Chapter 30: It's Important

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Credo di non aver mai visto Lottie così in ansia senza saperne il motivo, è da quando sono entrata in palestra che mi sta evitando come la peste e non ne capisco il motivo... Che sia perché non le ho ancora detto ciò che io e suo fratello, Darius, ci siamo detti prima che partisse?

«Ti vuoi concentrare?!» mi sbraita contro Fefè, la coreografa
«Scusa.. Ho altro per la testa..»
«Si vede, tutto okay a casa?»
«Per una volta nella mia vita non è quello il problema» le dico facendola ridacchiare «E non dire ragazzi perché nemmeno quello è il motivo»
«E allora cos'è che ti affligge?»
«Lottie mi evita da questa mattina e non ne capisco il motivo» mormoro riprendendo a perfezionare le gran volte
«Magari è una giornata no»

Lo spero..

«Dawson nel mio ufficio!» urla dal corridoio Katie

L'unica che si gira verso Lottie sono io ma lei invece di ricambiare la mia occhiata abbassa lo sguardo e va verso Katie. È successo sicuramente qualcosa, ci metto la mano sul fuoco che non mi brucio.
È la mia migliore amica da una vita, so quando lei nasconde qualcosa e questa è una di quelle volte. Spero solo che non sia niente di grave...

«Io ho finito per oggi»
«Allora domani riprendiamo da qui, va bene?» mi domanda Fefè

Annuisco e corro nello spogliatoio a cambiarmi, oggi è il compleanno della mamma e sta mattina ho chiesto a Katie se avrei potuto allenarmi solo fino alle due per questo motivo e lei per fortuna, Dio mi ha assistito ne sono sicura, ha acconsentito senza lamentarsi.

Unknown

Unknown
Sono qui fuori, muoviti


Eh?

Finisco di legarmi le scarpe ignorando il messaggio ricevuto, magari avranno sbagliato numero, metto il borsone in mano e dopo aver controllato di non aver dimenticato qualcosa esco dallo spogliatoio e successivamente dal palazzetto.

«Quale parte di muoviti non ti era chiara?» si lamenta qualcuno facendomi prendere un colpo al cuore e alzare la testa di scatto

Maximilian?

«E tu cosa ci fai qui? E come hai avuto il mio numero?» gli chiedo a raffica facendolo sbuffare innervosito
«Sono appoggiato a questa macchina da un quarto d'ora e tu invece di ringraziarmi mi chiedi come ho avuto il tuo numero? Incredibile!»

«Mi hanno mandato i gemelli essendo che finiscono tra mezz'ora, io ho finito di lavorare poco fa e il tuo numero me lo ha dato Theo» mi risponde «Ora sali in questa dannata macchina?»
«Anche perché Isaac non te l'avrebbe mai dato il mio numero»

Maximilian si stacca dalla carrozzeria dell'auto, fa il giro e sale al volante mentre io mi accomodo sul sedile del passeggero con il borsone poggiato, tra i piedi, sul tappetino.

«Isaac è troppo possessivo nei tuoi confronti»

Mi giro verso di lui confusa, so che è possessivo nei miei confronti ma perché dirlo?

«Lo so da anni, non c'è bisogno che me lo faccia notare anche tu sai?» sbotto

«Hai pranzato?»

Questo ragazzo si che è strano.

«Se stai per dire si e hai mangiato delle barrette ti prendo a sberle» mi avvisa
«Allora no e non azzardarti a commentare... Non avevo molta fame»

Maximilian invece di proseguire verso casa entra in un parcheggio che rimane sulla sinistra e scende dalla macchina invitandomi a fare lo stesso e a seguirlo.

«Ma dove stiamo andando?!» mi lamento «Non possiamo andare a casa?»
«Stiamo andando a pranzare» si gira e inizia a camminare all'indietro
«Guarda che so cucinare eh»
«E chi se ne frega, voglio mangiare qui con te e non rompere»

Quando sento il qui con te rimango un attimo perplessa ma poi osservo lui che è tranquillo come se non avesse detto niente e che si è fermato in mezzo alla strada ad osservare me e la mia faccia stralunata.

