molto questo vi farà veramente impazzire. Ci saranno molti colpi di scena e...
