6. La prego, si accomodi

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𝑳𝒂𝒏𝒂

Sicuramente Seth Murdock e Noah Williams avevano molte cose in comune. Tutti e due erano figli del demonio, avevano una boccaccia petulante e guardavano le povere specializzande come me dall'alto in basso con disprezzo. Entrambi avevano una maturità pari a quella di un bambino di otto anni, non rispondevano mai concretamente alle domande e mi trattavano come una schiava.

Però Noah Williams non aveva l'età giusta per rientrare nel mio radar di compagnie occasionali, il fatto che fosse un marmocchio gravava pesantemente sul suo desiderio di diventare il mio fidanzato, ma non si poteva dire lo stesso del dottor Murdock. Non che io cercassi di accasarmi come il signor James del reparto di geriatria e nonostante apprezzassi la sua temerarietà, non si poteva dire che guardassi il dottor Murdock con quell'idea in testa, ma restavano innegabili il suo fisico atletico e il suo volto affascinante. E il mio grande, grosso, immenso bisogno di...

Queste erano decisamente buone ragioni per provarci con un uomo come lui, che ero certa sapesse bene quel che faceva in ogni circostanza della sua vita. Non erano però ragioni sufficientemente adatte per flirtare con lui senza riserve e se ancora non l'avevo fatto era perché ci tenevo particolarmente a quella poca dignità che mi era rimasta. Avevo quindi cercato a fatica di non rimuginare troppo sulle sue parole.

«Torniamo a casa insieme?» mi domandò Genesis, quando il mattino seguente la raggiunsi lungo il corridoio dell'ospedale che aveva iniziato a illuminarsi sotto i primi raggi solari, entrambe intente a incamminarci verso gli spogliatoi e a mettere fine a quelle ore interminabili di un venerdì che in realtà doveva ancora iniziare.

Per fortuna quella notte il dottor Murdock non era stato di turno, avevo quindi facilmente evitato di incontrarlo e la Collins mi aveva impegnata insieme a Genesis nel reparto di geriatria.

«Ho un appuntamento con la dottoressa Johnson tra un'ora. Non preoccuparti, torno da sola», anticipai Genesis prima che potesse offrirsi di aspettarmi e fui lieta che annuì semplicemente, senza aggiungere altro mentre entrambe ci inoltravamo negli spogliatoi per cambiarci.

Mi tolsi la divisa e mi rivestii, mentre Genesis continuava a raccontarmi dell'invito alla festa di compleanno di James e di come Eden Spencer - sì, proprio lui - le aveva proposto di passarla a prendere.

Ero rimasta un po' perplessa di fronte a quella strana manifestazione di interesse da parte dello specializzando, ma avevo lasciato correre perché Genesis aveva accettato e, anche se non voleva ammetterlo o mostrarlo, avevo capito che ne era rimasta entusiasta.

Comunque non ci rimuginai sopra più di tanto, dovevo sbrigarmi o avrei fatto tardi. A dire il vero, una visita ginecologica era esattamente l'ultima delle cose che avrei voluto fare in quel momento, ma mi ci erano volute un sacco di chiamate all'ambulatorio per ottenere quell'appuntamento con la dottoressa, in modo tale da poter rinnovare la prescrizione della pillola e fare una visita di routine, ma non avevo considerato lo stress mentale di fare una cosa tanto banale dopo un turno notturno.

Così avevo visto Genesis andare via ed ero rimasta sola a terminare di rivestirmi. Fortunatamente era stata una nottata tranquilla e i miei capelli bruni non sembravano emanare alcun altro odore strano rispetto a quello del mio solito shampoo, per questo mi affrettai senza problemi a raggiungere il reparto di ginecologia nella speranza di essere la prima della lunga lista di pazienti che si ritrovava spesso a ricevere la dottoressa Johnson.

«Salve», salutai la gentile signora, che sapevo chiamarsi Holly, posta dietro il bancone sistemato nella sala d'attesa dell'ambulatorio. «Ho preso appuntamento per le otto. Burton Lana.»

Chemical HeartsLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora