Chapter 32: Promise Me

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Penso che anche uno sconosciuto potrebbe capire che sono in ansia. Perché dico questo? Perché è la decima volta che sto facendo il giro del parco come una stupida.

Perché diavolo è in ritardo e non mi ha avvisata!?
Appena arriva gli lancio addosso qualcosa, tipo quella pietra vicino alla riva del laghetto.

Tutto quello a cui ho pensato ieri sera l'ho dimenticato a causa dell'ansia che ho e non va bene, spero solo di riuscire a fare una frase di senso compiuto.

«Sai, è stato divertente vederti fare il giro del parco diverse volte»
«Ma ti pare il caso?!» urlo con il cuore che batte veloce a causa dello spavento che mi ha fatto prendere sto rincoglionito, mannaggia a lui! «Tu mi stai dicendo che gli ultimi dieci minuti li hai passati ad osservare me che stavo girando come una stupida? Semplicemente perfetto!»
«Suvvia, non essere in imbarazzo» dice lui ridacchiando sommessamente «Ci andiamo a sedere da qualche parte?»

Durante gli svariati giri che ho fatto ho notato un tavolo da picnic lontano dagli schiamazzi dei bambini che giocano e che è anche vicino al lago, glielo indico e andiamo a sederci.

«Io...»
«Senti...»

Scoppiamo a ridere e poi, dopo esserci ripresi, lui mi incita a iniziare a parlare.

«Io volevo, prima di tutto, chiederti scusa per aver chiesto a tua sorella di dirti che non volevo sentirti... Ho sbagliato ma in quel momento credevo davvero di star facendo la cosa giusta..» dico fissando il tavolo, mi vergogno di aver fatto questa stronzata «Ero arrabbiata»
«Eri?»

E ora come glielo dico?
Come gli spiego tutto?

«Ho tratto le mie conclusioni in questi giorni» gli rivelo dopo un momento di esitazione «Mi sono detta che lo hai fatto per ripicca e mi va bene così, voglio credere che sia stato così»

Sto continuando a fissare il tavolo e credo che lui si stia arrabbiando e non poco.

«Io...»
«Puoi per favore guardarmi o chiedo troppo?» mi interrompe bruscamente Darius sbattendo le mani sul tavolo cosa che fa girare dei ragazzi seduti su una panchina poco lontano da noi «E voi che avete da guardare? Fatevi i cazzi vostri!»

«Ti sta dando fastidio?» mi chiede uno dei tre ragazzi ignorando le occhiate che gli sta lanciano Darius
«Parlo arabo? Ho detto che devi farti i cazzi tuoi»
«Si, tranquillo» lo rassicuro sorridendo «E tu smettila di fare il ciclato del cazzo, qui quella che ha il ciclo sono io e se mi gira prendo quella pietra laggiù e te la lancio addosso chiaro?»

«Voi spiegarmi cosa sta succedendo o no?»

Mi passo le mani sulla faccia non sapendo da dove cominciare, dopo aver preso un respiro incomincio a parlare.

«Credo di aver sbagliato tutto con te» mormoro guardandolo dritto negli occhi «Due anni fa mi piacevi davvero tanto e credevo che la cosa non fosse cambiata in questi anni anche se sono stata con Conor.. Pensavo non mi fosse passata, pensavo che ora che eri tornato potevamo stare insieme cosa che non successe due anni fa»

«Due anni fa mi hai spezzato il cuore, sono stata davvero male quando venni a sapere che saresti partito» butto fuori mentre mi asciugo freneticamente le guance con le mani «A Los Angeles e anche negli ultimi giorni ho pensato a noi due come coppia.. Prima sorridevo felice poi mi chiedevo se fosse davvero ciò che voglio e la risposta non era quella che mi aspettavo e non è quella che ti aspetti tu»

«Mi sarei dovuto svegliare due anni fa, ne sono consapevole e mi dispiace averci messo tanto ma avevo paura di non essere abbastanza e anche che non sarei tornato»

Il mio cellulare inizia a vibrare alla chiamata di Zack ma invece di rispondere blocco lo schermo.

«Perché non rispondi?» chiede Darius inarcando un sopracciglio
«Magari perché non è il momento? Ma che domande di merda fai?»

«Santo cielo Darius, ti morivo dietro! Se n'erano accorti pure i gemelli!»
«Ecco spiegato perché Isaac mi guardava male ogni volta»
«Ti ha sempre guardato male»

«Non è questo il punto» dico tirando su con il naso
«Quindi ti è passata?» mi chiede conferma e io a occhi bassi annuisco non avendo la forza di vedere nei suoi occhi la stessa tristezza che provai io l'ultima volta

«Posso dirti una cosa? Anche se sembrerà strano e credo anche fuori luogo?»

Annuisco alla sua richiesta guardando sempre altrove.

«Ti amo»

Quelle due parole mi fanno girare di scatto la testa verso di lui, l'ha detto davvero? Non è che me lo sono immaginata?

«Volevo che tu sapessi cosa provo per te anche se tu, ormai, non provi più niente.. Potessi tornare indietro farei tutto nel modo diverso...»
«Dar...» mormoro, non so davvero cosa dire.. Non mi aspettavo di certo queste parole

«Promettimi una cosa»
«Cosa?»
«Promettimi che andrai avanti.. Che se ti dovesse piacere qualcuno di non fermarti, di provarci... Promettimi di non chiuderti in te stessa, che non chiuderai gli altri fuori.. Voglio che mi prometti questo» dice facendomi scoppiare a piangere «Ti prego, promettimelo»

Mi alzo dalla panca, faccio il giro del tavolo e lo abbraccio forte piangendo nell'incavo del suo collo.

«Te lo prometto»

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