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Capitolo 44. incontri inaspettati.

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Ascoltai il tutto senza dire nulla e continuando a guardarla negli occhi.
Andrea aveva detto davvero quelle cose su di me?
Quando terminò di parlare mi voltai verso il mio amico e sorrisi.
Gli volevo bene...un mondo di bene.
Purtroppo in quel momento entrò un infermiera nella stanza e, vedendomi, mi ordinò di tornare nella mia camera.
Salutai Claudia con un abbraccio e mi avvicinai un ultima volta ad Andrea.

<<Tornerò presto...promesso.>> sussurrai al mio amico, posandogli una mano su un braccio e sorridendo.

Uscii dal reparto e mi avviai verso la mia stanza. Mentre camminavo per il corridoio notai qualcuno appoggiato al muro accanto alla mia porta. Avvicinandomi senza farmi notare, lo riconobbi.

Era Jacopo...
Ma perchè era qui in ospedale?

Mi guardai intorno e capii di essere completamente solo...
Sperai solo che non avesse cattive intenzioni. Passai davanti ai suoi occhi senza degnarlo di uno sguardo, ma lui richiamò la mia attenzione schiarendosi la voce.

Sbuffando, mi voltai verso di lui.

<<Cosa vuoi, perchè sei qui?...>> domandai con freddezza.

Restò in silenzio a fissare il pavimento per qualche minuto.

<<Io...volevo solo chiederti scusa...>> mugugnò all'improvviso sollevando il viso e guardandomi negli occhi.

Rimasi sorpreso dalle sue parole e lo fissai incredulo.

<<Quando ho saputo dell'incidente mi sono sentito in colpa...cosa che non mi era mai successa...>> spiegò, spostando lo sguardo altrove.

<<Poi mi han detto che il tuo migliore amico era in coma e mi sono fatto coraggio.>> aggiunse quasi sussurrando, come se si vergognasse.

Rimasi senza parole. Non immaginavo che Jacopo avesse un cuore, ne tanto meno un cervello.

<<Non pensare che questo mi farà cambiare idea sul tuo conto, semplicemente non voglio peggiorare la situazione.>> concluse, sghignazzando.

Probabilmente intuì quello a cui stavo pensando.

<<Se sei qui solo perché ti faccio pena, puoi anche tornartene da dove sei venuto.>> esclamai allora io, aprendo la porta della mia camera.

Jacopo mi prese per il colletto della maglia e mi sbattè contro un muro.
Rimasi impassibile, di certo non mi avrebbe picchiato in un ospedale. Non era così tanto stupido.
Dopo qualche secondo fece un respiro profondo e mi mollò.
Mi fissò per qualche istante, poi sul suo volto comparve un sorrisetto malvagio.

<<Certo che mi fai pena, se non fosse così non saresti ancora vivo.>> rispose alzando gli occhi al cielo.

<<Muori, bastardo.>> affermai stringendo i denti.

Lo guardai con disprezzo e mi voltaii per entrare nella stanza. Mi afferrò il braccio e mi giró verso di lui. Lo guardai con sguardo di sfida. Ero pronto a ricevere come minimo un pugno, se non di peggio. Si avvicinò minacciosamente ma, invece di picchiarmi, mi abbracciò. Si stacco dopo qualche secondo e non disse nulla.
Si allontanò silenziosamente, sparendo infondo alle scale.

Allora.

Ho aggiornato!

Esultate, ma con moderazione.
Cit. Camper

So che aspettavate questo capitolo da tanto, ma trovare idee è davvero difficile. Io con calma arrivo, con tanta calma ma tornerò a pubblicare anche questa storia. XD

In più, vi informo che ho pubblicato il primo capitolo di Change your mind•~ Spawn~•
Vi avverto, inizierà come un normalissima storia ma diventerà molto triste e catastrofica, peggio di questa. XD

Tanti saluti e buona serata!

Ps: 6k visualizzazioni! Sto impazzendo! Grazie, davvero, vi adoro! <3

-Silvy

~INoob~  ||Winter|| La tua prossima ossessione. Scoprilo ora