Inizialmente quando entro in casa la trovo immersa nel silenzio ma poi, avvicinandomi al terrazzo trovo mia madre ed Edward seduti al tavolo a chiacchierare.
«Ei, com'è andata con la coach?» mi chiede subito mia madre girandosi a guardarmi
«Oh...» mormoro presa alla sprovvista, non pensavo tirasse subito fuori il discorso «È andata bene, vorrebbe organizzare un tour del college per questo venerdì essendo che le lezioni iniziano la settimana prossima..»
«Di già la settimana prossima?»
«Ti devo ricordare cos'è successo negli ultimi mesi?» dico acidamente ma senza rendermene conto «Non fosse successo nulla avrei la borsa di studio per allenarmi e non per allenare»
«Ivy, è un passo importante quello che stai per fare» si intromette Edward parlando con pacatezza «Tua madre sta cercando di chiederti se sei sicura di voler andare già al college o se è meglio prenderti un anno sabbatico per rimetterti al cento percento»
«Voglio cambiare aria, non lo avete ancora capito? Non ce la faccio più a stare qui, a vedere voi che siete sempre a controllare ogni minima cosa che faccio, al fatto che non posso più allenarmi e anche per Darius... perché si ci sto ancora male e non credo che la supererò presto se ogni singolo posto in cui vado mi ricorda lui okay?»
Mi appoggio di schiena alla ringhiera del terrazzo e li fisso in attesa di una loro risposta.
«Ivy capisco che stai male, davvero, ma credi che sia la soluzione migliore quella di fuggire dai problemi?» parla mia madre passandosi le mani sulle ginocchia ripetutamente «Ti ho sempre detto che scappare dai problemi non li fa andare via, te li fa dimenticare per un po' ma saranno sempre li a bussare alla tua porta quando meno te lo aspetti»
«Mamma per favore.. è la cosa che mi sento di fare ora»
Sto per scoppiare a piangere dal nervosismo, me lo sento che accadrà tra poco, lo so.
«Posso proporre una cosa senza che tu mi uccida?» chiede Edward a mia madre, lei annuisce e sospira «Venerdì andiamo a vedere il college, vediamo com'è il posto e com'è la coach e come si trova lei davanti a quella realtà, se le dovesse piacere la farai andare»
«E se non le dovesse piacere? A questo non ci pensi?» borbotta guardandolo male
«Se non mi dovesse piacere torno a casa e mi troverò qualcosa da fare, un lavoro»
«Ho una sola condizione» dice lei dopo un momento di riflessione e non so perché ma so che quello che mi dirà non mi piacerà affatto «Voglio che tu veda uno psicologo, se dici di stare male e non ne vuoi parlare con noi parlane con uno psicologo»
«Ma sei seria?» sbotto «Non ho mai detto di non volerne parlare con voi, con i gemelli e Zack parlo solo di quello ed è anche per questo che voglio andare via di qua. Voglio andare in un posto dove posso pensare ad altro e non a tutta questa merda perché qui penso solo a quello che mi è successo e a Darius»
«Penso solo a questo e non ce la faccio davvero più, ho raggiunto il mio punto di rottura e ho bisogno di andare via» le ripeto per la seconda volta «Mamma ti prometto che starò attenta, cercherò pure di fare amicizia e poi sono a LA posso sempre chiamare Dus e Debbie o Josh e Nathan»
Sto cercando di convincerla in tutti modi, sto cercando di farle capire che sto bene e che andrà tutto bene perché dopo tutto quello che mi è successo cosa può andare storto? Voglio andare in un posto dove non mi conosce nessuno, dove ci sono milioni di persone che ci abitano e che non mi conoscono. Dove ci sono persone che non sanno né chi sono né cosa mi è successo.
«Perché non vuoi provare a fare qualche seduta?» prova ancora a convincermi
«Devo dire di si affinché lo dica anche tu?»
«Vedo che ci capiamo signorina» dice ridendo sotto ai baffi, maledetta odio quando fa così
«Quindi posso dire alla coach Reed che andiamo?»
«Andiamo dove?» domanda Isaac salendo le scale che portano giù in giardino
«Tu da nessuna parte, pidocchio» gli rispondo facendogli la linguaccia
«Io? Pidocchio?» mormora assottigliando lo sguardo «Adesso te la faccio vedere io»
Con un movimento veloce mi carica sulla spalla, scende le scale e si butta con me in piscina mentre Edward e la mamma se la ridono a crepapelle.
«Dove andate?»
«Venerdì mi accompagnano a LA, vado a vedere la UCLA» dico a bassa voce avendo paura della sua reazione perché lui reagirà male, eccome se reagirà male
«Ah... uhm... Sono contento per te»
Ecco lo sapevo... Aspetta cosa? Credo di essere diventata sorda a causa del tuffo.
«Puoi ripetere per favore? Credo di aver capito male»
«Ho detto che sono contento per te»
Mi butto addosso a lui e lo abbraccio ma finiamo di nuovo sott'acqua e quando ritorniamo a galla, mentre lui sputacchia l'acqua della piscina, io rido perché sono felice. Per una volta non ha fatto scenate e ne sono davvero felice.
«Si ma vedi di tornare a casa o ti vengo a prendere per i capelli»
Ed eccolo tornato, era troppo bello per essere vero.
«Ho degli amici a LA» inizia e io lo blocco subito mettendogli una mano sulla bocca per farlo stare zitto e non fargli dire la cagata dell'anno
«Non azzardarti a dire a qualcuno dei tuoi amici di venire a controllarmi perché in quanto è vero che sono tua sorella gli metto le mani al collo e poi torno qui a darti il resto» lo minaccio sorridendo «Io ti ho avvisato»
«Tanto non mi farai nulla»
«Si come quella volta che mentre dormivi ti ho rasato la testa?» gli ricordo e lui immediatamente si mette le mani sui capelli per protezione «Ricordati che l'allievo supera sempre il maestro»
Gli faccio l'occhiolino ed esco dalla piscina per andarmi a fare la seconda doccia della giornata e a mettermi il pigiama.
il prossimo capitolo potrebbe essere l'ultimo ma ci sto ancora pensando😊
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Unbearable
Lãng mạnDue ragazzi completamente dediti allo sport riusciranno a trovare del tempo anche per altro? «Sei insopportabile!» esclama lui guardandomi dall'alto in basso Se mi squadra un'altra volta dalla testa ai piedi gli infilo su per il culo la sua amata pa...
