CAPITOLO 32

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Osservo Elijah dormire e i miei pensieri tornano a quello che è successo una settimana fa. L'odore di bruciato e di morte è ancora nelle mie narici e le immagini del disastro stampate nella mia mente. Vorrei poter cancellare tutto, ma è impossibile.

Scott era lì, è stato lui a piazzare le bombe. E adesso è scomparso, ovviamente.

Non si sa dove sia e la cosa non è per niente rassicurante. Lo abbiamo denunciato e la polizia sta indagando. Oggi pomeriggio verranno qui a interrogarci, dato che non possiamo muoverci per via di Emily. Avrei voluto che non ci fosse, per risparmiarle tutto questo.

Bacio Elijah sulla fronte e lascio il letto. È mattina presto, ma non riesco a dormire.

Scendo di sotto, dopo aver controllato Emily e mi rifugio in cucina. Mentre il bollitore fa il suo lavoro, prendo il cellulare e chiamo mio fratello.

- Lena. - risponde.

- Ehi...disturbo? -

- No, tranquilla. - sento una porta chiudersi. - Che succede? -

- Hai saputo del Louvre? -

- Sì, so che è saltato in aria. - si blocca. - Aspetta, perché me lo chiedi? -

- Ero lì. -

- Cosa!? -

- C'era la premiazione, ricordi? -

- Stai bene? Sei ferita? -

- Sto bene, non preoccuparti. - esito a dirgli tutto, ma ho bisogno di aiuto. - Osman, è stato Scott. -

- Chi è Scott? -

- Una specie di guardia del corpo di Elijah. Il suo uomo di fiducia. - gli racconto di quello che ho sentito, subito dopo l'incidente e dei miei dubbi su di lui. - Ho sempre avuto la sensazione che fosse troppo inquietante. Mi ha odiata fin dal primo momento e non c'era mai quando serviva. -

- Sì, capisco. - lo sento sospirare. - Ma credo che nessuno di voi sia al sicuro, adesso. Avete avvertito la polizia? -

- Sì, verranno nel pomeriggio per farci delle domande. -

- Devo andare, ma fai attenzione, per favore. - sembra davvero preoccupato. - E chiamami se hai bisogno di qualcosa, a qualsiasi ora. Promettimelo, Lena. -

- Te lo prometto. Grazie per avermi ascoltata. -

- Ci sentiamo. Ciao. -

- Ciao. - riaggancio e appoggio la fronte sul bancone. Ho la testa che mi scoppia, accidenti.

Mi alzo a fatica e spengo il bollitore. Sto cercando di evitare il caffè e ormai bevo solo tisane rilassanti. Non sono sicura che mi rilassino davvero, ma non avere caffeina in circolo mi aiuta a sentirmi leggermente più calma.

- Lena... -

La voce di Emily mi fa voltare di scatto. È appoggiata al tavolo e sembra stare male. Mollo tutto e corro da lei. - Ehi, non ti senti bene? -

Scuote la testa. - Non...bene... -

- Ti fa male la pancia? -

Si tocca lo stomaco e, improvvisamente, comincia a vomitare. Le tengo la fronte e i capelli. Che le sta succedendo? Sono certa non abbia mangiato niente che abbia potuto farla sentire male. Che si stia ammalando?

Si solleva, ansimando. La porto al lavandino e le do un bicchiere d'acqua. - Va tutto bene, tesoro. - le asciugo le lacrime. - Non piangere. -

- Male... - singhiozza. - No... - sbianca all'inverosimile e crolla a terra, senza che abbia il tempo di prenderla.

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