POV Yoongi
A quanto pare dobbiamo tornare subito a lavoro. Ma perché doveva scoprire qualcosa proprio oggi che era il nostro giorno libero?
Ho detto ai due ragazzi di mettere i vestiti sui termosifoni così si sarebbero asciugati più in fretta. Leggeranno sicuramente il messaggio, non appena usciranno dalle docce.
Jimin però non avrà tempo di farsela, mi dispiace ma non può andare in ufficio se è bagnato fradicio.
Vedo che è abbasta in ansia e che si sta torturando le labbra tra le dita
«Vieni con me Jimin.» gli dico mentre gli faccio segno con la testa verso la porta.
Lui mi segue subito e usciamo dalla mia cucina.
Giriamo due angoli vuoti e ci troviamo davanti alla mia camera da letto, di solito la chiudo a chiave ma oggi me ne sono dimenticato. Apro la porta con un semplice gesto e vedo l'espressione stupita di Jimin.
«Questa è... è la tua camera?» chiede guardandosi intorno come se fosse in un museo.
Mi viene in mente solo adesso che non ho mai fatto vedere la mia stanza a nessuno che non sia stato un mio parente. Jimin è il primo.
Non che io sia egoista o altro, solo che di solito non ho molti ospiti a casa.
Non ho molti oggetti personali, ma quelle poche che ci sono molto importanti. La camera è quasi completamente in bianco e nero, escluso il marrone del legno e il grigio del ferro.
Annuisco con fare disinvolto. Mi chino per prendere un asciugamano dal cassetto e, mentre è ancora girato ad ammirare la stanza, glielo poso in testa.
Lo vedo sussultare un attimo, allunga le braccia per prenderlo e nel farlo mi sfiora delicatamente le dita.
Se lo strofina un po' sui capelli per togliere un po' di gocce d'acqua e poi si gira a guardarmi.
Noto che suoi vestiti sono ancora zuppi e non ha tempo di farli asciugare, così raggiungo il mio armadio e apro le ante alla ricerca della cosa più piccola che posseggo. Non so la sua taglia, ma sicuramente è più piccola della mia.
«No no hyung, non-»
Ma io ho già preso una mia camicia e un paio di pantaloni e glieli ho messi in mano. Li guarda per qualche secondo e poi sospira affranto.
«Non voglio lamentele. Non puoi andare a lavoro così.» lui sembra essersi arreso all'evidenza e mi ringrazia.
Si guarda intorno com fare spaesato e noto un colorito rosso sulle sue guance. Capisco al volo e comincio a sentirmi alquanto imbarazzato. Non c'è problema dato che siamo due ragazzi, ma siamo adulti e potremmo avere comunque le famose "reazioni". Poi per quanto mi riguarda, Jimin non è affatto male, anzi.
Mi schiarisco la gola e cerco una scusa plausibile per andarmene da quella situazione di tensione.
«Vado a vedere se gli altri hanno fatto.»
Lo vedo annuire e girarsi, mentre io mi reco in corridoio.
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🚧 Bulletproof 🚧
Action• TAEKOOK • YOONMIN • NAMJIN Sette agenti dell'agenzia investigativa bulletproof si trovano con un caso in mano. Un capo, un medico, un interrogatore, uno scienziato, due agenti, un cecchino. Imprevisti sul campo, ferite, risate, delusioni e la nas...
