Capitolo XXXV

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- Ruri, dopo devo chiederti una cosa. So che hai un impegno con Hirano, ma potresti concedermi qualche minuto? - mi domanda Mitsuo, intercettandomi davanti alla porta della mia classe.

- Nessun problema, tanto non abbiamo fretta. - risponde Megu per me.

- Sicura? - chiedo conferma.

Essendo quasi il giorno di S.Valentino mi sono organizzata con Megumi per andare ad acquistare il necessario.

La sua idea era quella di preparare a Sakurai dei cioccolatini, mentre io...

Io vorrei fare una torta da dare a Mitsuo il giorno successivo, essendo il suo compleanno.

- Certo che sì. Oggi non abbiamo rientro, perciò... il tempo non ci manca. - sorride raggiante.

- Ok. - annuisco, voltandomi poi verso il mio ragazzo - Allora, a dopo. -

- Ottimo. - mi saluta, entrando nella sua classe felice.

- Come siete carini, una vera coppia innamorata. - trilla la mia amica, marcando con decisione le ultime tre parole.

- Oh dai... andrai avanti per molto con questa storia? Ti comporti come fosse ancora una novità. - apro la porta sbuffando per nascondere l'imbarazzo.

Io e Mitsuo stiamo realmente assieme da oramai un mese, ma la verità è che... pure io non mi ci sono ancora abituata del tutto.

Tra noi, a conti fatti, non è cambiato chissà cosa.

Siamo sempre gli stessi.

Parliamo come facevamo prima, studiamo come un tempo, svolgiamo le attività del club...

Ciò che in effettivo è mutato è... il nostro livello d'intimità.

Ci telefoniamo anche solo per sentirci, ci vediamo fuori dalle lezioni e beh... ci baciamo, abbracciamo...

Insomma, quello che è normale per una coppia di fidanzati.

Solo... mi sento ancora un po' rigida.

Mitsuo è molto più espansivo di me ed a volte temo di non dimostrargli abbastanza ciò che provo.

Non che lui mi abbia fatto intendere ciò. È un mio pensiero, semplicemente sto cercando di comprendere il modo giusto per me per essere una fidanzata.

Io non sono una tipa sdolcinata, amante delle moine.

Eppure, in quest'ultimo periodo, ho cominciato a desiderare cose diverse dal mio solito.

Come quella di volergli regalare del cioccolato per S.Valentino.

Una festa che, fino ad ora, avevo sempre considerato tremendamente stupida.

- Ruri... Yamashita ti ha di nuovo lanciato un'occhiataccia. - mi bisbiglia Megumi, riportandomi al presente.

- Che vuoi che ti dica? Lo sai che fa così da quel giorno. - sospiro sedendomi al mio posto.

Dopo la nostra schermaglia, interrotta da Mitsuo, non si è più avvicinata a me. Continuando però a guardarmi male, ad ogni occasione possibile.

Sperare che la cosa sia chiusa credo sia troppo ottimistico, ma da allora oltre a fissarmi torvamente non ha fatto altro.

Motivo per cui non posso fare chissà cosa, oltre... aspettare.

Mitsuo mi crede una pazza sconsiderata, ma andare a parlare con gli insegnanti non sarebbe sensato.

Soprattutto dopo tutto questo tempo.

- Io fossi in te terrei comunque la guardia alta. Non l'hai vista come cambia espressione in un lampo? È pazzesco che le ragazze della nostra classe non si siano ancora rese conto del suo odio nei tuoi confronti. - scuote il capo Megumi, davanti al cancello della scuola.

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