𝑳𝒂𝒏𝒂
Seth aveva messo la bambina a dormire nella sua cameretta e io lo avevo atteso, seduta al bancone della cucina, per discutere di quelle che erano state le sue parole.
L'idea che, dopo tutto, Noah fosse ancora vivo mi aveva dato un briciolo di fiducia in più in quel processo contorto e contraddittorio che era la mia vita. Osservai Seth chiudere la porta incastrando la serratura con leggerezza, causando il minor rumore possibile con l'intento di non risvegliare Effy e mi persi a guardare la sua figura longilinea.
C'erano ancora tante cose di lui che mi attraevano prepotentemente ed erano le stesse che avevo imparato a conoscere con il tempo e con le abitudini, così a fondo da riuscire a percepirne lo stimolo dei miei sensi senza che dovessi realmente utilizzarli. Come la morbidezza dei suoi capelli, confusionari e tempestosi, ma mai annodati o crespi; come il peso dei suoi polpastrelli, la definizione agile dei movimenti delle sue mani, precise e avvolgenti, e se mi focalizzavo intensamente sul modo in cui il suo palmo si era avvolto attorno alla maniglia, riuscivo a ricamare sulla mia pelle brividi di un ricordo sensoriale, come una memoria epidermica che sarebbe stata capace di sapere dove si sarebbe posato ogni centimetro della sua mano se avesse scelto di tracciarmi il polso o il gomito; come le sue labbra espressive, anche mentre le inumidiva, lontane metri dalle mie, il sapore germogliante si affrescava sulla mia bocca quasi per osmosi.
Sapevo meglio di chiunque altro quanto dolore mi avesse causato, ricordavo ogni attimo del modo subdolo con cui mi aveva raggirata, ma allo stesso tempo non riuscivo ad avercela con lui. Perché ci sono persone che riescono a toccare i nervi più nascosti che possiedi e quando lo fanno, non puoi lasciarle andare, non puoi permettere loro di scindere quel legame profondo che vi unisce.
Ma bisogna accettare che alcuni legami possano spezzarsi per poterne creare altri, spesso anche più importanti.
Mentre io ero rimasta in pigiama, Seth non aveva ancora avuto modo di cambiarsi. Mi aveva tolto Effy dalle braccia solo una volta accertatosi che io stessi bene e che quel gesto non mi avrebbe offesa e si era occupato di portarla nella sua stanza, mentre io smaltivo la mia suggestiva crisi isterica. I pantaloni scuri gli fasciavano i fianchi con dolcezza e il gilet che indossava sopra la camicia gli esaltava il busto aderendo tanto da attirare la mia attenzione sotto il guizzare dei suoi muscoli.
«Forse dovremmo parlarne domani mattina», mi propose, facendosi avanti dopo aver superato il breve corridoio che dalle camere da letto portava al soggiorno e all'angolo cucina. «Dovresti riposare.»
«No, va bene.» Mi imposi immediatamente, ero certa che non sarei stata capace di dormire se non mi avesse dato una spiegazione soddisfacente alla constatazione che aveva fatto solo qualche momento prima. «Ho bisogno che tu sia completamente onesto con me, questa volta.»
Seth non si mise seduto accanto a me, ma si diresse verso i fornelli per mettere a bollire dell'acqua in un pentolino. Mi voltai così a osservarlo; sapevo che il mio aspetto trasandato e stanco suggeriva che fossi provata da quella serata, ma non volevo rimandare il discorso. Avevo bisogno di ricevere delle risposte concrete, soprattutto dopo tutto ciò che era accaduto tra noi.
Quando il fornello si accese, Seth si voltò a guardarmi per affrontare quel discorso nel tempo necessario per far bollire l'acqua. I suoi occhi si alzarono morbidamente su di me, le iridi grondavano emozioni tutte diverse, così contrastanti e allo stesso tempo sfumate tra loro da non permettermi di distinguerle. La sua voce bassa e profonda fece eco a quegli stessi sentimenti. «Credevo che la polizia avesse trovato qualcosa, mi hanno fatto domande riguardo l'intervento, ma Genesis mi ha avvertito che si stanno impegnando per non mettermi nei guai.»
«Vuoi dire che hanno capito qualcosa riguardo il trapianto?» domandai istintivamente, senza dargli modo di continuare.
Seth scosse la testa. «Ci sarebbero riusciti, forse, se non ci avessero pensato i servizi segreti.»
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Chemical Hearts
Romance"Io ero un cuore selvaggio e lui era le costole che mi proteggevano, ma allo stesso tempo mi imprigionavano. Lui era ciò che più era capace di tenermi al sicuro, ma gli sarebbe bastato spezzarsi per trafiggermi." • VINCITORE WATTYS 2022 DISPONIBILE...
