Listen to me

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era febbraio. a scuola stava filando tutto liscio, i primi compiti e le prime interrogazioni erano andate e stavano per iniziare i corsi pomeridiani. il professore di latino e greco aveva proposto alla mia classe un corso di scrittura creativa organizzato da lui stesso. pensai subito di aderire e insieme a me lo fecero altre mie compagne, tra cui Gayle che era ormai diventata la mia migliore amica. questo corso mi interessava molto perché mi è sempre piaciuto scrivere anche se non penso di essere mai stata realmente brava, ma magari facendo pratica chissà. da grande vorrei diventare una giornalista, mi affascina da molto come mestiere e, perché no, un giorno potrei entrare in questo mondo.
mi divertivo molto a questo corso, sia perché era una scusa per legare di più e passare più tempo con i miei amici e sia perché il professore era davvero bravo. ci faceva scrivere su tracce a primo impatto improbabili ma anche molto interessanti e ci faceva allenare la mente. essendo abbastanza timida però non sempre me la sentivo di leggere a tutta la classe ciò che scrivevo e questo mi faceva sentire un po' a disagio. questo corso mi servì sia ad aprirmi un po' di più, sia a scoprire una persona, Emily.
questa ragazza all'inizio mi era sembrata molto timida e chiusa, un po' come me ma forse leggermente di più, quindi non avevo avuto modo di conoscerla e neanche di parlarci più di tanto. un pomeriggio, durante una lezione di scrittura creativa, il professore decise di metterci in gruppo e mi ritrovai anche insieme a lei. dovevamo inventare una storia e tirando fuori le varie idee di tutti la vidi sclerare, iniziò a parlare a vanvera e capii che c'era qualcosa che non andava. arrivata la pausa, nonostante parlassimo davvero molto poco, le chiesi se fosse tutto okay e le dissi che per qualsiasi cosa io l'avrei ascoltata e così iniziò a parlare e parlare facendo mille esempi e cercando di spiegarmi una situazione senza però scoprirsi troppo, poi mi ringraziò per averla ascoltata. amo ascoltare, è il mio hobby preferito, mi piace sapere cosa pensa la gente e come vede le cose, mi piace sapere i punti di vista altrui per confrontarli con i miei, starei ore ed ore con una persona qualsiasi solo per sentirla parlare, anche di cose stupide. penso che ascoltarsi sia essenziale in qualsiasi tipo di relazione che sia di amicizia, d'amore o tra genitori e figli e credo di saperlo fare abbastanza bene.
Emily in quel momento aveva solo bisogno di qualcuno che la ascoltasse, infatti, tornata in classe, stava molto meglio e si vedeva. da quel momento iniziammo a parlare sempre di più e a confrontarci per determinate situazioni. iniziammo ad aprirci a vicenda. io le raccontai di una mia "cotta" di quel periodo per un nostro compagno di classe, Dylan, mentre lei mi parlò di una sua situazione un po' più delicata. in pratica, si era presa una cotta per la sua migliore amica, Grace, purtroppo non era ricambiata. la ragazza aveva paura di essere giudicata quindi per lei, nonostante avessimo già raggiunto un intesa, fu difficile parlarmene, le dissi ovviamente che non l'avrei mai fatto, poteva essere se stessa con me. ammetto però che a primo impatto la cosa mi colpì leggermente ma non perché le piacesse una ragazza ma perché non l'avrei mai pensato di lei. mi era subito sembrata molto introversa si, ma non pensavo nascondesse una cosa simile. all'inizio non sapevo come muovermi perché per me era una cosa nuova ma poi mi spiegò meglio la situazione e cominciai ad aiutarla e ad ascoltare sempre di più tutti i suoi punti di vista. purtroppo quando mi fece conoscere Grace mi accorsi che era una persona davvero molto gelosa. io ed Emily avevamo già stretto parecchio e alla sua migliore amica non andava molto bene, ma a me non importava molto perché tanto sapevo che era una brava persona e le voleva bene, questa era l'unica cosa che contava.
passava sempre più tempo e il loro rapporto era entrato in crisi perché con il fatto che Grace sapeva cosa provasse l'amica per lei si stavano allontanando, litigavano spesso ed Emily, dopo aver capito che la cotta era passata, voleva mollare. ho sempre visto la loro amicizia come un qualcosa di vero, troppo vero per finire così. non so come spiegarlo ma in un certo senso neanche io, che conoscevo entrambe da poco, riuscivo ad immaginare una senza l'altra, si volevano troppo bene. non amo intromettermi nelle liti degli altri, specialmente perché non sopporto che gli altri si intromettano nelle mie, ma questa volta era davvero necessario, quelle due dovevano parlare e soprattutto ascoltarsi. cominciai quindi a riempire la testa di Emily con "te ne pentiresti" e "vi volete bene", molti " pensaci" e infiniti "parlatene". alla fine riuscii a convincerla a parlarle e finalmente chiarirono. a Grace non andavo ancora a genio, ma non era necessario, non ancora.

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