- Ruri, per favore. Lascia che ti aiuti. - vengo seguita da Nagai.
Il quale non mi molla dal giorno della storta.
Impedendomi di portare qualunque cosa più pesante di un quaderno.
- Smettila di seguirmi. Ce la faccio anche da sola, il piede non mi fa più così male. - sbuffo, cercando di non farmi prendere di mano il leggio preso in prestito dal club di musica.
- Non devi pesare troppo su quel piede, almeno per una settimana. L'ha detto l'infermiera. - riesce a rubarmi l'oggetto, con mio sommo disappunto.
Capisco la preoccupazione, ma qua stiamo un po' esagerando.
Anche se... credo sia più preoccupato per il mio cuore.
Da quel giorno ha cominciato a farmi strani discorsi su Sora.
Come nel tentativo di risollevarmi il morale.
Ah... questo ragazzo dovrebbe cominciare a pensare un po' più a se stesso.
Uhm...?
Un po' sta cosa mi ricorda ciò che mi ha detto Sora.
Mah... chissà.
Ancora non sono riuscita a capire a pieno la sua frase, anche se Megumi ha ipotizzato ciò che pure io avevo pensato.
- L'infermiera ha detto "Dai tre giorni ad una settimana." In base al dolore che provo di giorno in giorno. - giro attorno al biondo, in una sorta di strana caccia ad acchiapparella.
- E di giorni ne sono passati solo due. - continua ad evitarmi.
- Due e mezzo, per la precisione. So che essere a scuola di sabato ti confonde, ma... accidenti! - mi irrito a causa del suo modo di fare, cambiando così discorso - La vuoi piantare di girare come una trottola? Voglio essere anch'io d'aiuto o che ci faccio nel comitato organizzativo? -
- Sarò io le tue braccia, tu sii la mente. - poggia una mano sulla mia schiena, invitandomi ad avviarci alla palestra.
- La mente vuole dire una cosa alle braccia. - lo guardo di sottecchi, irritata - Non sono una bambina. Non ho bisogno di venir accudita in questa maniera. -
- Dovresti farti viziare ogni tanto. Non è una brutta cosa affidarsi agli altri, qualche volta. - mi sorride sincero.
- Scherzi, vero? - ricambio guardandolo accigliata - Ho passato anni a farmi proteggere, viziare. È ora che cominci a muovere le gambe per conto mio. -
- Ma che stai dicendo? - mi segue, adeguandosi alla mia improvvisa accelerata - Anche se non ti sono state raccontate delle cose, per proteggerti, ciò non significa che tu abbia vissuto anni sereni e perfetti. Ti sei forse dimenticata di quel giorno? - ribatte sorpreso, riportandomi a quando gli domandai di metter su la farsa della finta coppia.
- Forse non te ne sei resa conto, ma... i tuoi occhi non erano quelli di una che se la stava passando bene. Per nulla simili a quelli di una ragazza dalla vita perfetta e viziata. - aggiunge.
- Sarà, ma ho comunque avuto persone che mi hanno fatto da cuscinetto. Per evitare che mi ferissi in maniera più profonda. -
- È questo che fanno le persone, quando tengono a qualcuno. Si mettono in gioco per difendere chi gli è caro. Questo però non significa viziare, semplicemente... voler bene. Sono certo che pure tu, negli anni, hai fatto da cuscinetto ad Hirano. -
- Mai quanto lei... - sospiro.
- E con ciò? Non mi sembra il tipo di persona da prendersela per una cosa del genere, inoltre... chissà come sarà il futuro. - mi sorride rassicurante, ma...
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Due Come Noi
RomanceLa Fata Eterea ed il Principe del Sole. Così la gente ci chiamava. Tutti a farsi mille castelli in aria su come dovevamo essere per loro. Quasi nessuno interessato a scoprire i nostri veri caratteri. Ed è così che tutto è iniziato tra noi. Per sfug...
