Butters rimase paralizzato per qualche istante, il respiro gli si era bloccato in gola mentre una miriade di pensieri scorrevano veloci nella propria mente.
«C-cosa inten-» Prima che potesse finire la frase, sentì una mano posarsi sulla propria spalla.
«Ehi, con chi stai parlando?»
Trasalì istintivamente per poi voltarsi, il suo cuore aveva preso a battere rapidamente. «Ecco io...-Guardò dietro di sé con la coda dell'occhio, prima di portare lo sguardo sul ragazzo. Era scomparso.-Con nessuno,-si sforzò di sorridere passando una mano trai capelli-Ti... Serve qualcosa?»
Kenny lo squadrò con aria sospettosa.
«Mh, non proprio, credevo solo volessi un po' di compagnia, dato il modo in cui sei scappato... Sicuro sia tutto apposto?» insistè notando l'agitazione del ragazzo.
Butters si riscosse tirando un respiro profondo. «Si è tutto Okay-Si sistemò il maglione con aria vagamente assorta, riportò gli occhi azzurri in quelli dell'altro con uno strano sorriso ad aleggiargli sul volto-Senti, devo andare alla sede centrale, vuoi venire con me?»
«Alla sede centrale? Ti ci manda Cartman?»
Il sorriso del più piccolo si allargò «Ovviamente!» Affermò iniziando ad incamminarsi.
★★★
Kenny sospirò sistemandosi il cappuccio, sentendo strillare per l'ennesima volta, si trovavano sul treno, da qualche minuto ormai e il bambino dietro di loro non faceva altro che piangere. Aveva voglia di farlo smettere, ma, per lui, non era decisamente una buona idea farsi notare.
Butters infilò una mano nella tasca del suo zainetto contando ben tre caramelle, le tirò fuori indeciso sul da farsi, il singulto che sentì lo fece voltare. Calde lacrime avevano ricominciato a rigare le guance paffute del piccolino. Sentì la salivazione ridursi a zero mentre istintivamente racchiuse le caramelle in un pugno.
«Ehi-Si fece coraggio e si appoggiò allo schienale del sedile rivolgendogli un piccolo sorriso-Come mai piangi?»
Il bambino tirò su col naso. «Ho perso un giocattolo» Borbottò rimanendo imbronciato.
«Mh... Io non ho un giocattolo, però ho delle caramelle, ne vorresti una?»
«No.»
«Sicuro sicuro? Guarda che sono buone, ne ho una al limone, all'arancia, fragola...» Asserì mostrandogli i dolcetti.
Il bambino lo guardò incuriosito allungando la manina verso di lui, ma prima ancora che potesse avvicinarsi Butters chiuse la sua in un pugno.
«A-ah, non chiedi il permesso alla mamma?»
La donna che fino ad allora lo aveva osservato in silenzio sorrise guardando il viso speranzoso del proprio figlio, annuì lentamente per poi rivolgere un'occhiata al biondo che si decise ad aprire la mano.
Fragola. Il più piccolo prese la caramella rivolgendogli un flebile grazie.
Butters si rimise seduto composto prima di infilare le mani nelle proprie tasche.
I bravi bambini non piangevano mai.
★★★
«Ci hai messo poco per farlo smettere» asserì Kenny osservando il ragazzo mentre rovistava tra le varie scartoffie nel cassetto. In risposta ottenne solo un mhmh. Disinteressato.
«Cosa stai cercando?»
Sospirò appoggiandosi allo stipite della porta venendo nuovamente ignorato. Da quando erano arrivati in quella stanza Butters non aveva aperto bocca se non per produrre suoni indefiniti, giusto per fargli capire che lo stesse ascoltando o almeno, era quello l'intento.
«Senti Kenny?» parlò finalmente.
«Si?»
«Ti dispiace aspettarmi qui? Sai-Giocherellò con la tessera che aveva tirato fuori dal cassetto-Devo andare agli archivi ma,-Lo osservò facendo una piccola smorfia-dubito che ti facciano entrare...» a dire la verità non sapeva neanche se avrebbero fatto passare lui.
