ED ECCOMI DI NUOVO QUI CON UN NUOVO CAPITOLO. SPERO VI PIACCIA.
Realmente, potevano due persone che si sono odiati e disprezzati essere amici? Potevano avere una vera amicizia?
Certamente, perché? Perché credo nell'amicizia. Però, c'era realmente amicizia tra di noi? Non posso lasciar perdere i baci che ci siamo dati, che noi abbiamo chiamato "errori" però quelli "errori" non si potevano dimenticare.
jimin si stava dando una rilassante doccia per poter andare poi dai suoi genitori, essendo che Yoongi gli aveva dato il permesso, non poteva perdere quella opportunità. Dopo essere uscito dalla doccia, si asciugò e si vestì. Dopo aver finito di prepararsi uscì dalla sua camera.
-Jimin, dove vai? – chiese Woozi che era in salotto ad accordare la sua piccola chitarra.
-andrò a casa dei miei genitori- disse con un sorriso.
-Ahh- disse Jihoon triste mentre tornava a fare quello che stava facendo.
Jimin era al punto di andarsene, però qualcosa nel suo cuore lo fermò, era che non poteva lasciare Jihoon solo, Yoongi era uscito e Tae non sapeva dov'era, era giorni che non sapeva niente di lui e questo era molto strano.
-Jihoonie- lo chiamò Jimin -non ti piacerebbe accompagnarmi dai miei genitori? Così conoscerai mio fratello e giocherai con lui- suggerì Jimin.
Al piccoletto gli si illuminò il viso dalla felicità con un enorme sorriso.
-certo che si Jiminie! – rispose felice.
Uscirono di casa i due insieme, Jimin con la mano in mano di Jihoon come se fosse un babysitter.
(...)
-Jiminie! Che sorpresa averti a casa figlio mio- disse la madre all'aprire la porta vedendo Jimin e il piccolo Jihoon.
-come stai mamma? – chiese Jimin mentre gli dava un forte abbraccio.
-molto bene... chi è questo bellissimo bambino? – disse mentre guardava il minore.
-lui è Jihoon. Min Jihoon, il figlio dei miei capi- lo presentò.
-ciao piccoletto, sei molto bello-
-grazie signora- la ringraziò il piccoletto con il suo meraviglioso sorriso.
-dov'è Kookie? – chiese Jimin.
-sono qui- disse Kookie mentre arrivava in sala da pranzo... con la sua sedia a rotelle.
Jihoon rimase a guardarlo, forse gli ha chiamato l'attenzione quando ha visto Kookie arrivare in sedia a rotelle non camminando come lui.
-mi hai abbandonato Minnie- si lamentò Kookie.
-sai che ho molto lavoro... voglio un abbraccio- si avvicinò al suo piccolo fratello e lo abbracciò con tutta la forza che aveva.
-chi è lui? – chiese Kookie mentre guardava Jihoon che era vicino a sua madre.
-lui è Jihoon, mi ha accompagnato perché vuole essere tuo amico. E spero che anche tu voglia-
-perché vorrebbe essere amico di un invalido? –
-che sei invalido non vuol dire che non possiamo giocare- disse Jihoon sorridendo.
-vedi Kookie? Non è così e datti l'opportunità di avere un amico-
-v-va bene... in camera mia ho alcuni con cui giocare, vuoi giocare con me? –
-certo- rispose Jihoon.
Jimin solo sorrise, vide come Jihoon prendeva la sedia a rotelle di Kookie e lo aiutava a dirigersi verso la sua stanza.
-e tu, come stai? – chiese sua madre.
-eh bene mamma. Prendiamoci un caffè abbiamo molto cose di cui parlare-
E cosi hanno fatto, si sono seduti a tavola, ognuno cona la sua tazza di caffè. Parlarono di diversi temi, parlarono dei sintomi di Jimin -perché era da alcuni giorni che aveva mal di testa- parlarono anche della riabilitazione di Kookie -che è domani nel pomeriggio- parlarono anche del tema Yoongi, e Jimin gli ha confessato che Yoongi gli piaceva e sua madre gli ha dato alcuni consigli per poter "avvicinarsi" a lui.
Poco dopo arrivò suo padre, e i tre insieme condivisero un buonissimo dolce preparato dalla madre anteriormente.
(...)
Jimin si alzò dalla sua sedia e andò verso la camera di Jungkook, lui e Jihoon giocavano molto amichevolmente, mentre costruivano torri di cubi che erano più alti dei due.
Era bello vedere come un bambino di soli 10 anni aveva una mentalità di un adulto di 20 anni, accettò suo fratello com'era. A quel bambino gli doveva molto...
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Un Semplice Impiegato
FanfictionPark Jimin è un ragazzo di 20 anni, umile e di buon cuore, decide di lavorare in una casa di ricchi, la casa dei Min. Una famiglia che si lascia trasportare dall'avarizia, l'apparenza e l'ambizione. Mai pensò che lavorare in quella casa sarebbe stat...
