Proof

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POV Jimin

«Sono le 8:30, vi sembra questa l'ora di arrivare?!» urlo ai miei due colleghi che sono arrivati solamente adesso. Non li sopporto quando fanno così: sono degli agenti federali e non possono permettersi, a differenza di Hobi, di fare ritardo.

«Tra 2 minuti abbiamo una fottuta riunione e voi pensate di arrivare ora?!» gli dico puntandogli un dito contro.
Yoongi dà un occhiata all'orologio da polso e annuisce.
È appoggiato alla mia scrivania da mezz'ora ormai, abbiamo parlato di un po' di tutto. È difficile che sia Min Yoongi a far visita a te e non il contrario, anzi penso che non lo faccia con nessuno. Mi sento onorato quando lo fa. Ovviamente quando viene da me, si accerta prima che non ci siano i miei colleghi. La prima cosa che fa per iniziare la conversazione è chiedermi se ho già bevuto il caffè.

Jungkook mi guarda in modo terrorizzato, mentre Taehyung ridacchia. A lui i rimproveri entrano da un orecchio e escono dall'altro, non hanno alcun tipo di effetto.
Appendono le giacche sull'appendi abiti e vanno a recuperare le loro borse.

«Lasciali in pace, magari hanno avuto un notte turbolenta.» sussurra Yoongi al mio orecchio, mentre mi da un colpetto al fianco con il gomito, le mie guance bruciano. Pervertito.
Taehyung si tinge di un rosso acceso e fa cadere il telefono per terra dalla distrazione.

[...]

«Ci sono 54 telecamere in tutta la scuola, ma una è stata manomessa.» Dice Namjoon mentre posa sul tavolo una telecamera bianca, di quelle che si appendono vicino ai negozi per sorvegliare la strada. Non ci sono crepe, è intatta, è solo stata hackerata quindi.

«Sappiamo che la vittima è stata uccisa tra le 13 e le 14, orario di chiusura della scuola.»
Dice serio e Seokjin lo precede, concludendo la frase.

«Quindi l'ha uccisa prima dentro la scuola e poi l'ha fatta uscire. Proprio dalla parte senza telecamere.»

Quindi significa che è anche entrato dalla stessa parte.

Questo qua è un fottuto genio. Anzi no, uno psicopatico.

«I possibili testimoni arrivano domani.» dice Yoongi. Toccherà a lui fare tutto il lavoro domani.
«Ma se non hanno visto l'assassino che facciamo?» chiede dopo.
Questo serial killer sembra un fantasma, agisce senza spargere panico e senza essere visto. Se nessuno nessuno lo ha visto dentro l'istituto significa che ha qualche complice all'interno, altrimenti non si spiegherebbe.

«Interroghiamo questi prima, poi controlleremo tutte le telecamere del quartiere.»
dice Namjoon, mentre Yoongi si lascia cadere sulla sedia: da quando è diventato interrogatore non ha mai fatto tanti interrogatori per un solo caso prima d'ora.

«Se anche quelle vicine al luogo dell'omicidio sono danneggiate significa che non agisce da solo.» dice Jungkook. Namjoon annuisce e dopo proclama finita la riunione.

Tutti i miei colleghi prendono le proprie valigette e si recano fuori dalla sala, io prendo il corridoio a destra con Taehyung e Jungkook.

«Perché stamattina avete fatto tardi?» chiedo tranquillamente, senza tutta quella rabbia che avevo prima. Devo ammettere che forse me la sono presa troppo.
«Stamattina sono venuto qui alle cinque e Taehyung mi ha accompagnato a prendere un caffè.»
spiega Jungkook, grattandosi la nuca.

È la prima volta che sento che hanno passato del tempo insieme, e Jungkook adesso mi sembra molto più spontaneo con lui. Annuisco.
Mi dispiace un po' per averli rimproverati...

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