Capitolo XXXI

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- Mitsuo! - ringhio, vedendolo scappare via per l'ennesima volta.

- Maledizione... quel ragazzo è peggio di una saponetta, scivola via dalle mie mani senza darmi modo di proferire parola. - sbuffo, afferrando Megumi per un braccio - Non puoi chiedere a Sakurai di tenerlo fermo un attimo? Gli devo parlare. -

- Non esiste. Dopo tutto quello che l'hai fatto patire? Ora è giusto che sia tu a correre un po'. - ridacchia lei, facendo salire ancor di più il mio nervoso.

Nervoso che sto covando dalle vacanze natalizie.

A Capodanno, durante un'intima conversazione, Mitsuo è finito col baciarmi all'improvviso.

Cosa che, dopo essere stata realizzata, non ho potuto metabolizzare.

E perché mai, ciò?

Perché, subito dopo, Mitsuo è scappato.

Letteralmente.

Sciolto il bacio c'è stato un istante... un piccolo istante in cui i nostri sguardi si sono incrociati, in un momento d'intesa che non ho mai avuto con nessun altro.

Istante che stava per farmi confessare tutti i miei sentimenti, non più preda di alcun imbarazzo o freno.

L'attimo dopo, però, il ragazzo è avvampato come un semaforo quando scatta il rosso.

Quasi faceva luce, giuro.

E poi... niente.

È fuggito, lasciandomi come una scema davanti alla porta a vetri del terrazzo.

Mentre si rifugiava nella camera di suo fratello, chiudendocisi pure a chiave!

Come se temesse l'arrivo di qualche fiera infernale.

Allibita come pochi ho cercato di parlarci già quella notte, ma senza alcun successo.

Ed il giorno dopo nulla è cambiato.

Ogni volta che tentavo di prenderlo da parte, si ancorava a Sakurai, usava la scusa di dover portare Snow fuori o qualunque altra opzione gli desse modo di starmi alla larga.

Al che ho deciso di lasciar correre, per quella giornata. Vista pure la presenza dei nostri amici, ma...

Le cose hanno continuato a rimanere stazionarie pure successivamente.

Ha rifiutato le mie molteplici chiamate.

Ignorato i miei messaggi.

E pure finto di non essere in casa, quando sono passata a suonargli al campanello.

Insomma... si è dato completamente alla macchia e... lo so perché.

Il suo sguardo, del mattino seguente, era più che eloquente.

Lo stesso che ora gli sorge in viso ogni volta che cerco di intercettarlo, a scuola.

Paura.

Paura totale.

Una paura che, se mi lasciasse parlare, potrei dissipare in un attimo.

Invece... sono qua che continuo a corrergli dietro nemmeno stessimo giocando a guardie e ladri.

E la cosa peggiore qual è?

Che Megu ha di nuovo ragione.

Mi merito questo trattamento.

Dopo come mi sono comportata in passato, questo è certamente un riscatto karmico.

Solo... è tremendamente frustrante.

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