Abbiamo aggiornato le nostre Linee Guida sul Contenuto.
Consulta le linee guida più recenti per continuare a condividere storie in sicurezza.

23. Terra di confine

37.8K 1.3K 1.9K
                                        

𝑳𝒂𝒏𝒂

Sentirsi sospesi in un cielo di malinconia, come quando ti svegli in tarda notte e resti a letto a guardare le luci delle auto passare attraverso la serranda che hai dimenticato alzata prima di andare a dormire. Quando il tempo si ferma e l'oscurità ti inghiottisce e sei senza respiro a guardare il soffitto, un attimo di alienazione di fronte a un'eternità di tempo. Mi sentivo appesa a volteggiare tra nuvole effimere, con gli occhi stanchi e il corpo acceso dalla paura che la gravità mi facesse schiantare al suolo all'improvviso.

Seth non mi aveva riportata subito a casa e forse era stato meglio così, ci eravamo asciugati e avevamo sostituito i vestiti con dei camici puliti e mi aveva concesso il mio tempo per potermi sistemare i capelli con l'asciugacapelli attaccato al muro del bagno dell'ospedale. Non avremmo dovuto usare quella stanza come fosse stata una camera d'albergo, me ne rendevo conto solo ora che sorpassavo la soglia del bagno e tornavo nell'oscurità di quei due letti disfatti. Sospirai, con il petto ancora in bilico tra le nuvole e la malinconia.

Lui si era sdraiato a letto, aveva infilato nuovamente l'ago della sacca di minerali nel braccio ed era rimasto fisso a guardare il soffitto. Con le luci delle macchine che passavano che facevano capolino dalla finestra con la serranda lasciata rialzata. I capelli mossi e asciutti gli ricadevano intorno al volto e gli occhi socchiusi presagivano una stanchezza che riuscivo a percepire fin dentro le ossa io stessa, ma sapevo che per lui sarebbe sempre stato diverso. Non sarebbe riuscito a dormire in ogni caso.

Avanzai fino al letto lasciato libero, le lenzuola stropicciate, la sacca rimasta intoccata appesa al suo fianco. In quel buio di una notte sospesa come me e lui, tutto ciò che avrei voluto fare era tornare a respirare, ma non ci riuscivo. Come se quel tempo passato insieme fosse fatto di materiale destinato a morire. Per questa ragione tornai a guardarlo, il cuore ingombrante e i polmoni ristretti in un vuoto insofferente. Seth era dannatamente se stesso e io non riuscivo a darmi pace, a capirne la ragione. Eppure non erano questi presupposti che avrei mai voluto concedere a qualcuno, figuriamoci a uno come Seth.

Come se avesse sentito il mio richiamo tacito, piegò il collo e si voltò a guardarmi. Due iridi impiumate dalla disperazione. Era sempre così quando mi ritrovavo sola con lui, non che comunque fosse accaduto più di qualche rara volta, ma c'era qualcosa che mi mangiava dall'interno a farmi sentire il bisogno pulsante di volere le sue mani su di me. Questa volta era differente.

Una serata come quella non l'avrei dimenticata tanto facilmente e non era solo l'adrenalina come dopo l'intervento di Noah, si trattava di parole inespresse, rimaste anche loro sospese tra nuvole di inquietudine. Così, con la bocca che aveva ancora un retrogusto di lui, mi persi in quello sguardo ammaliatore. «Ho bisogno di contatto fisico», glielo chiesi come se fosse stato spingere il pulsante di uno stereo per far partire una canzone, non avevo bisogno che ricambiasse ciò che gli avevo concesso solo qualche istante prima, non ero accaldata e bisognosa allo stesso modo, c'era un moto inconsapevole in me che mi faceva sentire come se non sarebbe bastato nemmeno il sesso migliore della mia vita a riempire il vuoto in cui ero ancora immersa.

Seth non rispose, si mosse sul letto facendomi spazio, con la flebo ancora infilata nel braccio mentre allungava l'altro libero per invitarmi a prendere posto. Quello fu un momento veramente strano, non c'erano in realtà compromessi o strani attriti che ci dividevano, ma era come se lui comprendesse lo strano rimedio curativo di cui avevo bisogno. In fondo, era pur sempre un medico. E realizzai che ancora una volta, la sensazione che cercavo di più, era quella di restare sospesa nel liquido amniotico. Così mi alzai e mi misi seduta sul letto, portandomi dietro la sacca di sali minerali per poterla appendere accanto a quella di Seth ormai quasi vuota e quando mi ritrovai a dover infilare l'ago, lui me lo sfilò dalle mani per potermi aiutare.

Chemical HeartsLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora