JESSICA
«Beh, è stato...»
«Intenso?» rise Niall, il suo braccio avvolgeva ancora fortemente la mia vita mentre fuggivamo dalla folla e entravamo nel lussuoso atrio dell'hotel.
Non sapevo il nome di quel posto ma si sarebbe dovuto chiamare Hotel Ricchi del Cazzo oppure qualcosa riguardante i soldi perché non sapevo come le persone potessero permettersi di pagare questo posto.
Per le persone normali sarebbe costato una gamba o un braccio, invece per Niall probabilmente non era niente. Non che fosse una cosa negativa; il suo lavoro rendeva le persone felici e per questo sarebbe dovuto essere ricco come J.K. Rowling.
Era ricca, vero? Ricca come la regina, avevo sentito dire. Se lo meritava. Harry Potter è amore. Harry Potter è vita.
«Jessica, mi hai sentito?» l'altro braccio di Niall mi circondò completamente, avvolgendomi in un lento abbraccio. Aveva un odore misto di salvezza e pericolo, lo amavo.
«Uh, si» tossii io, alzando lo sguardo verso di lui. «Ti stavo ascoltando»
«Allora cos'ho detto?» fece un sorrisetto, sapendo che mi aveva beccata.
Come avrei potuto ascoltarlo quando ero praticamente accecata da tutte quelle cose dorate in quell'atrio? Il pavimento era di marmo, le pareti avevano delle linee dorate e i lampadari sembravano valere più della mia vita.
Non ero mai stata in un luogo così distante e bello, nonostante mio padre fosse benestante. Lui non mi aveva mai pagato niente che non fossero i miei antidepressivi. Ma non avrei lasciato che l'assenza dei miei genitori mi portasse via questa esperienza.
Ero con Niall, non loro, e non avrei voluto niente di diverso.
«Hai detto...» mormorai. «Louis è qui. I miei sensi da ragno sono in allerta. Vorrei avere il suo culo...»
«È esattamente quello che ho detto, ben fatto»
La risata spensierata di Niall tuonò attraverso l'atrio precedentemente silenzioso.
La receptionist ci guardò e sorrise. Ovviamente Niall era l'unico che stava ridendo in quella landa di snob.
«In realtà ti ho detto che andremo nella stanza così possiamo --» lo bloccai emettendo un grido emozionato.
«Quindi possiamo incontrare i ragazzi!» mi coprii la bocca mentre un'onda di imbarazzo mi invase. Sembravo una fangirl di dodici anni.
«Hai appena strillato?» Degli sbuffi di risate sfuggirono dalle sue labbra perfette ed io brontolai. La mia fronte colpì la sua spalla mentre cercavo di nascondere il mio viso lì.
«Smettila di ridere di me» gemetti io.
«Aw, sei troppo tenera, Jessie». Diede un colpetto alla mia testa. «Andiamo»
Spostandomi un braccio, mi guidò attraverso l'atrio fino ad arrivare agli ascensori.
«Quindi,» iniziò, mentre premeva un bottone per salire. «Com'è stato?»
«Com'è stato cosa?»
«Incontrare le fan» disse. «So che sarebbe potuto essere un po' più soffocante, ma te la sei cavata molto bene»
«Erano molto simpatiche» risposi. «A parte una o due ragazze che mi hanno domandato chi cazzo fossi, le altre sono state dolci»
«Allora non sono belle persone» affermò. «Avrebbero potuto chiederlo in maniera più educata»
«Amico, hai passato troppo tempo con Harry». Stavo ridendo quando l'ascensore arrivò al nostro piano.
Ci avviammo, da soli. Nessuna guardia di sicurezza, nessun occhio indiscreto, solamente noi due. Era bello.
«Il mondo non è un bel posto, Niall» continuai. «Non lo è»
Niall mi mise il broncio. Assomigliava a un bambino di sei anni che non aveva ottenuto quello che voleva. Sembrava così giovane e innocente, apparentemente inconsapevole nel modo più bello che ci potesse essere.
«Beh, dovrebbe esserlo» dichiarò, spingendomi ancora più vicino a lui e stringendomi forte da dietro.
Non ero mai stata circondata dai ragazzi, o da chiunque altro. Ero sempre sullo sfondo, obbligata ad osservare come tutti gli altri avevano degli appuntamenti e poi rompevano, si baciavano e litigavano. Anche se non invidiavo le conseguenze che derivavano dall'uscire con qualcuno, avevo sempre desiderato gli abbracci e l'affetto. Chi non lo vorrebbe? Avere qualcuno (un ragazzo o chiunque altro) che ti abbraccia forte e ti vuole, solo te, perché pensa che sei meravigliosa, sarebbe la miglior sensazione del mondo, anche se queste relazioni durassero solamente fino all'ora di pranzo.
Desideravo ardentemente la sensazione di essere voluta, non nel senso romantico del termine, ma solamente qualcuno, chiunque, che mi volesse. Volevo un amico perché lo consideravo l'amore più puro che esisteva.
Gli amici ti scelgono. Ovviamente non devono stare con te, cosa potresti mai dargli? Non li baci e non li ami nel modo in cui ameresti il tuo partner. Non sei obbligato a dargli nulla ad eccezione di ricordi e risate. Ma loro restano al tuo fianco e ti vogliono bene. Non devono dirlo, te lo dimostrano. Gli amici ti abbracciano perché vogliono che tu ti senta bene, per confortarti. Gli amici ti fanno ridere fino a che non ti fa male lo stomaco e hai le lacrime agli occhi. Le amiche poi ti aiutano con i ragazzi carini e ti sollevano il morale quando le cose vanno di merda. Ti comprendono. Gli amici, quelli veri, restano con te fino al tuo ultimo respiro e anche oltre. È il legame più forte che ci sia.
Era tutto ciò che volevo e tuttavia, pensai mentre sentivo le braccia di Niall che mi proteggevano, sentivo che ce l'avevo. Avevo un amico.
Amici. Era quello che eravamo. Ecco tutto.
Cosa dovrebbe volere un bel pezzo di manzo come Niall da una ragazza come me?
Amici: mi sarei adeguata.
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Anonymous || n.h. | Italian Translation
FanfictionLa storia appartiene a @samemistakes__ . ** Lei era @anonymous_ Lui era @whocares_ Lui scriveva testi di canzoni. Lei scriveva citazioni di libri. Lui usava il suo account per nascondersi dalla propria popolarità. Lei usava il suo account per nasc...