History

2.8K 189 9
                                        


POV Taehyung   

«Dai Taehyung, raccontami!» mi prega un'altra volta Jungkook, mentre mi scuote energicamente. Ci siamo seduti sul marciapiede e io ho fatto l'errore di citare i miei primi giorni da agente. So che nessuno dei nostri colleghi gli ha mai parlato della propria vita e quindi capisco anche la sua curiosità.

«Ma è lunga...» mi lamento, sperando di fargli cambiare idea, ma niente, è irremovibile. Mi arrendo al mio duro destino e comincio tutto daccapo.

Gli racconto tutto, anche i dettagli e lui non sembra annoiato anzi, ha gli occhi fissi sulle mie labbra e la bocca schiusa. Fa uno strano effetto devo dire.

Gli racconto del mio incontro caotico con Jimin, che era qui da più tempo di me. Avevo scambiato la sua scrivania per la mia e avevo poggiato i piedi sul suo pc. Per poco non era svenuto.
Della faccia preoccupata di Namjoon non appena capì che ero capitato nella sua squadra, dei pigiama party tattici organizzati nel laboratorio di Hoseok e delle sgridate di Seokjin mentre mi medicava le ferite dai combattimenti corpo a corpo. Infine di come conobbi Yoongi in ospedale mentre era in riabilitazione dopo l'intervento e di come stupii Namjoon rischiando la vita in uno scontro.

Su questa parte non mi soffermo sui particolari, perché mi fa ancora un po' male ricordare.
«Hai rischiato la vita? Quando?»
La sua innocenza mi fa sorridere: passa dall'agente coraggioso a un bambino curioso in meno di cinque minuti.

«Proprio durante il mio primo caso.»
Dico accennando un finto sorriso, per poi mandare giù un grosso nodo in gola. Mi ascolta rapito.
«Quel bastardo mi aveva chiuso in una casa con 5 cecchini dentro.»
Jungkook mi guarda terrorizzato, come se gli stessi raccontando una storia di paura.
«Mi sono buttato dalla finestra del primo piano. Ho rotto il vetro e sono finito nei cespugli.»
dico mentre sento che la mia voce comincia a tremare.
La schiarisco un po' per togliere quell'effetto fastidioso e continuo sotto lo sguardo penetrante di Jungkook.
«Sono rimasto lì in mezzo per due ore, mentre i pezzi di vetro mi si conficcavano nella pelle.»

Il mio collega non accenna a dire una parola, mi fissa e basta come se per lui io fossi un libro e mi stesse leggendo con interesse.

«Mi trovò Yoongi, stava andando in ufficio di corsa e passava di lì.» Dico, rivolgendo lo sguardo alla fine della strada, verso Jimin e Yoongi.
«Mi ha notato subito e, nonostante fosse uscito da poco dall'ospedale, mi portò in braccio fino alla Bulletproof, dove Seokjin mi medicò.» Lì conobbi la parte più umana di Yoongi, non mi sarei aspettato quella preoccupazione nei miei confronti.

Jungkook non sa cosa dire, glielo leggo in viso. Distoglie poco alla volta lo sguardo da me e lo porta sul marciapiede difronte a sé. Apre a tratti la bocca come un pesce, cercando le parole più giuste da usare, che però non riesce a trovare. Come biasimarlo.

Dopo pochi secondi si gira di scatto verso di me e urla: «TAEHYUNG, IO-»
Io lo zittisco immediatamente mettendogli una mano sulla bocca: ci stanno guardando tutti, porca miseria.

🚧  Bulletproof  🚧La tua prossima ossessione. Scoprilo ora