«mi sposerò con Milkovich»
Silenzio, solo silenzio.
Delle risate nervose si alzarono per la stanza ma alla vista della mia espressione seria sparirono.
«dimmi cosa ti passa per quella fottuta testa?» a parlare per primo fu ovviamente Alex
«ve l'ho detto è stata una decisione importante da prendere, ho pensato al proteggervi » guardai tutti
«siamo tutti grandi e vaccinati abbastanza per guardarci le spalle da soli, dovevi pensare a te non a noi» mi guardò Lucas con un'espressione indecifrabile
«non ho avuto scelta»
«c'è sempre una scelta Alissa» parlò Lia con gli occhi puntati su di me
«c'è sempre un'altra soluzione, potevamo risolvere questa cosa insieme» si intromisi Meredith cercando di calmare suo fratello e i nostri amici
«non puoi sposarti con quel verme» sbottò d'improvviso Jackson
«cercate di ragionare tutti, siete la mia famiglia non posso permettere che me la riporti via, io di certo non vi farò far del male soltanto per salvare la mia vita»
«io lo ammazzo quel figlio di puttana» rise Eric che ancora non si era intromesso andando a passo spedito in cucina e afferrando le chiavi della sua macchina
«fermo Eric, cosa pensi di concludere usando la violenza?» lo fermò Meredith
«vuoi parlare proprio tu Mer? lasciami passare sei una spia, torturi e sequestri le persone e ora dici a me di non utilizzare la violenza» la superò
«Eric ragiona, ci starà aspettando magari fuori il vicolo per farci tutto fuori proprio perché si aspetta una reazione del genere. Se vai da lui e lo provochi, uccidi qualcuno, rompi il suo locale a lui non gliene fregherà niente perché starà aspettando il momento migliore per azzannare» continuò a mettersi davanti a lui
Osservai Cole alzarsi ed uscire fuori sbattendo con forza la porta d'ingresso.
«Cole» urlò Meredith
«dove stai andando adesso?» disse LucasParcheggiai la mia auto davanti l'entrata del suo locale, sorpassai e buttafuori e mi diressi direttamente alla porta del suo ufficio, caricai la pistola e aprì la porta entrando.
«perché la stai obbligando?»
«ciao anche a te Byers» sistemò le carte che aveva tra le mani
«è stata lei che ha accettato io non ho fatto proprio niente e l'ha fatto proprio per salvarvi la vita, che amici ingrati» mi guardò con le mani unite mentre scuoteva la testa
«e poi se mi ci fai pensare credo che sarebbe davvero un brava moglie»
I miei lineamenti si irrigidirono al solo pensiero di ciò che gli stava passando per la testa ed un pugno gli arrivò dritto in faccia, si voltò alzando le sopracciglia e cacciando sempre con aria tranquilla un fazzoletto dalla tasca che gli pulì il sangue.
«che carino che sei a preoccuparti per lei, sei con un altra ragazza e continui a pensare a lei tanto che hai paura di perdere la tua bambolina ma non ci sono problemi da oggi sarò io a prendermi cura di lei»Erano le quattro del mattino ed erano passate svariate ore da quando Cole era uscito, ero in costante pensiero per lui. Spensi il fumo quando sentì dei rumori provenire dal piano di sotto, arrivai nel bel mezzo della stanza trovando Cole con il viso pieno di lividi, l'alito che puzzava d'alcool e gli occhi rossi.
Corsi verso di lui alzandolo da terra e posandolo sul divano, percorsi il corridoio andando a prendere dell'ovatta e del disinfettante. Iniziai a pensare alla reazione avuta all'ora di pranzo e se si fosse ridotto così per questo.
«a che pensi bambolina?» la sua voce mi fece distrarre dai miei pensieri
«niente d'importante» sorrisi
«ecco fatto adesso sei apposto» tolsi leggermente l'ovatta dallo zigomo
«come ti sei fatto questo e perché sei ridotto in questo stato?» risi sedendomi accanto a lui che era ancora sdraiato, senza nessuna risposta si alzò posando la testa sulle mie gambe, i nostri visi erano illuminati soltanto dalla luce della luna ed i nostri occhi si incrociarono
«dopo quello che hai detto, sono andato dal russo e gli ho chiesto perché avesse fatto questo alla mia bambolina e lui ha detto che non era più la mia ma la sua, lì mi sono incazzato e gli ho tirato un pugno, poi sono andato in un pub molto carino e ho bevuto due bicchieri e mi sono fatto una canna, anzi forse anche di più» spiegò gesticolando in modo strano
Sorrisi involontariamente a quello che aveva appena detto, rimanendo comunque curiosa del perché lo avesse fatto.
«beh puddin onestamente non credo che fossero solo due bicchieri e una canna» lo presi in giro scuotendo la testa
«ripetilo» disse con tono serio
«non credo che»
«non questo, il modo in cui mi hai chiamato»
Dopo attimi di silenzio pronunciai quel nomignolo che tanto gli piaceva iniziando ad accarezzargli i capelli.
«mi fai impazzire bambolina»
«anche tu puddin, anche tu» sussurrai buttando la testa indietro

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No love songs
Romance❛L'odio ha sempre fatto parte della loro vita ma la fortuna era sempre dalla loro parte, non si sono mai arresi e mai si arrenderanno. L'amore che regna tra i loro corpi e tra le loro menti è più forte di qualunque altra cosa e non c'è scampo per ch...