Abbiamo aggiornato le nostre Linee Guida sul Contenuto.
Consulta le linee guida più recenti per continuare a condividere storie in sicurezza.

26. È la regola

34K 1.4K 1.7K
                                        

Sulle nostre labbra e sui nostri occhi, c'era l'eternità. L'estasi sull'arco delle ciglia.

𝑳𝒂𝒏𝒂

A parità di emozioni, non esistono al mondo due cuori che battono allo stesso ritmo, con la stessa melodia e la medesima energia. Basti pensare al battito vivace di un bambino e a quello più stanco e affaticato di un anziano, ma anche tra due adulti capita che le pulsazioni siano troppo perse in una musica propria per poter essere coordinate con quella dell'altro.

Insomma, è difficile trovare qualcuno con cui il tuo cuore possa battere a tempo. Ma sai che, anche se ci fosse, non sarebbe quello il ritmo incalzante a cui vorresti legarti per l'eternità. Perché le cose vanno così, scegliamo sempre una canzone che ci accompagni, ma mai una che sia uguale alla precedente; è faticoso credere che tu possa passare la tua vita ad ascoltare in ripetizione le stesse note... allora, perché io non riuscivo a cambiare playlist?

Perché mi ritrovavo sempre, inevitabilmente, estremamente, costantemente e profondamente bisognosa di stringere quelle braccia tra le mie. Bisognosa di aumentare la dose di contatto fisico senza mai diluirla, con lui e con il suo corpo statuario, così grande che quella notte, quando mi addormentai tra le sue braccia, mi si avvolse intorno come una corazza.

Quella era stata la prima volta in cui avevamo dormito insieme senza fare sesso. A Seth era bastato presentarsi a casa mia per comprendere che non ero dell'umore adatto e non avevo neanche dovuto specificare quali fossero le mie ragioni, lui si era semplicemente e silenziosamente fatto avanti nella mia cucina e aveva poggiato due buste piene di cibo sul bancone. Io avevo fatto finta di niente, ma quando avevo sentito il suo sguardo posarmisi addosso era stato quasi rigenerante sapere che non fosse quello di uno sconosciuto.

Non avevo idea del motivo per cui qualcuno dovesse seguirmi, ma se ripensavo alla sera in cui mi avevano drogata, non riuscivo proprio a non accumulare una certa ansia.

Seth non si era imposto e anche se non avevo avuto il coraggio di guardarlo in volto mentre tiravo fuori il cibo dalle buste, non era stato difficile notarlo con la semplice coda degli occhi. Aveva preso posto con la solita eleganza eccentrica che lo caratterizzava, il cappotto lasciato sullo sgabello al suo fianco e le braccia muscolose guizzanti dalle maniche della camicia arrotolate. Lì per lì non ci avevo fatto realmente caso, anche un po' troppo imbarazzata per via del fatto che lui fosse lì sotto una mia richiesta esplicita, ma il suo volto era rimasto in bilico nell'indecisione per pochi e piccoli istanti interminabili.

Era stato combattuto, le labbra strette tra di loro e la mascella dura, pensieroso. Aveva i capelli disordinati e la stanchezza che gli si infiltrava sul viso con aloni più scuri di venule. Forse fu questo a farlo cedere inesorabilmente... era troppo stremato per combattere contro se stesso e quando avevo tirato fuori gli involtini primavera, mi ero resa conto che ne avesse fatto mettere uno in più apposta per me.

«Ci verrai alla festa di beneficienza?» gli chiesi con l'intento di alleggerire l'atmosfera. Alzò i suoi occhi su di me, due lacrime di ematite incastonate nelle palpebre. Rimasi di nuovo folgorata da quello sguardo ipnotico.

«Purtroppo sono costretto, mia madre è tra gli invitati.» Entrambi non riuscimmo a trattenere una risata che ci permise di allentare tutti i limiti imposti, permettendomi di rilassarmi.

Non avrei saputo dire se lui aveva compreso che ci fosse qualcosa che non andava in me, non avrei voluto mostrargli la mia fragilità, ma era stato inevitabile quando dopo avermi studiata indagatore, con un respiro dolce pronunciò il mio nome. Le mani presero a tremare, costringendomi a fuggire in bagno nel tentativo di riprendermi.

Quando poi ero tornata, Seth non aveva detto niente, aveva terminato di mangiare come se niente fosse insieme a me e poi eravamo finiti a guardare un film in camera mia, senza realmente interessarci. E a quel punto lui era crollato come un bambino, probabilmente a causa del turno estenuante appena terminato e io, dopo aver spento la televisione, mi ero addormentata tra la sue braccia. O almeno, ci avevo provato.

Chemical HeartsLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora