3. Upon the old swing 3/3

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Kakashi guardò l’orologio.

Quindici minuti di ritardo.

Beh, meglio tardi che mai. Bussò vigorosamente alla porta e osservò la strada, alla ricerca di eventuali spettatori. Ma a quella tarda ora della notte la strada era silenziosa. L’unico movimento veniva dalle lanterne e i rami degli alberi che ondeggiavano.

La porta si aprì. “Kakashi-san, sei in ritardo!” Ayame lo ammonì scherzosamente.

“Sono stato trattenuto,” disse amichevolmente. “Comunque, bello il biglietto.”

“Avevi detto che la segretezza era importante,” disse lei, facendosi da parte per farlo passare. “È tutto pronto in salotto.”

“Preparata, eh?” esclamò. “L'ho sempre apprezzato in una donna.”

Si fermò all’ingresso del salotto e diede un’occhiata. Il padre di Ayame – che aveva sicuramente un nome, ma che Kakashi conosceva solo come l’uomo del ramen – era seduto nella poltrona a leggere un libro. Kakashi gli fece un cenno gentile prima di fissare i suoi occhi sul pianoforte nell’angolo della stanza.

Ayame seguì il suo sguardo. “Di che si tratta, comunque? Perché hai bisogno d'imparare a suonarlo?”

“Una missione,” sospirò, spingendosi le mani in tasca.

“Quando?”

“Il mese prossimo.”

“Riuscirai davvero a padroneggiarlo prima di allora?”

“Sì,” non c’era nessuna traccia di modestia nella sua voce. “Ho solo bisogno di vederti suonare una melodia per una volta, e sarò in grado di suonarla.”

“Beh…” Ayame sbatté le palpebre perplessa. “Cominciamo allora.”

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