Mentre cercavo di aprire gli occhi, lentamente, poiché una luce fortissima mi accecava, sentivo qualcuno bisbigliare.
Quando li aprii definitivamente realizzai subito di essere in ospedale, sdraiata su una scomodissima barella.
Mi alzai altrettanto lentamente, tenendomi la testa che mi faceva un male terribile.
Vidi Paulo correre verso di me.
«Leah! Stai bene?»
«S-s-si credo...ahi.»
«Ti fa male?» Mi chiese vedendo che mi trattenevo ancora la testa.
«Da morire. Che è successo?»
«Sei svenuta e hai preso un colpo in terra. Tuo padre ti deve parlare.»
«Lo so,ricordo quello che mi ha detto...» Presi a massaggiarmi le tempie.
«Vado a chiamarlo.»
«Aspetta.» Dissi prendendogli la mano.
«Il gol...che hai dedicato alla piccola...»
«Si, dobbiamo parlare anche a proposito di quello.» Mi interruppe e si allontanò.
Non capisco; sembrava arrabbiato con me. Ma non solo arrabbiato, anche preoccupato.
Mio padre si stava avvicinando a me e vidi che una lacrima gli rigò il volto.
«Stai bene?»
«Si papà. Tu?»
«Tua madre...gli hanno sparato...non si sa ancora chi sia stato; sicuramente qualcuno che ce l' aveva con lei. Tu ne sai qualcosa?»
«So che doveva dei soldi a un ragazzo, ma non ricordo bene per cosa fossero.»
Non volevo dire a mio padre che mia madre si drogava, anche se so perfettamente che avrei dovuto per il bene di tutti.
«Dopo l'incidente hai perso la maggior parte della tua memoria, posso capirti...»
Sospirai.
«Che faremo?» Chiesi.
«La polizia sta indagando e tutta Italia, e non solo, è venuta a sapere tutta la mia storia. La nostra storia. I giornali non fanno altro che parlare di me, di tua madre e di te...»
«Di me? A che proposito?»
«Tutti erano lì quando sei svenuta e Paulo ha detto ai giornalisti del bambino che state per mettere al mondo.»
«Non sanno che in realtà non è di Paulo, vero?»
«No, quello no.»
«Fiuuuu(come direbbe Max😂)...meno male.»
«Il dottore deve parlarti.»
Ma che è? Tutti che mi devono parlare stasera!
«Okay, che ore sono?»
«1:22. Tra poco torniamo a casa.»
Mi lasciò un bacio sulla fronte e si allontanò anche lui.
Mi sdraiai di nuovo sulla barella, nonostante fosse davvero scomoda non riuscivo a stare in piedi con questo mal di testa lancinante.
Cosa farai adesso Leah? Maledetta vocina che ronza nella mia testa! Non lo so cosa farò, ok?
Non ti ci mettere anche tu a rompere le palle.
È tutto un gran casino. Io che ho sempre sognato di avere una vita felice, stavo per riuscirci ad averla, ma poi si presenta sempre il solito problema a rovinare tutto. Probabilmente non sono destinata ad essere felice. Non sono nata per esserla.
Devi dire a tuo padre della droga.
Se sta voce non sta zitta mi spacco la testa, almeno risolvo anche il problema del dolore.
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21 grammi di felicità (#Wattys2017)
FanfictionLei stava male, ogni giorno della sua vita sempre di piu. Sognava di vivere una favola, fin da quando era bambina, ma ormai non ci credeva più: quando, un giorno, arrivò proprio quella persona di cui aveva sempre avuto bisogno e la cambiò, divenne f...
