❝Noi siamo gli scienziati, che cercano di dare un senso alle stelle che hanno dentro.❞
𝑳𝒂𝒏𝒂
Alla fine di tutto, siamo bende impregnate di natron, asciutti d'acqua e lavati con vino di palma. Siamo le stesse mummie imballate dai propri sentimenti, scatole vuote senza organi. E in effetti era questo che facevano gli antichi egizi, divoravano il corpo dall'interno prima di mummificarlo, lo svuotavano di tutti gli organi per tardare il processo di putrefazione. Solo un organo veniva lasciato lì, dentro il petto, per sempre. L'unico necessario per vivere dopo la morte, quello che custodisce ciò che di più prezioso abbiamo, la nostra anima. Ma anche quello sottoposto al giudizio supremo, la prova concreta della nostra innocenza.
Così gli antichi egizi prendevano il cuore e lo pesavano, era una piuma di giustizia il termine di paragone. Ma come si fa a morire a cuor leggero? Nemmeno il più innocente possiede così pochi grammi di tessuto cardiaco, nemmeno il più vile ha un cuore tanto vuoto e un'anima così spoglia.
E io non riuscivo a pensare a un mondo di cuori senza speranze e quindi mi convincevo, attimo dopo attimo su quel suolo straniero, che forse quelli degli antichi egizi erano cuori chimici che speravano di poter riparare regalandogli un senso tanto banale, quanto profondo come quello dell'anima.
Potremmo vivere un'eternità di tempo, ma resteremmo comunque bloccati nelle mani delle persone che giudicano i nostri cuori chimici in base alla pesantezza delle emozioni che custodiscono. E allora saremmo tutti sbagliati, per sempre. E forse non è il peso che è sbagliato, ma il modo in cui ci pesiamo. Il modo in cui ci lasciamo pesare.
Era stato Seth a pesare Effy la prima volta e tutto di lei rientrava perfettamente nella norma, i tre chilogrammi e trenta, gli occhi chiari che si erano scuriti appena avevano assorbito la luce del sole e il cuore leggero come una piuma, ma così possente da essere pronto a battere per tutta una vita. E lei gli era rimasta aggrappata con le manine, aveva continuato a tastargli il petto e il volto, aveva ritirato i polpastrelli nel sentire le guance ispide e aveva fatto una smorfia così dolce da travolgermi lo stomaco.
E Seth... Seth era stato semplicemente Seth. Anche dopo il nostro matrimonio, anche dopo tutte le cose che avevamo vissuto, forse era stato il fatto che io e lui avevamo lavorato insieme così tante volte sotto pressione che ormai era diventato istintivo per noi comprendere quali fossero le scelte giuste da fare. Non importava se fossimo circondati da estranei, se fossimo in un posto che non era casa nostra, avevamo accolto quella bambina tra le braccia senza riserve, senza limiti d'accettazione, ma con un grande bisogno di redimerci dal dolore che entrambi avevamo causato.
Al termine di quella giornata sfiancante, mi ero presa un momento per cenare nella mensa di quella che era la base, dove Genesis mi aveva informata saremmo rimasti un paio di settimane al sicuro prima di tornare definitivamente a Londra. Seth non si era fermato a mangiare perché aveva desiderato andare subito a controllare come stesse la bambina nell'infermeria e io avevo accettato silenziosamente questo nostro implicito accordo che tenesse conto del fatto che, anche desiderandolo con tutta me stessa, necessitassi ancora del tempo per comprendere che ero appena diventata una mamma a tutti gli effetti.
E mentre me ne stavo seduta a quel tavolo a guardare il mio riso in bianco e il pollo al curry, intorno a me Jarvis, Genesis, Thomas e Declan avevano preso posto con l'intento di tenermi compagnia. Ma non riuscivo a seguire i loro discorsi di circostanza, non sapevo nemmeno cosa avessi in comune con quelle persone. Avevo creduto a lungo che Jarvis fosse in realtà una persona invischiata in affari loschi, ma poi si era rivelato il mio salvatore, nonostante aveva causato inconsapevolmente la morte di Jamila. Avrei anche potuto accettare che Thomas non fosse l'infermiere di pediatria che si fingeva etero, ma non riuscivo ad accettare che Genesis mi avesse mentito per tutto quel tempo. E Declan... Declan non sapevo nemmeno che diavolo di persona fosse, avevo creduto che il fatto che fosse un avvocato con una strana passione per la fotografia lo avrebbe in un qualche modo potuto rendere una persona normale, già solo il fatto che non fosse un agente segreto lo rendeva qualcuno più simile a me di quanto non lo fossero il resto dei presenti, ma anche lui mi aveva tradita, mi aveva tenuta all'oscuro di tutto per poter stare dalla parte di Seth. Dalla parte di Noah.
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Chemical Hearts
Romance"Io ero un cuore selvaggio e lui era le costole che mi proteggevano, ma allo stesso tempo mi imprigionavano. Lui era ciò che più era capace di tenermi al sicuro, ma gli sarebbe bastato spezzarsi per trafiggermi." • VINCITORE WATTYS 2022 DISPONIBILE...
