Sakura era un enigma. Un enigma avvolto nell’innocenza e condito da uno strato esterno di follia fottutamente assurda.
A dirla tutta, era interessante. La metà del tempo non sapeva dire se volesse gridargli contro o adularlo. Dopo che l’aveva beccato con Yoshi, si era chiesto se sarebbe riuscita a guardarlo ancora negli occhi, ma sembrava che lei non si fosse posta quel problema; non solo riusciva a guardarlo negli occhi, ma era anche presa da certe curiosità… Era una strana combinazione di ninfetta e ingenuità. Anche se arrossiva alle sue grezze battute come se fosse sconvolta che tali parole potessero uscire dalla sua bocca, continuava comunque a porgli domande molto personali. E lo intrigava a non finire.
Poteva comportarsi come la mite e pura Hyuuga Hinata, ma in lei sembrava esserci una tigre con una tale bramosia da poter competere con quella di Anko Mitarashi. In verità, era del tutto possibile che Sakura fosse una schizzofrenica (beh, chi non lo era?), in quanto Kakashi poteva ricordare d’aver visto la vera Sakura (quella creatura affamata che le dimorava dentro) uscire fuori, alcune volte – che si trattasse di scagliarsi contro Naruto e i suoi stupidi scherzi, o di combattere quasi letteralmente con i denti e gli artigli per proteggere i suoi compagni di squadra. Ogni tanto quell’audace ego interiore faceva capolino, sfidando la percezione che Kakashi aveva di quella piccola e dolce ragazza efficiente. E poi, solo Sakura sapeva chiedergli se poteva provocare orgasmi alla gente con un solo sguardo, e farla suonare una domanda perfettamente ragionevole e innocente. Detto da chiunque altro, sarebbe suonato semplicemente sbagliato.
In lei c’erano una brava ed una cattiva ragazza unite in un’unica persona… o semplicemente due facce della stessa medaglia. O forse ancora, da qualche parte dentro Sakura, c’era solo una cattiva ragazza che moriva dalla voglia di uscire allo scoperto. Kakashi non poteva dire con certezza di capire la sua unica allieva. Era da tempo che giunse alla conclusione che lo scopo delle donne era quello di confondere gli uomini, e Sakura non faceva eccezione. Non c’aveva mai pensato specificamente, ma aveva sempre dato per scontato che le naturali tendenze romantiche di Sakura e la sua grande passione per l’amore (un’area di competenza che lei aveva spesso classificato importante quanto il ninjitsu) influenzassero direttamente la sua vita personale. E si sorprese di scoprire che Sakura, invece che la ragazza piena di passione che immaginava sarebbe diventata, era invece il tipo di ragazza la cui vita romantica e sessuale era eccitante tanto quanto guardare un'anziana signora lavorare a maglia.
Lui sapeva che lei voleva – e meritava – di meglio.
E gli interessava come stava. Gli interessava davvero. Solo che non sapeva come diamine l’avrebbe potuta aiutare. A parte consigliarle la giusta direzione per trovare alcuni ragazzi con buone qualità, non c’era molto che potesse fare, e comunque, Kakashi non era neanche molto entusiasta all’idea.
In ogni caso non era affar suo, pensò, con un altro boccone di pesce in bocca. I problemi di Sakura erano totalmente suoi. Perché si sarebbe dovuto preoccupare della sua situazione quando c’era un panorama così stupendo da ammirare?! Era divinamente pacifico lassù, sul monumento degli Hokage, dove Kakashi si era felicemente nascosto nell'orecchio del suo vecchio sensei.
C’era un nido di uccelli pieno di falchi neonati che stridulavano (si trovavano più o meno sulle basette del Quarto), ma non era di troppo fastidio. Mentre loro si godevano il loro pranzo, Kakashi si godeva il suo. Era una giornata bellissima, il sole splendeva, il cielo era di un profondissimo azzurro nontiscordardimé, e i cittadini di Konoha da lì non erano nient’altro che piccole formiche indaffarate.
Quando finì il suo pranzo, Kakashi spolverò il resto di esso dalle sue dita e dai suoi pantaloni e si sdraiò nel timpano del suo sensei. Il suo orologio gli disse che aveva ancora un’ora prima dell’allenamento, quindi qual'era il modo migliore per ingannare il tempo di un pisolino pomeridiano con uno dei suoi libri Icha Icha sul viso per tenere lontano il bagliore del sole?
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The Window
FanfictionWritten by SilverShine, go check the original story on fanfiction.net Primi 11 capitoli tradotti da eveyzonk (e parzialmente da me) Tutto ebbe inizio in quell'imbarazzante mattinata, per colpa d'un ritardo. Sakura aveva sempre voluto vedere Kakashi...
