POV Jungkook
Stamattina sono il primo ad arrivare in ufficio: sono le 05:00.
Stanotte non ho dormito quasi per niente, inoltre avevo parecchi fascicoli da firmare. Con il nuovo caso, il lavoro e le responsabilità raddoppiano senza che tu ci possa fare niente.
Sento che la stanchezza sta arrivando solo adesso e non durante i miei tentativi nel prendere sonno.
Le macchinette dove di solito vado a prendere il caffè sono chiuse e in giro non c'è anima viva.
È passata un ora e riesco a sentire i primi rumori di movimento in tutto l'edificio. Saranno gli addetti alle pulizie, e i rifornitori delle macchinette. Non ho fatto niente fin ora, ho solo fissato lo schermo del mio computer nero.
D'un tratto dei passi si avvicinano sempre di più alla porta del mio ufficio.
Mi concentro su di essi e, come guidato da un istinto animale, faccio un balzo dalla sedia.
A quest'ora nessun agente entra in ufficio, e su questa sezione c'è solo la mia squadra.
Raggiungo la mia giacca e ne estraggo la pistola. Mi avvicino lentamente alla porta e aspetto che venga aperta.
Non appena vedo una figura umana mi avvento su di essa, la spingo con la mano libera e la attacco al muro.
Gli afferro il colletto con la sinistra e con l'altra tengo la pistola salda vicino al suo collo.
«Jungkook...»
Mi accorgo solo adesso che è Taehyung.
Non ci posso credere, ho veramente puntato la pistola a lui? Che idiota.
A stento trattiene una risatina, mentre io mi rendo conto che siamo parecchio, troppo vicini. I suoi occhi si posano sulla pistola e poi sulle mie labbra. Inconsciamente faccio lo stesso, mi riprendo solo quando vedo il bagliore furbo nei suoi occhi. Mi stacco e ritorno alla scrivania per posare la pistola.
Lui continua a ridere, mentre io mi siedo e mi massaggio le tempie. Ho bisogno di un maledetto caffè.
Taehyung la smette presto e avanza verso di me. Noto che ha ancora quel sorriso quadrato sulle labbra, ma anche lui ha delle occhiaie.
Poco evidenti, ma ce le ha. Sono le 6 del mattino anche per lui.
«Caffè?» mi chiede, mentre sporge la mano nella mia direzione.
La guardo e poi risalgo verso il suo viso, dicendogli che le macchinette sono chiuse a quest'ora.
Ma Kim Taehyung è uno che non si scoraggia mai.
«E chi ha mai parlato di macchinette.» Dice solamente, prima di prendermi il polso e tirarmi fuori dall'ufficio.
[...]
Alla fine ce l'ha fatta.
Kim Taehyung mi ha letteralmente trascinato fuori dall'edifico, passando su pavimenti appena lavati e attraversando col rosso a tutti i semafori. Non ho mai ricevuto così tanti insulti in vita mia.
A due isolati dalla Bulletproof si trova un'ottima caffetteria: mi ci portava qualche volta anche con Jimin, quando non avevamo niente da fare. Ho la sensazione che da oggi non ci tornerò più tanto spesso.
Taehyung non mi ha lasciato la mano per tutto questo tempo, quasi avesse paura che me ne andassi via. Nei primi minuti avrei voluto farlo, ma poi mi sono arreso.
In effetti, non gli ho mai dimostrato la mia amicizia verso di lui, sono sempre quello che si lamenta per i suoi scherzi e rifiuta sempre i suoi aiuti. Ma alla fine è questo che fa: continua a starmi vicino. È stato il primo a prendermi sotto la sua ala protettiva quando sono arrivato qui ed io... mi sono comportato da egoista.
Tutte le volte che mi sono comportato in modo freddo con lui perché non sopportavo il suo carattere sempre allegro. Le volte in cui rifiutavo il caffè che mi porgeva gentilmente solo per orgoglio. Le volte in cui gli rispondevo male, quando lui voleva solo salutarmi...
E non mi ricordo un solo giorno in cui io gli abbia chiesto scusa. Lui non mi ha mai risposto male o ignorato e non ha fatto niente per meritarsi tutto questo risentimento da me, assolutamente niente.
Ma che cazzo ho fatto.
Mi fermo nel bel mezzo del marciapiede, a quest'ora non c'è praticamente nessuno.
Taehyung si gira confuso nella mia direzione e mi guarda con aria interrogativa.
Tiro la sua mano nella mia direzione e non appena si avvicina lo stringo in un abbraccio.
È rigidissimo, come un pezzo di legno. Non se lo aspettava e neanche io francamente, ma non posso continuare a comportarmi così.
Dopo poco si scioglie e, timoroso, prova a ricambiare l'abbraccio. Mi viene una stretta al cuore pensando a quante volte ho rifiutato un abbraccio amichevole da parte sua e che quindi ora abbia timore a sfiorarmi
Lo stringo a me ancora di più.
«Grazie Taehyung.»
Pk cazzo sto piangendo
...Stellina? 😞⭐️...
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🚧 Bulletproof 🚧
Acción• TAEKOOK • YOONMIN • NAMJIN Sette agenti dell'agenzia investigativa bulletproof si trovano con un caso in mano. Un capo, un medico, un interrogatore, uno scienziato, due agenti, un cecchino. Imprevisti sul campo, ferite, risate, delusioni e la nas...
