Capitolo XXXIII

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- Sono incazzata come una iena, ma che dico... il modo di dire dovrebbe cambiare e diventare "Sono incazzata come una Ruri". Perché dubito esista qualcuno più arrabbiato di me, al mondo. - ringhio, nel cortile dietro la scuola.

Ieri, dopo essere tornata a casa con Megu, mi sono sfogata alla grande.

Riportandole, papali papali, le parole pronunciate dal biondo.

Parole che sono riuscite ad innervosire pure lei che, però, poi l'hanno spinta a ragionarci su.

Io ho ripetuto davvero un'infinità di volte di non essere interessata ai ragazzi reali.

Ed altrettante che lui non era in grado di far scattare alcuna scintilla in me.

Motivo per cui... è "normale" ora lui non riesca ad arrivarci.

Però... dai, cazzo!

Fossi ancora uguale a quel tempo capirei, ma... più di essere ciò che sono che dovrei fare?

Un cartello da appendermi al collo?

Qualcosa con scritto "Innamorata di Mitsuo Nagai".

Ah... qualcosa mi dice che nemmeno così ci arriverebbe.

Ecco perché, ora, in cerca di un briciolo di voglia d'andare al club... sono qua.

A sfogarmi con Megumi ancora, prima di raggiungerlo per cominciare quel cavolo di programma sulle nuove statistiche da fare.

- È colpa tua tutto questo. - sospira quella che consideravo mia amica - Te l'avevo detto che stavi tergiversando troppo. -

- Dico... vuoi venir sbranata pure tu? -

- Non minacciarmi. Senza di me... con chi farai questi discorsi? Forse con la tua nuova amica? - mi punta contro un dito, con fare accusatorio.

- Megumi, che diavolo stai dicendo? Yamashita non è mia amica, anche se per tutta la mattina mi è stata addosso come una cozza. - ripercorro nella mente le precedenti ore.

- Certo che non è tua amica, ero ironica. Quella vuole qualcosa da te. Il suo atteggiamento è cambiato, rispetto a ieri. -

- Se spera che la porti da Mitsuo... ha sbagliato di grosso. Io per prima non vorrei avvicinarmi a lui, oggi. - sbuffo.

- Bugiarda. Te lo si legge in faccia che, comunque, non vedi l'ora di vederlo. - ridacchia.

- Sì... così da poterlo avere a tiro per qualche schiaffo. -

- Ti fa sentire meglio visualizzarti mentre lo schiaffeggi? -

- Decisamente. - rispondo senza esitazione.

- Ottimo, finché restano solo fantasie. -

- Ma... Megu. Questo è ovvio, per chi mi hai presa? - la fisso allucinata.

Ok che sono arrabbiata, ma da qua a prenderlo davvero a sberle... non esageriamo.

- Per una ragazza ferita. -

- Più che ferita... sono allibita. Insomma, ancora non ci credo. - mi batto una mano sulla fronte.

- Pure lui non ci crede, è proprio questo il problema. -

- Megumi... non è divertente. - mi scappa una mezza risata - Ok, forse un po'. Però sono ancora troppo arrabbiata per passarci sopra. -

- Basta che non passi sopra a Nagai. - fa spallucce.

- Hai finito con le battute squallide? -

- Le mie battute sono sopraffine non squallide. Sei tu che non ne comprendi la poesia. - scuote il capo, falsamente offesa.

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