Mi chiedo cosa intendesse per 'pianoforte'...
Sakura si rilassò nel momento in cui Kakashi fu fuori dal suo campo visivo; fece un gran sospiro, si reclinò così all’indietro sull’altalena che solo la presa sulle catene le impedì di cadere. Fece un paio di giri, spingendo le catene il più lontano possibile e sollevando i piedi, lasciandosi vorticare vertiginosamente nella direzione opposta con la testa.
Poi si alzò, barcollando notevolmente, e cominciò a traballare verso la via d’uscita del campo dell’accademia, per raggiungere l’ingresso della torre dell’Hokage.
A metà della rampa di scale dell’ufficio di Tsunade, si piegò in due ridendo.
“Non posso credere di aver appena parlato di sesso con Kakashi-sensei…” rise sommessamente, ignorando un chunin che la fissò turbato e stranito mentre scendeva le scale.
La chiacchierata con Kakashi l’aveva sollevata in qualche modo. Non solo l’aveva distratta dal pensare a Ikki, ma le aveva fatto capire una cosa di vitale importanza: non erano poi così diversi.
Da quando aveva cominciato ad uscire coi ragazzi, si era sempre sentita un po’ fuori luogo, come se fosse una bambina che cercava di giocare ad un gioco per adulti. Una bambina che non aveva capito bene le regole. Per un breve momento, quel giorno, aveva pensato che le sue azioni avessero distrutto il rapporto fra lei e Kakashi, ma in realtà le avevano aperto gli occhi. Kakashi-sensei era un adulto. E cosa più importante, anche lei lo era. Improvvisamente poteva guardarlo normalmente, quando invece l’aveva sempre visto come un leader e maestro.
Anche se c’era ancora un certo grado di riverenza e soggezzione…
“Sakura!”
Tsunade era in piedi in cima alle scale, guardando verso di lei con le mani sui fianchi. Il suo yukata aveva una scollatura pericolosamente profonda, come diventava di solito dopo una giornata lunga e faticosa. “Di che diavolo ridi? Ti sentivo dal mio ufficio. Stai bene?” Poi il suo sguardo si accigliò. “Hai pianto?”
“No.” Sakura si toccò in fretta gli occhi per controllare se fosse bagnati, ma questa azione la incastrò solamente, confermando l’ipotesi della Hokage.
Ci fu una lunga pausa durante la quale Tsunade strinse le labbra. “Ah,
in ogni caso non avevo davvero bisogno di te stanotte,” disse con noncuranza. “Va a casa e riposa un po’. Oh, e se vedi Naruto dagli questo. L’ha lasciato qui qualche ora fa.”
Un grande kunai a doppia lama andò sul gradino accanto al piede di Sakura, incastrandosi nel legno.
“Sì, Tsunade-shishou,” mormorò lei
, prendendo l’arma.
“Hai già fatto rapporto?”
“No, Tsunade-shishou.”
“Lo voglio entro domani.”
“Sì, Tsu-“
“Vai a casa, Sakura.”
Sakura tornò a casa. Lasciò l’arma di Naruto sul tavolo e andò a farsi una doccia. Come sempre, era l'unico modo per scoprire quali ferite avesse subito in missione. Altrimenti non se ne sarebbe accorta. C'erano dei graffi lungo il braccio superiore, dove un cespuglio spinoso l’aveva presa, ma quando passò una mano su di essi scomparvero in fretta.
Gli unici altri segni su di lei erano delle deboli linee rosa sulle cosce, dove Ikki l’aveva graffiata nella fretta di rimuoverle le mutandine. Sakura non pensò valesse la pena curarle, ma si lamentò amaramente della trascuratezza di Ikki. Dubitava Kakashi fosse così disattento quando faceva l’amore.
Kakashi probabilmente non chiedeva neanche direttamente di farlo. Tutto quello che avrebbe dovuto fare era baciare una donna, e spogliarla lentamente. Non avrebbe soltanto tirato giù in modo brusco le sue mutandine senza neanche considerare ed interessarsi al resto del suo corpo. L'avrebbe fatto con calma, partendo dalla sua bocca, per poi scendere giù, alla sua gola, al suo seno, al suo stomaco e...
Sakura si fermò, spalancando di scatto gli occhi. Una mano era sul suo seno, stringendolo, mentre l’altra era pericolosamente in basso. Vagamente allarmata, si sforzò di riportare entrambe le mani verso i capelli per lavare via i residui di schiuma.
Questo stava andando al di là di un gioco. Eccola sotto la doccia, a toccarsi e fantasticare sul suo insegnante. Non poteva essere più incasinata di così.
Sarebbe stata una sporca bugiarda, se dicesse di non aver mai pensato a Kakashi in quel senso, ma solo in un curioso ‘mi chiedo come sia senza i vestiti addosso’. Ma non l'aveva mai immaginato attivamente. E certamente non si era mai toccata pensandolo.
Turbata, finì di lavarsi, si asciugò e si vestì per andare a letto. Anche se ‘il vestirsi’ consisteva solo nell'indossare un nuovo paio di mutandine. Vivendo da sola era abituata ad andare a letto semi-nuda e a non preoccuparsi di sua madre che la svegliava. Normalmente erano solo lei e Ikki…
Il letto odorava ancora un po' di lui, pensò quando si sistemò sotto le coperte. Il suo odore indugiava sul cuscino, ma non era particolarmente piacevole. Frustrata, lanciò via il cuscino e lasciò semplicemente riposare la sua testa sul materasso.
E nonostante tutto, non era a Ikki che pensò mentre giaceva lì. Le immagini di quello che aveva visto quella mattina le deviavano ancora la mente, facendole dimenticare tutta la rabbia e il dolore che avrebbe dovuto provare per Ikki. Ma mentre quel pomeriggio era stata turbata e sconvolta da quello che aveva visto, ora che aveva parlato con l’uomo, non si sentiva più così imbarazzata verso di lui.
Davvero, pensò mentre scivolava nel sonno, Hatake Kakashi era un uomo piuttosto sensuale…
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The Window
FanfictionWritten by SilverShine, go check the original story on fanfiction.net Primi 11 capitoli tradotti da eveyzonk (e parzialmente da me) Tutto ebbe inizio in quell'imbarazzante mattinata, per colpa d'un ritardo. Sakura aveva sempre voluto vedere Kakashi...
