Ha iniziato a tuonare e non riesco a riprendere il sonno.
Prendo il telefono poggiato sul comodino vicino al letto e guardo l'ora.
5.35
Perfetto, mi sono svegliata due ore prima del suono della sveglia. Scorro tra le notifiche e noto un messaggio da un numero non salvato in rubrica, ci penserò più tardi.
Mi alzo dal letto, apro la porta della camera e mi dirigo, cercando di non far rumore, in cucina per bere un bicchiere d'acqua.
Una volta preso un bicchiere dalla mensola, apro il frigo e tiro fuori una bottiglia d'acqua, tolgo il tappo e ne verso un po' per poi rimetterla nel frigo.
«Anche tu sveglia sorellina?» mi chiede Theo
«Si.. La mamma è tornata?»
«Non lo so.. Dopo che tu te ne sei andata in camera, io ho fatto lo stesso quindi non saprei»
Annuisco e finisco il contenuto del bicchiere per poi posarlo nel lavandino.
«Vuoi venire con me in un posto?»
«Dove?» chiedo incuriosita
«Mettiti qualcosa di comodo okay? Ti aspetto» risponde e solo ora noto che è vestito con dei pantaloncini che usa per giocare a basket e una felpa
Senza rispondere mi dirigo nella mia stanza e apro l'armadio. Prendo una felpa di nostro cugino Johnny e dei leggins neri, indosso il tutto, metto le scarpe da ginnastica e torno in salotto dove mi aspetta, seduto sul divano, Theo.
«Occhio alla porta, se ci becca Isaac ci uccide» sussurra prendendo le chiavi dell'auto
Una volta in macchina, Theo l'accende e inizia a guidare verso una meta a me sconosciuta.
«È tanto lontano?»
«Non molto» risponde
Annuisco e rimetto la testa sul finestrino ma ciò è destinato a durare poco perché il mio telefono inizia a suonare.
La scritta papà lampeggia sullo schermo e sbuffo.
«Non rispondi?»
«Se lo merita?» gli chiedo mostrandogli la schermata
«Non si arrenderà finché non gli risponderai»
«Io non voglio averci a che fare né con lui né con la sua nuova famiglia» borbotto incrociando le braccia al petto, io con lui non ci voglio parlare lo deve capire.
«Siamo arrivati»
Slaccio la cintura, apro la portiera e sbuffo quando riconosco il luogo in cui siamo.
«Seriamente mi hai portata da Conor?» borbotto seguendolo fino alla porta di casa
«Dobbiamo parlare»
«Suona va»
«L'ho già fatto»
«Oh c'è anche la bambolina» dice maliziosamente Conor dopo aver aperto la porta
Dopo essere entrata in casa mi vado a sedere sul divano dove ci trovo il cane, Duke, dormiente.
Beato lui che può dormire.
Ma perché ho accettato di seguirlo?
«Ivy andiamo»
Usciamo di casa ma quando sto per aprire la portiera del lato passeggero Conor mi ferma e mi intima di andare dietro, povero piccolino non vuole stare dietro tutto solo buh.
«Cos'è la tua amichetta non te la dà più?» lo provoco con tono tagliente
«Fatti i cazzi tuoi»
«Ho centrato il segno!» gongolo
«Ivy scendi» mi intima mio fratello, solo ora mi accorgo che siamo fermi davanti a casa
«Ma non voglio!»
«Tra un'ora hai la sveglia per andare in palestra, scendi.»
«Conor possiamo parlare un secondo?»
Ora me la paghi stronzo.
Titubante scende insieme a me dall'auto e senza dargli il tempo di formulare una frase gli piazzo una ginocchiata nei gioielli di famiglia.
«La prossima volta fai attenzione con chi ci provi e dove, io so sempre tutto»
Entro nel palazzo, prendo l'ascensore e salgo al secondo piano.
Inserisco la chiave nella serratura e facendo piano la giro aprendo poi la porta.
«Si può sapere dov'eri a quest'ora?» mi spaventa mia madre
Poso le chiavi sul mobiletto vicino alla porta e mi giro a guardarla, è seduta sul divano a braccia conserte con la testa girata verso di me.
«Sono andata a fare quattro passi»
«E Theo? Immagino che tu sappia dove si trova»
«E invece non lo so» ribatto
«Ivy non puoi continuare a fare come ti pare e piace!»
«Cos'avrei fatto di male eh?»
«In questa casa ci sono delle regole e se la cosa non ti sta bene quella è la porta!» urla facendo uscire dalla stanza un Isaac assonnato e confuso
«Perché urlate? E dov'è Theo?»
«Non stiamo urlando» dice la mamma
Si certo come no.
«Sta sera avete qualcosa da fare?»
«No... Perché?» biascica Issac
«Andiamo a cena fuori, ora lo dico pure a Theo così non prende impegni»
Vado in cucina, prendo delle fette biscottate insieme alla nutella e le poso sul tavolo per poi accendere la macchinetta del caffè.
«Anche per me il caffè» dice Isaac entrando in cucina
Prendo due tazze dal mobiletto sopra al lavandino e quando il caffè è pronto le riempo.
«Dove siete andati?» mi chiede a bassa voce il ragazzo vicino a me
«Mi ha portata da Conor»
«Ma quel ragazzo è idiota?»
«Gli ho piazzato una ginocchiata nei coglioni, la prossima volta che ci pensi due volte prima di provarci con una» dico soddisfatta di ciò che ho fatto
«Ancora non ho capito che ci hai trovato in quel ragazzo»
«Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace fratellone»
«Mi ha chiamato» rivelo dopo qualche minuto di silenzio
«Saranno due anni che prova a parlarti»
«Isaac» mormoro «Non gli voglio parlare, non dopo ciò che ci ha fatto»
Guardo mio fratello negli occhi e noto il dolore e la rabbia repressa che ormai ci sta divorando dentro da troppo tempo.
«So come ti senti, più di tutti, ma almeno prova a fare come faccio io.. Gli rispondo una volta ogni tanto e al massimo parliamo per tre minuti» mi propone
«Quello che voi vi ostinate a chiamare padre» inizio sentendo già il respiro affannato «Ha tradito la sua famiglia per un'altra, come cazzo avete fatto a perdonarlo? Non sa manco quanti anni abbiamo cristo santo!»
«Ivy..»
«Devo andare a prepararmi»
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Unbearable
Roman d'amourDue ragazzi completamente dediti allo sport riusciranno a trovare del tempo anche per altro? «Sei insopportabile!» esclama lui guardandomi dall'alto in basso Se mi squadra un'altra volta dalla testa ai piedi gli infilo su per il culo la sua amata pa...
