5. Exchanges by roadside 2/4

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Il viaggio verso Asahi sembrò passare più velocemente della scorsa volta. L'ultima volta Sakura era rimasta in uno stato di shock per aver visto Kakashi... in quel modo, con quella donna. Allora aveva camminato dietro gli altri, lottando tra l'incapacità di guardare verso lui e l'orribile fascino che le rendeva impossibile distogliere lo sguardo. Questo viaggio, tuttavia, fu molto più tranquillo. Parlò con Naruto dell'imminente unione della Casata principale e quella Cadetta degli Hyuuga, e della festa che ne sarebbe seguita poco dopo. Tutti erano invitati, ma Naruto era indubbiamente l'ospite d'onore, per essere parzialmente responsabile della riconciliazione delle due casate. Sakura ascoltò Naruto divagare sulla festa, e Hinata, tutto questo intercettando gli sguardi furtivi di Kakashi.

"Vieni alla festa, Kakashi-sensei?" gli chiese Naruto.

"Forse," rispose vagamente. Sakura non pensò fosse un animale da feste.

Quando arrivarono al villaggio delle miniere d'oro, si divisero nelle stesse squadre della volta precedente, e le strade si divisero. Ecco così iniziata la lunga, noiosa attesa, immersa in un fosso sporco, in una giornata afosa, con le cicale che frinivano incessantemente nel suo orecchio. Sakura sospirò e guardò verso la strada, sperando che i ladri si affrettassero ad attaccare. Non aveva intenzione di tornare un altro giorno e riaffrontare una giornata simile un altra volta.

Kakashi non era visibile dalla sua posizione. Immaginò che fosse in un fosso dall'altro lato, leggendo uno dei suoi libri ma tenendo un orecchio in allerta per qualsiasi suono insolito. Sakura fece volare via dai suoi capelli degli insetti eccessivamente amichevoli e prese una delle lucenti foglie di rododendro che camuffavano leggermente la sua postazione. Era dannatamente annoiata. Annoiata e incuriosita; Kakashi era lì e forse non era appropriato parlottare durante una missione importante, ma non c'era davvero nulla di cui preoccuparsi.

Sollevò un dito verso il suo orecchio e premette il bottone di collegamento sulla sua radiolina. "Sensei?"

"Che succede?" irruppe la voce di Kakashi nel suo orecchio. "Sentito qualcosa?"

"No, sensei. Mi stavo solo chiedendo una cosa..."

"Sì?"

"Perché Kimura Yoshi?"

Ci fu una lunga pausa prima che la radio gracchiò di nuovo. "Sai, sono sicuro di aver avuto questa conversazione ieri."

"No - sono davvero curiosa," disse lei velocemente, mordendosi il labbro. "Perché lei? È il tuo tipo o qualcosa del genere?"

"Il mio tipo?" lo sentì dire, sembrava quasi sorpreso. "Non ho davvero 'un tipo'..."

Sakura scacciò un'altra cicala dal suo braccio. "Beh, allora..." cominciò pensierosa. "Ci dev'essere stato sicuramente qualcosa che ti ha attratto. Cosa ti piace di lei? Non può essere stato solo per il sesso, vero?"

Silenzio.

"Vero?" chiese di nuovo, con un po' più di espressione nella voce.

"È indubbiamente brava a letto," rispose Kakashi vago.

"Sensei!" scattò lei. "Sei davvero così superficiale?"

"Penso che abbia una fronte molto carina, non credi?"

"No," rispose lei cupamente.

"E ha sempre un buon'odore. Mi è sempre piaciuto questo in una donna."

"Davvero?" Sakura si annusò le ascelle e tormentò il suo labbro ancor di più. "Cos'altro?"

"È alta. È sempre una cosa in più."

Colpita! Sakura non era esattamente alta, diciamo che era nella media, ma non alta. Avrebbe indossato dei tacchi, ma anche un completo imbecille saprebbe quanto potesse essere una cattiva idea indossarli quando passavi la maggior parte del tuo tempo correndo, saltando e arrampicandoti sugli alberi. Perché tutti gli uomini sembravano preferire le donne alte? Probabilmente questo spiegava perché a lei toccavano sempre gli scarti. "Cos'altro?"

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