𝑳𝒂𝒏𝒂
Ero da sempre stata una persona emotiva, anche da bambina, come tutti i bambini direte voi, ma c'era qualcosa nella piccola Lana che sprigionava più sensibilità rispetto ai suoi coetanei. Crescendo, poi, la situazione è degenerata sotto questo punto di vista, perché per me le emozioni diventavano ogni volta che le provavo sempre più intense.
Non importava di quale sentimento si trattasse, li sentivo tutti mostrarsi come se l'intero cielo cercasse di riempire il mio gracile corpo svuotato. Si espandevano come batteri pronti a rilasciare tossine e quando il veleno arrivava a colpire anche la cellula più recondita del mio organismo, io mi sentivo straripare del mio stesso e fragile empireo di sensibilità.
E in quel momento, mentre mettevo piede in ospedale per affrontare il mio turno notturno consapevole che in realtà sarei potuta essere con Thomas, le mani avevano preso a tremarmi a partire dai polsi. Sentivo i tendini legati ai muscoli vibrare di collera, così profonda da farmi male dentro il petto, mentre la cassa toracica mi dava l'impressione di essersi ristretta di due taglie. Gli occhi asciutti presagivano già il nervoso pianto che sapevo a un certo punto sarebbe arrivato e mentre mi ripetevo canzonatoria nella mia testa che andava tutto bene, la verità era che stavo morendo di rabbia.
La rabbia era la più intensa delle emozioni che provavo e questo sapevo che non sarebbe cambiato mai, soprattutto se la ragione era la mia impossibilità di esprimermi e di potermi difendere dal dottor Murdock.
Riconoscevo la mia fragile insicurezza nel lasciarmi condizionare così a fondo da qualcosa che avrei dovuto semplicemente lasciare andare, senza permettergli di toccarmi in modo tanto reattivo da farmi mettere in dubbio la mia stessa natura atomica, ma era irremovibile l'immagine del dottor Murdock nella mia testa che si prendeva gioco di me ed era impensabile per il mio corpo di non reagire a tutte quelle reazioni a catena che mi portavano a sentire ogni fibra dei miei muscoli scuotersi come sotto l'effetto di un defibrillatore.
Sospirai pesantemente, mentre spalancavo la porta della camera da letto di Brooke Hastings e mi sistemavo la penna dentro il taschino della mia divisa.
«Ti vedo raggiante stasera, dottoressa», la sua voce allegra risuonò echeggiante tra le acque plumbee di cui era fatta la mia rabbia, tra le quali adesso annegavano le mie speranze.
Osservai la ragazza distesa sul letto, con il pancione in bella vista e un sorriso raggiante a contornarle le labbra piene, evidentemente divertita dal mio umore indispettito. I capelli rossastri le ricadevano fino al petto ed era bellissima anche nell'orribile camice che veniva fornito ai pazienti.
Feci il giro del letto, afferrando la cartella posta ai suoi piedi e iniziando a sfogliarla mentre prendevo posto sulla sedia al suo fianco. «Sta' zitta o ti costringo a partorire», mormorai.
Era stato inevitabile per me non stringere una certa intesa con Brooke, perché lei era così energica e solare e tremendamente simile a me che quando si era da subito rivolta nei miei confronti con confidenza, non ero riuscita a evitare di fare lo stesso. Per questo non si offese, ma rise insieme a me.
«Sai, potrebbe essere una buona idea», mi rispose immediatamente, mentre io incrociavo le gambe sulla sedia accomodandomi con una delle mie posizioni discutibili, senza distogliere lo sguardo dalla cartella medica tra le mie mani. «Questo piccoletto potrebbe finalmente lasciarmi respirare», si accarezzò la pancia con fare materno.
«Oh, credimi», borbottai. «Ti sembra così adesso, ma una volta fuori non ti toglierà solo il fiato, ma la vita.»
«Che melodrammatica, dottoressa Grinch», aggrottai le sopracciglia, fulminandola con lo sguardo.
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Chemical Hearts
Dragoste"Io ero un cuore selvaggio e lui era le costole che mi proteggevano, ma allo stesso tempo mi imprigionavano. Lui era ciò che più era capace di tenermi al sicuro, ma gli sarebbe bastato spezzarsi per trafiggermi." • VINCITORE WATTYS 2022 DISPONIBILE...
