𝑳𝒂𝒏𝒂
Come esseri umani, la nostra natura imprescindibile è quella di difenderci dagli attacchi estranei. Che sia il rifiuto di un organo trapiantato o l'infiltrazione di un patogeno, il nostro organismo tende ad attivare il proprio sistema immunitario non appena riscontra un potenziale pericolo.
Ci sono casi però in cui le difese che ci proteggono sono talmente forti da trasformarci in un ordigno a orologeria e basta poco perché ciò che sembrava parte integrante di noi diventi il vero nemico, portando il nostro stesso corpo a uccidersi da solo. Si chiama tempesta di citochine quando le mura che hai innalzato per proteggerti diventano la tua gabbia. E allora, quanto vale veramente la pena difendersi dagli altri se non sappiamo nemmeno difenderci da noi stessi?
Io avevo demolito qualsiasi muro alzato per Seth nell'esatto momento in cui avevo aperto gli occhi e mi ero risvegliata avvolta da un cumulo di lenzuola profumate di lui, della sua pelle, del suo ammorbidente; mi era bastato battere le ciglia per far tornare alla memoria i ricordi della serata precedente e nemmeno la consapevolezza di non essere stata in me mi aveva permesso di attenuare il grande senso di imbarazzo che mi aveva iniziato a raggrumare le interiora una volta svegliata. Rimasi per un po' abbracciata al cuscino morbido, inspirando intensamente l'odore delle lenzuola, e poi mi decisi a guardarmi intorno.
La camera da letto in cui mi trovavo, immaginai fosse l'unica presente all'interno dell'appartamento, rifletteva in modo quasi parsimonioso quella che avevo imparato essere la personalità di Seth. Una cabina armadio, delimitata da un'apposita porta, costellava la parete dal lato opposto rispetto a quella che invece portava al bagno, lasciata socchiusa a ricordarmi vagamente le mattonelle grigiastre in un momento di fervido calore corporeo. Rabbrividii al pensiero di come mi ero ritrovata in quel bagno solo la sera prima, anche se i ricordi erano confusi e si trasformavano in sospiri ciechi non appena mi sforzassi di ricomporli, c'era uno strano malessere che mi faceva contorcere il petto in battiti scombussolati quando lo spiraglio soffuso mi mostrava quell'angolo della vasca su cui ricordavo di aver poggiato la testa.
Mi decisi a mettermi seduta sul grande letto matrimoniale, il lato che non avevo occupato era rimasto intatto e immaginai così che avevo dormito da sola. Le pareti bianche, i colori tendenti al grigio e al nero dei mobili moderni che abbellivano la camera riflettevano minuziosamente il temperamento di Seth e ora che avevo avuto modo di testare la sua calma, non mi sembrò che ulteriormente adeguato alla sua personalità il modo in cui le pareti fossero rimaste prive di quadri o fotografie o anche solo di mensole.
La prima cosa che feci una volta alzata fu rendermi conto che non stavo indossando i miei vestiti e una leggera folata di brividi mi sciolse i nervi mentre le piante nude dei miei piedi si inoltravano in quella camera sconosciuta, afferrai una felpa lasciata appesa allo schienale di una sedia posta di fronte a una scrivania e la infilai senza curarmi del fatto che Seth avrebbe avuto qualcosa da ridire.
Osservare il mio riflesso nello specchio del bagno fu come proiettarmi in un corpo che non sentivo più mio, le occhiaie leggere, i capelli puliti, ma scompigliati perché asciugati male erano un pugno nell'occhio e poi mi sembrava di essere dimagrita in una notte sola, ma forse quella era solo colpa dell'enorme felpa che avevo appena rubato. Mi sciacquai la faccia, mi lavai i denti con lo spazzolino accuratamente lasciato sul bordo del lavandino a ricordarmi che era il mio e fu mentre mi piegavo per sistemare nel cassetto la spazzola con cui avevo appena tentato di ridimensionare i miei capelli che uno strano movimento richiamò la mia attenzione.
In quel frangente di distrazione, mi accorsi, abbandonando definitivamente la spazzola e chiudendo il cassetto, che un piccolo biglietto ripiegato era caduto da una delle tasche della felpa che stavo indossando. Mi accasciai a terra per poterlo afferrare e quando lo aprii curiosamente, rischiai di tagliarmi col bordo della carta per via della furia che ci misi nello spiegarlo.
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Chemical Hearts
Romance"Io ero un cuore selvaggio e lui era le costole che mi proteggevano, ma allo stesso tempo mi imprigionavano. Lui era ciò che più era capace di tenermi al sicuro, ma gli sarebbe bastato spezzarsi per trafiggermi." • VINCITORE WATTYS 2022 DISPONIBILE...
