Capitolo XV

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- Ho deciso di dirti tutta la verità sui tuoi ricordi perduti. -

- Ricordi... perduti? - Nagai si volta verso di lei confuso.

- I miei genitori? Stai dicendo che pure loro sono a conoscenza di tutto ciò? E quale medico? - rimango di sasso, riferendomi al discorso generale fatto dalla mia amica.

- Sì e... aspetta. Andiamo con ordine o finirò per spiegarmi male. - fa un respiro profondo, puntando poi lo sguardo su Nagai - Tu siediti comodo, ne avremo di cose da dire. -

- Tutto è accaduto durante gli anni delle medie... - Megumi comincia a raccontare, mentre il respiro mi si fa più cadenzato.

In attesa della fatidica verità.

Perché ho cominciato ad avere questi attacchi di panico?

Perché partono a caso, quando sono con Nagai?

Chi è la persona che ho dimenticato?

Ricordando il tutto riuscirò a capire perché Nagai mi dava così fastidio, anche quando non faceva chissà cosa?

- Eravamo in prima quando, spinta da buona parte dei nostri compagni, sei finita per diventare rappresentante di classe. Come è accaduto alle superiori, effettivamente. -

- Mi ricordo quel giorno. Non avevo la minima voglia di sorbirmi le riunioni settimanali col consiglio studentesco, perché mi avrebbero portato via tempo utile per leggere manga o guardare anime. Però alla fine si rivelò essere un lavoro meno faticoso del previsto, anche perché il consiglio era davvero disponibile e d'aiuto. Se non sbaglio c'era pure una persona, in particolare, che mi è stata accanto quando venivo incastrata a fare lavori degli altri rappresentanti. - riporto alla mente, ma... - Chi era? -

- Il presidente del consiglio, di un anno più grande di noi. Ovvero lo stronzo che ha causato la tua amnesia. - ringhia Megumi.

Mentre il mio cuore si stringe in una morsa, consapevole d'essere sempre più vicino alla rivelazione del mistero.

- Sei sempre stata una che detestava svolgere compiti del genere, ma col tempo la cosa ha cominciato a pensarti sempre meno. Proprio perché... ad aiutarti c'era lui. - sospira - Non solo ti alleggerì il lavoro svolgendolo con te, ma rese pure quelle ore più sopportabili. Parlando, ridendo e stringendo amicizia con te. Tanto da farti fidare sempre più di lui. -

Dei flash cominciano a balenarmi alla mente.

Il cuore mi si fa più pesante, mentre la gola mi si secca.

Un sorriso gentile fa capolino, per poi venir subito sostituito da una smorfia d'incredulità.

Espressione che mi provoca una fitta paragonabile ad una pugnalata a tradimento.

Stringendo il cuscino con forza ci affondo la testa, cercando di riprendermi.

Megumi non è ancora arrivata al succo del tutto.

Non posso cedere già qua.

- Ruri... te la senti di proseguire o vuoi che smetta di parlare? - la mano di Megu si poggia sulla mia spalla.

- Dammi solo un attimo... - mi trema la voce.

Un'altra mano si posa sulla mia gamba.

Una più grande e calda.

- Ruri, puoi guardarmi un secondo? - domanda Nagai in un sussurro.

Anche se dubbiosa sollevo lo sguardo sul suo.

- Ancora non ho capito di cosa stiamo parlando, ma... non devi aver paura. Noi siamo qua con te. Qualunque cosa sia... tu sei al sicuro, con noi. Non con lui. -

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