Il più grande sbatté le palpebre un po' perplesso. «Si... D'accord-»
«Grazie! Non dare troppo nell'occhio!» la risposta fu veloce e immediata e Butters si era praticamente già volatilizzato.
Si fermò di fronte alla porta prima di guardare l'ora sul display del cellulare. Magari era ancora in tempo.
Afferrò la maniglia abbassandola lentamente, la porta emise uno scatto prima di mostrare la figura di una donna che lo guardò in malo modo.
«Non puoi entrare adesso, torna domani.» disse cercando di richiudere la porta.
«La prego, ci vo-» il biondo la bloccò prontamente.
«No.»
«È solo pe-»
«No.»
«Mi dia s-»
«No. Parliamo la stessa lingua per caso?»
Butters esitò qualche istante, rimuginando sull'unico modo per convincerla che conosceva.
«Mi manda Eric Cartman»
Vide la donna irrigidirsi.
Lo squadrò con aria incerta e quasi seccata. Aveva già avuto modo di relazionarsi con quel soggetto, sapeva per certo, che evitare problemi con lui era la cosa migliore. Sbuffò lasciando il passaggio aperto.
«5 minuti.»
Il biondo sorrise entrando velocemente. «La ringrazio signora, gentilissima!» la sentì mormorare qualcosa, probabilmente un insulto, non se ne curò troppo andando subito a cercare la lettera di cui aveva bisogno. Ovvero la T.
Aprire gli infiniti cassetti si era rivelato più semplice del previsto, grazie alla tessera che gli aveva fornito Bebe. Non aveva la più pallida idea del perché avesse così tanti accessi ma, era più che certo, che non era normale. In quel momento si limitò soltanto a ringraziare che funzionasse perfettamente.
Mise finalmente le mani su ciò che stava cercando. Controllò la data dell'ultimo aggiornamento riguardante la cartella di Tweek. Prese un respiro profondo prima di aprirla. Fece scorrere velocemente lo sguardo fino a fermarlo sul rigo che gli interessava.
Stato attuale: Vivo.
Il respiro gli si bloccò in gola, allora non stava mentendo. Ma dove lo avevano portato?
E se Tweek era vivo, poteva esserlo anche Craig?
Scattò una foto al codice situato sul retro della cartella, rimettendola immediatamente a posto. Per sua fortuna i due ragazzi avevano il cognome con la stessa iniziale, perciò non ci volle molto prima di trovare anche la cartella del moro. Si ritrovò leggermente spiazzato quando però, la trovò totalmente vuota.
«Biondino, tempo scaduto, fuori!» trasalì sentendo la voce proveniente dall'ingresso, sospirò rimettendo tutto in ordine prima di uscire. C'era qualcosa che non andava e, probabilmente, l'unica persona che aveva una risposta era quella che meno sopportava. Magnifico.
Long time no see!
Sono malaticcia perciò vi beccate l'aggiornamento in pieno orario scolastico :3 (mi annoio si)
La smetterò di scrivere solo di Butters, ve lo prometto XD
Prima di tutto vorrei scusarmi per la narrazione poco fluida di questo capitolo. Non so perché ma non riesco a scriverlo meno spezzettato, non odiatemi troppo. :')
Seconda cosa, mi dispiace per le lunghe assenze. ^^'
Passando alle cose serie, il pensiero del biondo: "i bravi bambini non piangevano mai." L'ho tratto dal capitolo (di Butters per l'appunto) nella raccolta di One-shot di: thedarkiti. Mi piace troppo e boh, se avete tempo e voglia date un'occhiata, non ve ne pentirete. u.u
Lilith
02/10/18
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Shylar | South Park
Fanfic~Non giudicare sbagliato ciò che è diverso~ Tratto dal capitolo 15 «Ciò che è diverso fa paura è?» «Diverso?-Assottigliò lo sguardo con aria vagamente divertita-Voi non siete diversi, siete dei mostri. Vi uccideremo dal primo all'ultimo. Non vincera...
