𝑳𝒂𝒏𝒂
Fin da quando ero bambina non mi era mai piaciuto farmi mettere i piedi in testa, soprattutto quando a tentare di farlo erano esseri umani di sesso maschile. Non avevo mai sopportato il senso di impotenza derivato dalla sola colpa di essere donna, ma ancor di più quello dettato dall'attrazione fisica.
Quest'ultima cosa mi era ovviamente stata più chiara con l'adolescenza, fino a prendere completamente forma quando avevo imparato il valore vero e proprio della sessualità e tutte le sue sfaccettature, compreso anche l'effetto che aveva sulle persone.
Ascoltare Seth dire che non ero stata all'altezza delle sue aspettative mi aveva quasi annullata, facendomi sentire come un semplice pezzo di carne. La sua voce si era ripetuta a lungo nelle mie orecchie in quel trambusto di persone e musica ed ero rimasta a osservare il fondo del mio bicchiere vuoto chiedendomi cosa ci fosse di sbagliato in me nel sentire tanta insicurezza di fronte a un uomo come il dottor Murdock.
Poi, presa da una crisi di esaurimento avevo convinto Carter e Genesis a tornare a casa e anche quando ero rimasta sola, sotto le coperte del mio letto a fissare il soffitto vuoto della mia stanza, la sua voce profonda era tornata ad animare il mio sonno come un incubo.
La mia autostima non si basava sul sesso, questo lo sapevo e anche se il pensiero che le mie convinzioni non fossero poi del tutto veritiere, ero giunta alla conclusione che chiunque altro sarebbe rimasto scosso da quella rivelazione allo stesso modo. Era forse questo che le sue parole avevano acceso ulteriormente in me: l'umiliazione causata dalla mia vita sentimentale. Ed era probabilmente il fatto che lui fosse così dannatamente attraente a gravare ulteriormente sul groviglio di pensieri che mi annebbiava la mente.
Mi ero così decisa in un primo momento, dopo aver sbollito la rabbia, di mettere da parte il suo imporsi con un giudizio non richiesto e avevo deciso di mantenere la testa bassa, continuando per la mia strada con l'intento di restargli alla larga quanto più mi era possibile ed evitare guai sul posto di lavoro.
Non lo facevo perché non ero in grado di sostenere la sua sfacciataggine o le sue battute infelici, così come la sua personalità duplice e la sua aria dispotica. Semplicemente non avevo intenzione di perdere tempo a tentare di migliorare una situazione che mi si sarebbe in ogni caso rivoltata contro. Inoltre, per quanto mi piaceva il mio lavoro, fortunatamente non ero ancora stata contagiata dalla sindrome da crocerossina.
Questo era stato il mio intento fino a quando la settimana successiva presentandomi in ospedale non lo avevo visto chiacchierare allegramente con la nuova infermiera assunta per il reparto di pediatria, una ragazza della mia età che si era all'istante presentata in modo socievole a tutti quanti, me compresa, con il nome di Carrie. La sua aria innocente, gli occhi chiari e i capelli biondi luminosi mi avevano all'istante catturata e davvero avrei potuto considerarla carina e gentile come tutti gli altri, se solo non si fosse attaccata fin da subito come un cagnolino al fondoschiena del dottor Murdock.
Non ero gelosa, sia chiaro. Non avrei mai potuto. Non ero proprio il tipo di ragazza da relazioni serie fatte di gelosia e di continuo controllarsi, ma vedere Seth Murdock sorridere a labbra piene mentre l'infermiera Carrie gli raccontava aneddoti riguardo vecchi pazienti, attendendo insieme che la signora della caffetteria servisse loro del caffè, aveva fatto insorgere in me un certo fastidio sentito nei confronti della ragazza.
Avrei lasciato cadere la questione lì, ancora, tentando di mandare giù il forte nodo in gola che mi aveva fatto tremare il petto, se fosse stato per il semplice sorriso che le aveva dedicato di fronte a un caffè quel lunedì mattina. Ma poi la situazione nei giorni seguenti era degenerata, mentre Seth mi chiedeva ancora di eseguire compiti inutili e fuori mansione, lei era sempre lì pronta a chiacchierare di questioni mediche e anche di locali poco distanti dall'ospedale in cui servivano ostriche buonissime. E non che io mi fossi impegnata a origliare, mi era solo capitato di ascoltarli tra una corsa e l'altra all'interno dei reparti.
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Chemical Hearts
Romance"Io ero un cuore selvaggio e lui era le costole che mi proteggevano, ma allo stesso tempo mi imprigionavano. Lui era ciò che più era capace di tenermi al sicuro, ma gli sarebbe bastato spezzarsi per trafiggermi." • VINCITORE WATTYS 2022 DISPONIBILE...