«Oh, tutto bene?» mi chiede sventolandomi una mano davanti alla faccia
«Si... Andiamo?»

***

Dopo aver mangiato in quel posto di cui non ho capito il nome torniamo a casa e io salgo in camera per farmi la doccia e cambiarmi.

«Ivy! Apri!» urla Theo sbattendo la mano contro alla porta della mia stanza facendomi alzare gli occhi al cielo

«Che vuoi?»
«E vestiti!» urla lui appena vede che l'unica cosa a coprirmi è l'asciugamano «Max non ha acqua calda ed essendo che noi ci dobbiamo ancora lavare mi chiedevo se...
«Per forza qui?»
«Gli altri bagni sono occupati e quello giù non ha la doccia» mi informa «Ti do cinque verdoni»
«Dieci»

Tira fuori i soldi dal portafoglio e non gli lascio il tempo di passarmeli che glieli prendo dalle mani e gli dico di far salire il suo amico. Ma non poteva venire lui e far andare quell'altro a lavarsi nel suo bagno, no eh?

Mi infilo velocemente il reggiseno, una maglietta a caso e dei pantaloncini prima di far entrare Maximilian.

«Il bagno è lì, quando hai finito bussa alla porta» istruisco indicandogli la porta
«Una fettina di culo non la vuoi?»
«Ancora grazie che ti faccio usare il mio bagno, lavati e non rompermi l'anima»

Lui si chiude in bagno e io mi piazzo davanti all'armadio indecisa se mettere dei pantaloni neri o il vestito che mi avevano regalato i gemelli tempo fa.. Quasi quasi faccio la ragazza elegante e mi metto il vestito.. Ma sì per una volta non muoio mica.

Lo metto velocemente per evitare che quel pirla apra la porta senza avermi avvisato che ha finito di lavarsi e poi vado alla ricerca delle plateau nere che, in teoria, dovrebbero essere in fondo all'armadio ma in pratica non ci sono. E devo anche piastrarmi i capelli, e ovviamente la piastra dov'è? In bagno! E in bagno chi c'è? Maximilian! Di male in peggio.

«Ivy, apri! Devo chiederti una cosa»

E ora che vuole?

«Isaac che c'è?»
«Ma come siamo belle!» si complimenta con me «Questa o que.. E lui che cazzo ci fa in camera tua?»
«Gesù Cristo» impreco girandomi a guardare quell'imbecille di Maximilian in boxer intento ad asciugarsi i capelli con un asciugamano, nel bel mezzo della mia stanza doveva farlo vero?

«So di essere bello però non fissatemi così tanto»
«Ivy che diavolo ci fa in camera tua?» mi chiede Isaac guardando malamente il suo amico
«Era senza acqua calda ed essendo che ero l'unica ad aver finito gli ho fatto usare il mio bagno» gli spiego cercando di farlo calmare «Non è successo nulla, te lo giuro»
«Ti vuoi andare a vestire cazzo? Non credo che tu abbia bisogno del suo bagno» sbotta mio fratello spostandosi di lato per far passare il suo amico

«Sta tranquillo, non abbiamo fatto nulla» gli assicura poco prima di uscire dalla mia stanza con la sua roba

Isaac borbotta qualcosa sotto voce che non riesco a capire e se ne va così come è arrivato.

Parlano tanto di noi ragazze che siamo difficili da capire ma anche loro non scherzano.

Chiudo la porta e mi siedo sul letto per controllare se Lottie mi ha scritto e in effetti lo ha fatto..

Lottie✨

Lottie✨
So che oggi è il compleanno di tua madre e avrai altro a cui pensare ma devo parlarti

Lottie✨
È importante

Perché ho la sensazione che non mi piacerà ciò che mi dirà?

UnbearableDove le storie prendono vita. Scoprilo ora