Chapter 35

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Fu così che Argo Vazquez e Maktub Alìb furono arrestati per omicidio e spaccio di droga, in più, a quel mostro di Maktub, gli aumentarono gli anni di carcere per avermi stuprata.
Ma non era ancora tutto finito, perché c'erano altri della band di Vazquez che li aiutarono a commettere l'omicidio.
Ancora non si sanno i nomi, ma pensano che presto riusciranno a prenderli.

Io e Paulo, intanto, siamo qui, a Torino, la città più bella d'Italia ancora più bella da quando c'è lui.
I media non smettono di parlare del fatto che io ho perso il bambino e che quindi è per questo che Paulo è da due partite che non segna, ma non penso sia per questo.
Ultimamente è molto preso dal caso di mia madre e è preoccupato che qualcuno possa venire a rompermi le palle.

Erano le 23:30 di sabato sera, l'indomani Paulo avrebbe giocato, e noi eravamo sul letto a rilassarci, come tutti i sabati.

«Alla faccia di quelli che vanno in discoteca al sabato sera eh amore?» Dissi dandogli un piccolo pizzicotto sul naso.

«Certo, preferisco te mille volte.»

«Sei un amore.» Lo baciai.

Mi prese la mano.

«Te lo immagini scappare da qui, io e te?» Mi disse.

«Sarebbe bellissimo.»

«Andare a Parigi o magari a New York...stare là, scappare da tutti...»

«Per me possiamo partire anche domani.» Risi.

«Dove andiamo?»

«Per me va bene ovunque, basta che sia con te.»

Ci guardammo negli occhi; uno sguardo profondo, di quelli che anche senza parlare trasmettono miliardi di parole.
In fondo quello era quello che gli riusciva meglio fare: incantarmi con uno sguardo.

«Se mi guardi così mi toccherà chiamare la polizia.» Dissi mordendomi il labbro.

«Perché?» Rise.

«Sei illegale.»

Si passò la lingua tra le labbra.

«Esagerata.»

«Sono solo sincera.» Dissi alzando le sopracciglia.

«Vieni qua scema.»

Mi misi sopra di lui e ci baciammo. Mi palpò il sedere e poi salì con la mano ad accarezzarmi la schiena.
Mi tolse il reggiseno e poi la maglietta e io  gli tolsi la maglia che era l'unica cosa che aveva addosso oltre le mutande.
Ci mettemmo sotto le coperte e facemmo l'amore per tutta la notte.
Le notti passate con lui erano peggio della droga: dopo che te ne facevi una ti veniva voglia subito di farne un'altra.

[...]

Il giorno dopo, allo stadium, c'erano più di 35000 persone e tutti speravano di vedere Paulo segnare.

«Amore, mi raccomando, non pensare a nient'altro. Solo alla palla e a gonfiare quella rete. Capito?» Gli dissi.

«Si, va bene amore.»

Lo baciai e gli dissi buona fortuna, poi andai a sedermi in tribuna.

Alle 20:45 l'arbitro diede il fischio d'inizio:adesso tutti contavano su Paulo, era come se fosse Paulo-Fiorentina, invece di Juve-Fiorentina.

Mi girai di scatto e vidi...
Lei.
Oh porca zoccola.
Antonella.
Calma Leah, non farti prendere da istinti omicidi, non vorrai mica ritrovarti al fresco insieme a Maktub, vero?

«Ciao...Leah giusto?» Mi disse.

«Si.» Mi voltai a guardare la partita.

«Non ti chiedi come mai sono qua?» Continuò a infastidirmi.

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