CAPITOLO 6

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Sono davanti lo specchio della mia camera d'albergo a Miami e non ho la più pallida idea di cosa indossare. Scott mi ha detto che questa sera Elijah organizzerà un evento al club, quindi ecco spiegato perché mi ha chiesto di vestirmi "elegante".

Ma cosa diamine dovrei mettere!?

Ho davanti tre opzioni: un vestito dorato con una silhouette asimmetrica, drappeggi da un lato e spalline sottilissime; un vestito marrone cachi aderente, con scollo a V e spalline che si allacciano dietro al collo; e infine il buon vecchio rosso, solo che in questo caso si tratta di un miniabito bustier rosso metallizzato, con spalline nere sottili e lacci neri dalla scollatura all'orlo finale. Lo adoro, ma...è un po' troppo sexy e non voglio dare nell'occhio.

Elijah, vieni! Mamma e papà ti stanno aspettando! Non vedono l'ora di conoscerti.

Risentendo quella voce femminile, afferro il vestito rosso e me lo infilo. Tiro via il reggiseno, indosso mutandine nere di pizzo e tacchi alti, rigorosamente neri. Un leggero movimento ai capelli e sono pronta.

Ok, non sembro nemmeno io, ma non posso dire di non essere soddisfatta.

- A noi due, Elijah Walsh. - dico, guardandomi allo specchio un'ultima volta.

Di sotto, mi aspetta una limousine. Non ci sono abituata, ma devo tenere la bocca chiusa e salire. Non mi va di fare scenate e, poi, risparmierò i soldi per il taxi.

Guardo distrattamente fuori dal finestrino, mentre non riesco a smettere di contorcermi le dita. Sono in ansia e non è una cosa normale, per me. Da quando viaggio come un eremita, non ho più partecipato a nessuna festa e credo di essere un po' arrugginita. Probabilmente mi siederò al bancone del bar, a buttare giù un cocktail dietro l'altro. Ma non voglio neanche ubriacarmi, perché sono intrattabile quando bevo troppo. Divento estremamente aggressiva e non farei proprio una buona impressione.

Oh, ma perché mi trovo sempre in situazioni del cavolo!?

- Signorina? -

Sobbalzo. La portiera si è aperta e l'autista mi guarda, perplesso.

- Oh, sì... - scivolo sul sedile, cercando di tenere le gambe strette. - Grazie. - scendo e osservo il club. L'insegna mi colpisce immediatamente, come la prima volta. Ora che è notte, è ancora più appariscente.

Avanzo lentamente verso la porta d'ingresso e saluto la montagna. - Salve, Tyler. -

- Signorina Kurt. - toglie la corda rossa che blocca l'entrata e mi lascia passare. - Il signor Elijah la sta aspettando. -

Tutti i miei muscoli si tendono, ma non lo do a vedere. Entro e la musica e le luci mi destabilizzano per un momento. Noto che non è un locale per tutti, ma solo per gente di un certo livello. Quindi, in teoria, io non dovrei essere ammessa.

Fantastico, ora mi sento ancora più a disagio.

Cerco Elijah con lo sguardo, ma non riesco a vederlo da nessuna parte. Ho improvvisamente freddo e non capisco perché. Ci saranno quaranta gradi, qui dentro! O mi sto ammalando, o sto impazzendo. E, anche se la prima è un'opzione plausibile, non escludo la seconda.

Mi faccio strada tra la folla e raggiungo il palco. Mandy e Mike si stanno preparando. Li saluto con una mano, evitando di disturbarli e mi siedo su uno dei divanetti in un angolo.

Dopo neanche un minuto, un cameriere mi porta un Moscow Mule.

- Non ho ordinato niente. - gli dico, confusa.

Lui lo appoggia sul tavolo, senza dire una parola. Quando si sposta di lato, per poco la mandibola non mi finisce nel cocktail.

Elijah è completamente vestito di nero, con un fazzoletto rosso infilato nel taschino che spicca su tutto il resto. Non è niente di straordinario, ma il fatto che sia la camicia che i pantaloni siano leggermente aderenti nei punti giusti, lo rendono...divino.

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